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Spagna. La stella di Albert Rivera e Ciudadanos, liberisti e impopolari (antiPodemos)

Pubblicato il 10 aprile 2015 da Cristiano Pugliesi
Categorie : Esteri
Albert Rivera

Albert Rivera

Il suo nome è Albert Rivera. 35 anni, catalano, avvocato ed ex campione di nuoto, ed è salito recentemente alla ribalta delle cronache politiche spagnole come leader e fondatore del nuovo partito emergente “Ciudadanos”. Un nome che letteralmente significa “cittadini”.

Ma attenzione, guai a confondere i “cittadini” di Rivera con i più noti “cittadini” di Beppe Grillo. Già, perché il partito civico di Rivera parte da basi ideologiche esattamente opposte al fanatismo digitale degli attivisti del Movimento 5 Stelle. E ai loro epigoni spagnoli di Podemos, l’altra nuova forza della politica iberica, guidata dal giovane leader Pablo Iglesias e che attualmente occupa un sorprendente primo posto nei sondaggi in vista delle elezioni politiche spagnole di dicembre.

Infatti, rispetto al coetaneo Iglesias, che in linea con l’amico Alexis Tsipras si oppone duramente all’austerità europea, per la quale la Spagna ha pagato un prezzo salatissimo con un tasso di disoccupazione del 27%, Rivera, dopo aver lanciato il suo movimento per contrastare l’indipendentismo catalano, propone “più Europa”, più privatizzazioni e più mercato. Non a caso Ciudadanos fa parte dell’Alde, l’alleanza dei liberal democratici europei cui alle ultime consultazioni continentali si era richiamata anche l’italiana Scelta Civica, la lista fondata dall’ex premier Mario Monti.

Favorevole a liberalizzazioni delle droghe ed eutanasia

Come faccia un partito cosi piccolo e che si richiama a linee economiche così impopolari ad essere arrivato in soli due anni al 18% dei gradimenti nei sondaggi è un fenomeno quasi inspiegabile nella Spagna impoverita dalla crisi. Gran parte del merito sta senz’altro nel grande spazio dato dai media a Rivera. Fatto che ha fatto gridare al complotto da parte dei sostenitori di Podemos, che sostengono che Ciudadanos goda di appoggi altolocati e sia nato per fermare la portata rivoluzionaria del movimento di sinistra. E sul piano etico, le linee di Ciudadanos sembrano in effetti fatte apposta per ingolosire l’elettorato più progressista di Podemos: dalla liberalizzazione delle droghe all’eutanasia.

Basterà a fermare la cavalcata trionfale degli “indignados” spagnoli? Difficile dirlo. Ma di sicuro la prossima tornata elettorale in Spagna, con i partiti tradizionali di centrodestra e centrosinistra in piena crisi di consensi, cambierà il volto del parlamento di Madrid.

@barbadilloit

Di Cristiano Pugliesi

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