Andrea Pirlo non va bene per la Nazionale. Ma poiché siamo il Paese in cui non ci si può dire la verità, abbiamo trovato il problema nella sponsorizzazione della società di scommesse russa. Il dito serve a nascondere una luna piena di nulla. Il niente del pallone azzurro, ammantato solo di retorica buona per indurre i gonzi a sottoscrivere l’ennesimo abbonamento tv a cifre sempre più impegnative. Andrea Pirlo non va bene per la Nazionale, semplicemente, perché da allenatore non ha un palmares convincente. Andrea Pirlo non va bene per la Nazionale perché, per settimane, avete illuso la gente che si potesse convincere niente meno che Pep Guardiola a venire a Coverciano. Sarebbe stato divertentissimo vederlo litigare con il dinamico duo Aurelione de Laurentiis e Claudio Lotito.
Andrea Pirlo non va bene per la Nazionale perché, intanto, è montato un movimento illogico e incongruo che vorrebbe Silvio Baldini al timone degli azzurri. Tutto in nome del solito populismo social. Li prenderà a cinghiate, un maestro, il calcio vero di una volta e via blaterando. Silvio Baldini non va bene per la Nazionale perché poi c’ha la bocca larga e ha detto cose turche, signora mia. Pane al pane, vino al vino. E il calcio al calcio.
Il problema è che non va bene nessuno per la Nazionale. Non va bene Andrea Pirlo che ha un curriculum modesto da allenatore e si piglia i soldi delle scommesse dei russi. Fossero stati ugandesi, chissà, forse sarebbe andato meglio. Non va bene Pep Guardiola perché ha sparato venti milioni di euro e figuratevi se sganciano Federazione e Lega Serie A, che al massimo possono permettersi per le loro squadre qualche mediano scappato da chissà quale campionato esotico approfittando del solito decreto Crescita. Non va bene Silvio Baldini perché dice le parolacce. Non andrebbe bene nessuno. Perché, diciamolo, il calcio italiano è un pantano. E in campo, con tutta la buona volontà, ci vanno i giocatori e non gli allenatori. Figuriamoci i commissari tecnici, i direttori tecnici, gli advisor, senior e junior che siano.
La faccia, però, è salva. Fino al prossimo bailamme.








Non c’è problema, tanto la prossima nazionale A sarà come l’under21, inclusiva di nuovi italiani dalla pelle scura. Quanti anni ci vorranno a diventare come la Francia ? Non molti ad occhio e croce.