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Torna la destra sociale di Alemanno e si smarca dal governo sulla guerra

Il Forum per l’Indipendenza Italiana che si è svolto nello scorso fine settimana a Orvieto rivela la potenzialità della riflessione di una destra sociale autonoma dagli schemi

di Gianluca Mazzini
1 Agosto 2023
in Corsivi
10
Gianni Alemanno

Il Forum per l’Indipendenza Italiana che si è svolto nello scorso fine settimana a Orvieto organizzato da Gianni Alemanno, già esponente della destra sociale dai tempio dell’Msi, merita attenzione. Per due ragioni. Il livello degli interventi e il peso politico che può avere ancor oggi la destra sociale, figlia di un’antica tradizione che ha sempre accompagnato la storia missina.

Al convegno hanno partecipato personalità di destra ma non solo. Nell’elenco gli studiosi Franco Cardini, Ugo Mattei, Hanieh Tarkian, Andrea Zhok, i generali Marco Bertolini (ex comandante della Brigata Folgore) e Leonardi Tricarico (già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica), il filosofo Diego Fusaro, gli eurodeputati Antonio Rinaldi e Marco Zanni, il senatore Pillon, il sottosegretario Sgarbi e molti altri. Insieme a loro anche una trentina di associazioni e movimenti politici. La stampa ha parlato di una convention come premessa del possibile lancio di un partito che si andrebbe a collocare a destra della Meloni in vista delle prossime elezioni europee (obiettivo il 4%). In verità il progetto sembra più ambizioso.

Ha spiegato Gianni Alemanno: “Vogliamo aiutare il governo Meloni a superare se stesso e i limiti che si sono visti in questi mesi facendo da pungolo perché ci sia più sovranità per l’Italia, più attenzione al sociale, maggior capacità di portare più avanti la nostra Nazione. Siamo di destra e tifiamo comunque per questo governo, sicuramente preferibile a uno tecnico o di sinistra”. Molte però le critiche dei relatori sulle politiche governative: dal posizionamento acritico dalla parte degli americani nella guerra in Ucraina, alle sanzioni alla Russia che penalizzano le nostre imprese, passando per la posizione ambigua dell’esecutivo con la Cina. Nel mirino anche l’autonomia differenziata così come le resistenze al salario minimo. L’esempio più citato alla convention è stato quello dell’Ungheria di Orban. Nazione che fa parte dell’Unione Europea e della Nato ma in grado di farsi valere a livello internazionale permettendosi posizioni critiche nei confronti di Bruxelles come di Washington.

“Abbiamo fatto questo convegno “aggiunge Alemanno” per proporre le nostre idee e lanciare un manifesto che sarà un appello a Giorgia Meloni per cambiare linea politica ma se le nostre idee non dovessero essere accettate non escludiamo di creare un nostro movimento. O le nostre idee vengono fatte proprie da Fratelli d’Italia o le faremo sentire noi all’esterno”. Anche se l’ex sindaco di Roma spiega che le elezioni sono l’ultimo dei problemi il monito agli antichi amici di Fratelli è chiaro: una forza populista può nascere anche a destra della destra meloniana. Si tratta di un’ipotesi che il Presidente del Consiglio non deve trascurare e il tragico errore di Gianfranco Fini nel 1995 può esserle d’aiuto. Quando a Fiuggi fu sciolto l’MSI e nacque Alleanza Nazionale, Pino Rauti non aderì e fondò il Movimento Fiamma Tricolore. Alle elezioni del 1996 i rautiani raccolsero quasi un milione di voti. Un risultato imprevisto ma sufficiente per far perdere le elezioni al centrodestra e mandare al governo l’Ulivo di Prodi. Un rischio oggi remoto ma gli imbarazzi dell’esecutivo possono alimentare una nuova fiammata populista a destra. (da Libero)

@barbadilloit

Gianluca Mazzini

Gianluca Mazzini

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Tags: destra socialegianluca mazzinigianni alemannoguerraorvieto

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Comments 10

  1. pasquale ciaccio says:
    3 anni ago

    Interessante l’iniziativa di Orvieto anche perchè vi erano esponenti non necessariamente di destra. Condivido la posizione di Alemanno sull’ Ucraina,il governo è troppo allineato agli Usa. Posso anche capirlo da un certo punto di vista cioè l’accreditamento di Meloni in ambito intrenazionale ma c’è un limite,vedi posizione ungherese

  2. Primula Nera says:
    3 anni ago

    Al di là delle nuove proposte,difficilmente il popolo di “centrodestra” ridarà la propria fiducia a qualcuno (perlomeno nei grossi numeri),vedo per il futuro poca mobilitazione e tanto assenteismo. Il trauma di un governo sedicente di “destra” che sembra la brutta copia del PD,difficilmente sarà digeribile in poco tempo. Un tradimento epocale….

  3. Il Nazionale says:
    3 anni ago

    Suggerirei, con modestia, ad Alemanno, di non addentrarsi in paragoni che denotano ingenuità o scarsa conoscenza della Storia.
    L’Ungheria è uno Stato Sovrano, Libero, Indipendente; possiamo altrettanto dire del nostro paese? Credo proprio di no!
    Quella di Orvieto è una minestra politicamente riscaldata

  4. Mulignana says:
    3 anni ago

    E bravo! Il” Nazionale “concordo! Su Alemanno mi taccio per pudore morale.Impari dalla sua ex moglie, che pancia aterra propaga il nostro il essere,battendo financo nella Stalingrado rossa Fiano. Figura di primo piano della “casta” vera..

  5. luciano zippi says:
    3 anni ago

    A me pare che ci sia un errore di fondo sull’Ucraina. Comunque si giudichi il governo ucraino, c’è un popolo che difende la sua integrità ed indipendenza. Se non siamo con l’Ucraina, come possiamo sentirci patrioti/nazionalisti e difensori della nostra identità nazionale? L’allineamento con l’Occidente certamente non deve essere servile ma solo strumentale, cioè solo se serve contingentemente. Ma fare i masochisti per andare contro l’Occidente non produce niente. La fermezza deve essere nelle idee, nelle strategie, ma sulle questioni di politica internazionale bisogna essere flessibili. Di fronte ad una Russia che ricalca Stalin (alleato degli americani…) non possiamo che essere dalla parte opposta.

  6. Guidobono says:
    3 anni ago

    Storicamente l’Ucraina è Russia. Che Putin abbia sbagliato lo sappiamo. Ma non facciamo dell’Ucraina ciò che non è. L’Ucraina sta alla Russia come il Veneto all’Italia!

  7. Guidobono says:
    3 anni ago

    In politica tutto è ‘riscaldato’. Il codice della politica è, sempre ed ovunque, un ‘codice chiuso’.

  8. Valter Ameglio says:
    3 anni ago

    Metternich definì l Italia espressione geografica
    Lasciamo agli ucraini decidere cosa vogliono o vorranno essere dopo tanto sangue versato
    Con le terga al caldo le opinioni valgono solo come esercizio di autodefinizione

  9. Guidobono says:
    3 anni ago

    Abbiamo perso la destra, senza trovare il potere!

  10. Guidobono says:
    3 anni ago

    Platone ed Aristotele hanno sviscerato ben oltre 2.000 anni fa i principi, scopi, alternative della politica. Non inventiamo nulla, rigiriamo la stessa salsa da allora.

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