Il torrente Edron
Nel 1941 la società Selt-Valdarno ottenne l’approvazione per costruire una diga idroelettrica sul torrente Edron, completata nel 1947 ed innalzata nel periodo 1951-1953 di circa 30 mt, portando l’altezza complessiva a 88-92 mt: in totale 35 milioni di metri cubi d’acqua, a tutt’oggi il bacino più grande della Toscana per la produzione della relativa energia. Il lago artificiale di Vagli appunto.
La colonia di fabbri bresciani
Senonché, e qui inizia la storia fascinosa del luogo, sul fondo del medesimo c’è un paese medievale. Non un rudere, non due muri, ma un paese vero e proprio: case in pietra, cimitero, ponte in muratura, chiesa con campanile. Si chiama Fabbriche di Careggine. Fondato nel XIII secolo da una colonia di fabbri ferrai scesi dal Bresciano per lavorare il ferro del Monte Tambura e poi rimasti qui, esso dorme sott’acqua dal 1953, vittima dell’ineluttabile, ma in questo caso provvidenziale progresso.
I 146 abitanti trasferiti
Il bacino della diga ha coperto tutto: il borgo, i campi, la memoria. Ma non ha spento l’immaginazione individuale e collettiva, con relative leggende popolari al seguito. Nel 1953 i suoi 146 abitanti in 31 famiglie furono trasferiti altrove e le case svuotate, ma per la manutenzione della diga va svuotato periodicamente anche il lago. Allora il paese abitato dai pesci riemerge. L’ultima volta è stato nel 1994.
Il milione di turisti attirati
Tra il milione di visitatori richiamati lungo tutto l’anno dall’evento straordinario ci fu anche chi scrive. E ricordo ciò che si narrava allora come oggi: Teodora, la presunta strega, che ebbe il potere di far suonare da sole le campane alla morte del marito, nonostante lei fosse a camminare nei boschi; le medesime campane che ancor oggi rintoccano ogni 13 del mese o a ogni svuotamento del lago; le voci di defunti uccisi dai tedeschi nel 1944, ed altre similari.
La Garfagnana: anch’essa terra di misteri, leggende e folclore. No, non hanno ragione Feuerbach e i materialisti: l’uomo non “è ciò che mangia”.