
A Rino, non più Ringhio ma Frigno, Gattuso occorrerà riconoscere l’unico merito di averci messo la faccia. Di aver messo a disposizione di un sistema finito la sua immagine. Intendiamoci, non quella da calciatore: lui sì che resta scolpito, immutabile, nel tempo. Come allenatore, da Gattuso era lecito aspettarsi una squadra (almeno) grintosa, arrabbiata, col coltello tra i denti. Invece no: una formazione indolente, un atteggiamento tutto riassunto nell’espressione impagabile del signor Alessandro Bastoni quando si fa espellere come un pollo lasciando la squadra in dieci per tutta una partita. Gattuso blinda la formazione. A un certo punto, l’Italietta difendeva a cinque (in dieci uomini) contro la Bosnia. Dicesi Bosnia. Una squadra che ha fatto il suo dovere: ha gettato il cuore oltre l’ostacolo e l’orgoglio dell’Italia nel fondo del burrone di Zenica. Bravi, bravissimi. Male, Ringhio: te lo avevamo già chiesto e lo ripetiamo oggi: ma chi te lo ha fatto fare?
La partita l’abbiamo vista. Donnarumma costretto a fare gli straordinari in una partita giocata praticamente a una porta. Una difesa leziosa, giocatori che s’ostinavano a calciare di prima servendo costantemente gli avversari, vero Dimarco? Tonali che tenta di accendere la luce, Kean che porta la croce e Pio Esposito che sbaglia tutto ciò che può. Ma si può? E poi i rigori: delle due, l’una: o non li hanno nemmeno preparati o non c’avevano il coraggio di calciarli. Ai mondiali non ci andiamo. E ci dispiace pure se, facendo parlare, anzi scrivere, la ragione qui sopra ce lo avevamo già detto: con questa squadra, che ci saremmo andati a fare in America? Ma non è meglio così.
Adesso tutti a invocare ristrutturazioni, riforme, rivoluzioni. Gravina, che ha sbagliato tutto ciò che poteva sbagliare, non si muove. Tavecchio, per molto meno, è stato crocifisso. E, per giunta, dopo l’ultimo mondiale disputato dall’Italia: nell’ormai lontano 2014. Gattuso ha sbagliato tutto ciò che poteva in panca: innanzitutto ad accettare l’incarico. Questi calciatori hanno sbagliato tutto ciò che potevano fare. A loro abbiamo perdonato tutto: la ludopatia, lo scandalo scommesse, le plateali simulazioni, le smodate esultanze, le mossette d’esultanza per non aver pescato il Galles (aridaje Dimarco). Abbiamo perdonato soprattutto una cosa: il fatto di non essere campioni (e questa è una colpa fino a un certo punto) e l’arroganza di credere di esserlo (e questo, invece, è un peccato mortale di ubris).
Ora tutto tornerà alla normalità. Ricomincia il campionato e riparti con Marotta League, pigiamati, riommisti, zozzoneri, piangina, Var, AntiVar, trastole, marchette, procuratore uno passa a direttore sportivo due che la mette al centro per opinionista quattro che di testa la spizza in rete tra le giubilanti reggimicrofono imbellettate e i “Madre mia” del piacione alla seconda voce, le zazzere canute e quelle tinte. Un circo autoreferenziale. Che di sport non ha più niente.








L’ Italia poteva vincere, ha mancato 2, 3occasioni e la Bosnia non ha dominato. Bastoni ha fatto una cazzata e giocare in 10 non e’ facile, poi i rigori, uno fallito, l’ altro sfigato. Gattuso non ha colpe, e’ il sistema che va rivisto
Statistiche Bosnia-Italia:
Possesso palla: 65-35
Tiri in porta: 11-3
Tiri totali: 30-9
Angoli: 10-4
Ha ragione lei, la Bosnia (mica la Spagna) non ha dominato: ha stra-dominato. E Gattuso non è un allenatore da Nazionale, Bastoni non ha onorato la maglia e il sistema che va rivisto non è il rifugio dei peccatori da assolvere. Poi, per carità, il pallone è bello perché è vario.
(Alemao)
Gattuso come coach ha fallito sempre. Figuriamoci se rifiutava l’Italia, pure ben pagato. La faccia che ha è quella, la esibisca o no…
La Gravina&Marotta Band è andata a picco. Godo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Kean si è confermato, tra gli altri, il bidonazzo dei tempi della Juve. Fa un gol su di un enorme regalo del portiere bosniaco, ma quando si tratta di metterla dentro, con davanti lo stesso portiere (non Yashin), la spara nella ionosfera! Come Pio Esposito…