Pensiamo agli spareggi, pensiamo al sorteggio e ai playoff mondiali contro l’Irlanda del Nord. E basta. Il vostro affezionatissimo Alemao potrebbe ben dirlo: “Ve l’avevo detto”. Dove potevamo mai andare con questa Nazionale? Dove potremmo mai giungere con questa squadra che si fa rimontare in casa sua, a San Siro, e alla fine della fiera ne busca quattro. In una partita che, per carità, contro la Norvegia di Haaland era già segnata. Ma in cui un briciolo d’orgoglio, dopo la batosta dell’andata che costò il posto al buon Spalletti, avrebbe pure dovuto baluginare tra gli azzurri. Se non altro per dimostrare alla Federazione che, all’epoca, fecero bene a silurarlo e a costringerlo a dar da sé la notizia dell’esonero. Roba che, detto tra noi, ricorda più le serie minori che il paludatissimo calcio internazionale.
Pensiamo al sorteggio e ai playoff mondiali
E basta. Perché a furia di dircelo, di ripetercelo, finiremmo per trovare ulteriori e nuove scappatoie a chi non ne ha. Nel calcio moderno conta fin troppo l’aspetto psicologico. Nel senso che è facile, fin troppo, addossare agli uccellacci del malaugurio le sconfitte. Pensiamo al sorteggio, pensiamo agli spareggi anche ai playoff, e all’Irlanda delle Sei conte da sfidare e mandare a casa. Semifinale e finale (contro o Bosnia o Galles. Due vittorie e tutti a casa, anzi in America. Glielo dovrebbero, se non alla gigantesca, variegata e composita comunità di italoamericani, quantomeno agli sponsor che stanno continuando a vestire, foraggiare e pagare questa Nazionale. Lasciamo, anzi lasciate stare i bambini. A loro del calcio interessa fino a un certo punto. Se si continuerà a perdere così, diventeranno (con molta più soddisfazione) tutti tennisti (e padel-lari).
Gattuso pensaci tu
Anche qui il vostro Alemao potrebbe ripetervelo ancora. Gattuso non avrebbe risolto granché. L’hanno preso per fare ciò che ha fatto subito dopo la roboante sconfitta di San Siro. Per metterci la faccia. A lui non si possono addebitare chissà quali colpe. Il Guardian, che ci sta pigliando gusto a sfotterci, dice che la Scozia ha una squadra scarsa e si è qualificata lo stesso. Ergo, quei lagnosi degli italiani inferociti con Infantino, la Fifa e le cervellotiche regole di qualificazione, hanno poco da lamentarsi. Vero fino a un certo punto. Ma questa è un’altra storia. Di cui si parlerà, oh se lo faremo. Magari sorseggiando un Curaçao. Bene, ora non è ancora quel momento. Gattuso deve provarci. Dare fiducia a quelli che ha, e non potrebbe inventarsi altro, tentare di sfangarla. Non perché si abbiano chissà che aspirazioni, con una squadra così, ai Mondiali. Sarebbe quasi meglio non andarci e per tanti, troppi, sarebbe un alibi perfetto. L’ennesimo. Perciò basta. Quando il gioco si fa duro, eccetera eccetera. Ringhia ora, Rino.








In un Campionato Mondiale a 48 squadre non ha senso che ci vadano solo 13 europee (e con Russia e Bielorussia escluse, trattate come la Germania nel 1950…).
Pardon, 16….