
La mia generazione è nata tra fine anni ’50 e inizi ’60. Siamo figli del “miracolo economico” e abbiamo attraversato un lungo periodo di pace. L’idea liberale ed europeista, ove la circolazione di uomini e cose costituisse la regola, prendeva piede, trasformandosi verso fine secolo – almeno nel vecchio continente – in una cosa scontata.
Negli anni ’90 mi capitava spesso di viaggiare nell’Europa del Nord, nella Lapponia svedese, norvegese e finlandese. Qui i piccoli aerei di linea erano simili alla “corriera stravagante” di John Steinbeck: allegri convogli in cui s’imbarcavano pendolari, con cani in braccio, canne da pesca neppure smontate, perfino armi…
Come Totò e Peppino
Due anziani vedovi ciociari, che andavano a caccia di cedroni nel nord della Svezia, si imbarcarono a Stoccolma col fucile a tracolla, nel fodero, ma non smontato, per un volo diretto ad Arvidsjaur. Se non li avessi visti coi miei occhi arrivare, non ci avrei creduto. Sembravano Totò e Peppino… Erano sfuggiti a ogni controllo. Ce ne volle, per farli rilasciare dopo che, app
Con l’11 settembre 2001 ogni viaggio aereo divenne in quasi un incubo. Tranne i pochi che possono volare in business class, ormai per gli altri è un’esperienza più stressante del bus… Non è finita. I recenti eventi bellici – che purtroppo continuano – hanno cancellato una mentalità di pace radicatasi in 80 anni. Ce ne vorranno altrettanti – posto che tutto si risolva – perché si torni come prima.
Ho girato l’Ucraina in lungo e in largo, quando ancora aveva la Crimea. Ho perfino dormito nella casa di caccia che era stata di Breznev. Non confondo l’invasore con l’invaso. Slava Ucraini! Eppure, ciò non riesce a farmi odiare Dostoevskij o Il mio amato Gogol (nato in Poltava, tra l’altro: è – per me – il più grande di tutti, era ucraino e scriveva in russo, perché al suo tempo la lingua letteraria era il russo).
Sulla “Zigulì” con Gastone
Il mio Gastone – che mi lasciò anni dopo, morendomi in mano, soffocato da un forasacco – aveva conosciuto le starne ad Atmanai, in Ucraina. Ed era diventato molto bravo anche sulle coturnici siciliane. Attraversammo, partendo da Kyȉv (all’epoca si diceva Kiev), Dnipropetrovska, Zaporizhzhia, Poltava e poi la Crimea, su una Zigulì, la Fiat 124 russa. All’epoca, queste regioni avevano nomi russi, perché la lingua comune è la prima cosa che serve per costruire un’identità nazionale e i russi lo hanno sempre saputo. E Gastone, comunque, il drahthaar più buono e più bravo del mondo, se ne stava fra le mie gambe, sempre con me. Come un altro drahthaar, gigantesco, proveniente da un famoso allevamento di Berlino Est, se ne stava tra le gambe della mia guida, un geologo e fisico nucleare (!), col quale nacque subito una bella amicizia.
Per i cani va sempre tutto bene. Ci appartengono e, se siamo brave persone, dobbiamo sentire la responsabilità morale di questa totale, disinteressata devozione… Come Cechov, forse non lo ha raccontato nessuno. Per questo lo voglio ricordare. E’ Kastanka, racconto per bambini, venato di simbolismo, che cela qualcosa di grandioso.
Kastanka e l’ubriacone
Protagonista è la cagnetta fulva, “incrocio d’un bassotto e d’un mastino, molto simile di muso a una volpe”. Kastanka (in russo vuol dire “cagnolino”, cane si dice sobaka) ha un cattivo padrone, un ubriacone che, di tanto in tanto, è colto pure da qualche crisi mistica. Il figlioletto del padrone promette pure bene! Si diverte facendo ingoiare
Eppure Kastanka ama i suoi padroni, i suoi torturatori. Tanto che, quando la sorte sembrerà volgere a suo vantaggio (è stata abbandonata dall’ubriacone e accolta, rifocillata e successivamente avviata al “mondo dello spettacolo” da un piccolo pagliaccio che si guadagna da vivere esibendo animali ammaestrati), soffrirà
Irriconoscibile per i fianchi rotondi e il pelo lucido, si getterà festante sul vecchio padrone, che lei ha riconosciuto tra gli spettatori del lercio locale di cui stava calcando il palcoscenico. Per Dostoevskij la bellezza avrebbe salvato il mondo. Io penso che la letteratura, magari, non salverà il mondo, ma ci indica sempre la strada, spesso con largo anticipo perfino sulla scienza.







