La bugia è antica quanto l’uomo e noi cristiani sappiamo che la catastrofe cosmica all’origine della vicenda umana è frutto proprio di una terrificante menzogna: “eritis sicut Deus” – sibilò ai progenitori il Falso per eccellenza. Ma siccome il lato tragico e riprovevole della vita non elimina quello comico o umoristico, c’è chi fa dell’essere bugiardo l’occasione di incontri e di divertimento. Anzi, di una competizione. Del resto, come cantava Luciana Gonzales al Festival di Sanremo del 1956, La vita è un paradiso di bugie.
50 anni di balle
Avviene tutto ciò a Le Piastre, frazione di Pistoia, 800 mt. di altezza, sulla strada statale che dal capoluogo conduce all’Abetone e poi in Emilia. Dal 1976, in estate, c’è il Campionato italiano della Bugia. E’ diviso in tre sezioni: verbale (chi la spara più grossa e divertente dal palco); letteraria (scrittori da tutta Italia inviano racconti di menzogna, selezionati da autori noti); grafica (competizione internazionale dedicata ai disegnatori satirici ed umoristici), il Torneo ha concluso la 50° Edizione (31 luglio – 2 agosto).
Largo ai sindaci
Tra gli ospiti, il comico Leonardo Manera e il giornalista Alessandro Milan (entrambi da Radio24), insigniti con la laurea honoris causa. Titolo conferito pure all’ex sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi (“per aver sempre seguito e aiutato il Campionato della Bugia”) e a quello attuale, Giovanni Capecchi (“in virtù dei suoi libri su Pinocchio”). Di FdI il primo, del Pd il secondo, essi in merito avranno senz’altro presentato un carnet di tutto rispetto, vista la loro appartenenza al mondo della politica, che non lesina quanto a bugie e false promesse.
La Grande Cena
D’altra parte Pistoia è patria del dantesco “Vanni Fucci bestia”, violento Guelfo Nero, che, mentendo, fece incolpare degli innocenti di un clamoroso furto nella Cappella di San Jacopo, per cui – ancora Dante – “Pistoia mi fu degna tana”. A chiudere, come ogni anno, la Grande Cena della Bugia in piazza, tra canti, balli, ma soprattutto prodotti tipici della zona.
Senz’offesa, tutta’altra cosa rispetto alle Pastasciutte Antifasciste, che scuociono qua e là, in questa declinante Italia.