• Home
  • Il Clan
  • Privacy Policy
  • Contatti
mercoledì 9 Settembre 2026
Nessuno risultato
View All Result
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
Home Scritti

Con l’inquieto “Beau ha paura” Ari Aster mette in scena l’inadeguatezza umana

Il regista americano è il principale esponente di una generazione che sta riportando il cinema horror da intrattenimento sanguinolento ad allegoria per raccontare alcuni degli aspetti più controversi della società contemporanea

di Andrea Piran
2 Maggio 2023
in Scritti
0
Beau ha paura, il manifesto del film

Ari Aster è un cineasta assunto agli onori della critica, dopo i precedenti “Hereditary” e “Midsommar”, in quanto, assieme a Jordan Peele, è il principale esponente di una generazione che sta riportando il cinema horror da intrattenimento sanguinolento ad allegoria per raccontare alcuni degli aspetti più controversi della società contemporanea. Anche in questo film, il regista statunitense centra la trama attorno ai rapporti personali, e comunitari, alzando però l’asticella dell’ambizione al punto da rendere palesi alcune apparenti illogicità della trama pur di rendere chiaro allo spettatore che il viaggio del protagonista è solo un pretesto per parlare d’altro.

Il film, della durata di tre ore, narra il viaggio del protagonista per andare a trovare la madre che vive in un’altra città ed è diviso in quattro parti separate da una dissolvenza in nero giustificata narrativamente da una perdita di conoscenza del protagonista e marca il suo spostamento in uno dei quattro ambienti diversi in ognuno dei quali si ritrova ad essere comunque l’estraneo della comunità. Il primo ambiente è il quartiere, verosimilmente di periferia, in cui vive il protagonista che è infestato da varie forme di criminalità e marginalità sociale, e d è basato sull’assoluta indifferenza verso il prossimo; in questo ambiente il protagonista vive imprigionato nella paura e costretto a scappare per attraversare la strada. Il secondo è la casa, verosimilmente in un quartiere residenziale, in cui il protagonista viene in qualche modo adottato da una coppia che gestisce i propri rapporti, in particolar modo con i figli, facendo massiccio uso di psicofarmaci; in questo ambiente il protagonista vive sedato e sorvegliato dalle telecamere interne della casa. Il terzo ambiente è il bosco in cui vive una comunità itinerante di reietti, chiamata gli orfani per via della loro condizione familiare, che mette in scena un testo teatrale che racconta la storia di un padre che passa la vita a ricercare i suoi figli dispersi in seguito ad un alluvione; in questo ambiente il protagonista s’immedesima nella storia ed immagina la sua possibile vita se fosse visto in un un altro contesto sociale. Il quarto ambiente è la casa materna, in un ambiente esclusivo ed isolato, nella quale viene accolto come un figliol prodigo a cui fare pagare tutti gli errori passati; in questo ambiente il protagonista diventa praticamente l’imputato di un processo.
https://www.youtube.com/watch?v=EgxOTuBl7Bk

Durante lo svolgimento della trama il film racconta l’insicurezza sociale contemporanea stigmatizzandone i principali meccanismi di compensazione attuali: l’abuso di psicofarmaci e l’utilizzo spregiudicato della sorveglianza, ed il viaggio del protagonista, prima ancora di essere di autocoscienza, è la progressiva scoperta che la sua solitudine è bilanciata dal metodico spionaggio che è applicato da coloro che si dovrebbero prendere cura di lui. Quasi una rappresentazione del pensiero di Foucault, La tesi del film è che questi meccanismi non servano a proteggere l’individuo, bensì a contenerlo dentro ad una struttura sociale nella quale non è che una pedina funzionale ad altri interessi. Come già in Midsommar, l’unica comunità che sembra avere una forma di relazione reciproca è quella che vive al di fuori del tessuto urbano: le persone accolte nella comunità degli orfani sono le uniche che sembrano avere dei rapporti umani che non siano mediati dall’interesse personale od economico, motore dell’ipocrisia che deve fronteggiare il protagonista. A dispetto della forma narrativa, centrata attorno ad un unico personaggio principale, lo sviluppo è tutto centrato sugli elementi di sfondo della trama in modo da far credere allo spettatore di seguire una storia fino a che, con una rottura della quarta parete, non viene suggerito che si trovi davanti ad uno specchio nel quale vedere l’inadeguatezza della società in cui fa parte.

La paura del protagonista, in definitiva, è rappresentata, priva di qualunque elemento didascalico e basata su sottili elementi visivi, come il risultato della lacerazione sociale in cui vive, frutto della riduzione della vita a mero fatto economico, e che crea una diffidenza reciproca diffusa che mina alla radice ogni rapporto umano. Pur di ribadire coraggiosamente la sua tesi, e rischiando di scontentare gli spettatori, il regista rinuncia ad un lieto fine consolatorio o catartico del protagonista sapendo che in questo modo avrebbe implicitamente assolto la società che sta accusando, ed avallando implicitamente la tesi corrente (nei)liberal(e) che solo l’individuo è responsabile dei propri fallimenti o inadeguatezze.

Andrea Piran

Andrea Piran

Andrea Piran su Barbadillo.it

Tags: andrea piranari asterbeau ha pauracinema

Related Posts

La voce delle pietre nei versi e nelle installazioni dell’artista Giuseppe Zilli

La voce delle pietre nei versi e nelle installazioni dell’artista Giuseppe Zilli

8 Settembre 2026
Cthulhucene: come Lovecraft, cent’anni dopo, è diventato il lessico del presente

Cthulhucene: come Lovecraft, cent’anni dopo, è diventato il lessico del presente

5 Settembre 2026

Cultura, la sbandata di Bonaccini tra sinistra spaccona e il fronte ampio non conformista

Al via la XVII edizione di “Sulle tracce del Drago” a l’Aquila

Mimesis ristampa “Colloqui su un sentiero di campagna (1944/45)” di Martin Heidegger

Mutilazioni genitali femminili propagandate in Mali e diffuse in Francia

La qualità della convivenza non si misura solo dal reddito. Il senso della lotta contro le solitudini

IlPunto (di P.Buttafuoco). Le variabili fatali tra imperi, Nato e vocazione re-ligiosa contro messianesimo

Jean Cau, dalla corte di Sartre all’arena della corrida

I più recenti

Germania. Cosa c’è dietro il voto plebiscitario per l’Ad nelle regionali della Sassonia-Anhalt

Germania. Cosa c’è dietro il voto plebiscitario per l’Ad nelle regionali della Sassonia-Anhalt

9 Settembre 2026
Aspide. “L’angelo in fiamme” di Osborne e l’arroganza degli occidentali

Aspide. “L’angelo in fiamme” di Osborne e l’arroganza degli occidentali

9 Settembre 2026
La polemica. Chi decide l’etica dello Stato etico?

La polemica. Chi decide l’etica dello Stato etico?

9 Settembre 2026
Mostra di Venezia. Sapessi com’è amaro sentirsi innamorate a Firenze di chi – nel dopoguerra – non c’è più

Mostra di Venezia. Sapessi com’è amaro sentirsi innamorate a Firenze di chi – nel dopoguerra – non c’è più

9 Settembre 2026
Guido Morselli rivive a Lugano, sfondo del romanzo “Un dramma borghese” e del film di Florestano Vancini

Guido Morselli rivive a Lugano, sfondo del romanzo “Un dramma borghese” e del film di Florestano Vancini

9 Settembre 2026

Siti amici

  • 10 righe dai libri
  • Appennini di Gian Luca Diamanti
  • Arianna Editrice
  • Associazione Eumeswil Firenze
  • Calcio e statistiche
  • Diretta.it
  • Eclettica edizioni
  • Finanza Sexy
  • Hamelin Prog – Progressive Rock Magazine
  • Il blog di Roberto Perrone
  • Il diario del gigante Paolo Isotta
  • L'eminente dignità del provvisorio
  • linkiesta
  • melascrivo
  • Polémia
  • Rivista Visio
  • SilviaValerio.it
  • Storia in rete
Facebook Twitter Instagram

“All’orizzonte di quell’oceano ci sarebbe stata sempre un’altra isola, per riparsi durante un tifone, o per riposarsi e amare”.
Hugo Pratt

Barbadillo è un laboratorio di idee nel mare del web che, a differenza d’altri, non naviga a vista. Aspira ad essere un hub non conformista, un approdo libero nel quale raccogliere pensieri e parole e dove donne e uomini in marcia possono fermarsi a discutere insieme di politica, ecologia, musica, film, calcio, calci, pugni e rivoluzione.

Ultimi articoli

Germania. Cosa c’è dietro il voto plebiscitario per l’Ad nelle regionali della Sassonia-Anhalt

Germania. Cosa c’è dietro il voto plebiscitario per l’Ad nelle regionali della Sassonia-Anhalt

9 Settembre 2026
Aspide. “L’angelo in fiamme” di Osborne e l’arroganza degli occidentali

Aspide. “L’angelo in fiamme” di Osborne e l’arroganza degli occidentali

9 Settembre 2026
La polemica. Chi decide l’etica dello Stato etico?

La polemica. Chi decide l’etica dello Stato etico?

9 Settembre 2026

Ultimi commenti

  • Guidobono su Bentornato, populismo! Il voto della Sassonia-Anhalt indica la ribellione del popolo tedesco contro le élite
  • Giovanni Fantasia su La crisi dell’industria automobilistica europea è anche non avere più colpi di genio. Né cercarli
  • Primula nera su Bentornato, populismo! Il voto della Sassonia-Anhalt indica la ribellione del popolo tedesco contro le élite
  • Primula nera su Mostra di Venezia. “Succederà questa notte” di Nanni Moretti è un altro passo verso il declino. Peccato 
  • Guidobono su Bentornato, populismo! Il voto della Sassonia-Anhalt indica la ribellione del popolo tedesco contro le élite
  • pasquale ciaccio su Bentornato, populismo! Il voto della Sassonia-Anhalt indica la ribellione del popolo tedesco contro le élite
  • Giacomo Canuti Architetto su La lettera. Nell’attuale paesaggio dello Stretto di Messina non c’è nulla da conservare

with by amdotcom

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

Nessuno risultato
View All Result
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Questo sito utilizza cookie per fornirti la migliore esperienza di navigazione. Se continui nella navigazione acconsenti all'uso dei cookie.