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Irlanda. A Belfast si ricorda la rivolta di Pasqua: “Oggi guerra all’austerity”

Pubblicato il 6 aprile 2015 da Giovanni Vasso
Categorie : Esteri

_82134817_easterrallyL’Irlanda celebra il novantanovesimo “compleanno” dell’Insurrezione di Pasqua con rievocazioni, marce e omaggi alla memoria dei protagonisti e delle vittime dell’irredentismo celtico. Da Dublino fino a Belfast, migliaia di persone hanno sfilato ricordando la Proclamazione del governo repubblicano provvisorio firmata da Thomas Clarke, Sean McDiarmada, Thomas McDonagh, Padraig Pearse, Eamonn Ceannt, Joseph Plunkett e del sindacalista rivoluzionario James Connolly e la rivolta che insanguinò l’Isola Verde nel 1916.

Nella capitale dello Stato Libero, la manifestazione ha avuto un profilo istituzionale che ha finito per far detonare polemiche politiche interne tra le forze del parlamento irlandese. A Belfast, invece, il corteo guidato da Gerry Kelly ha sfilato per le strade della città concludendo la marcia in un luogo simbolo come il cimitero di Milltown dove il 6 marzo del 1988, un folle fanatico orangista sparò sulla folla inerme che seguiva i funerali di Daniel McCann, Sean Savage e Mairéad Farrell uccisi, poco prima, in uno scontro a fuoco con le squadre speciali dell’esercito britannico a Gibilterra.

Kelly ha ripercorso i cento anni dalla proclamazione di Connolly, attraversando, nel suo  discorso, un secolo di lotta irlandese. “La lotta armata non è una filosofia o un’ideologia in quanto tale – ha detto l’ex volontario dell’Ira – ma deve essere l’estrema decisione in assenza di ogni spiraglio capace di assicurare justizia, uguaglianza e libertà. Questo va ben compreso e sostenuto dalle comunità che lottano per l’indipendenza”. E poi: “Ci sono punti di svolta nella storia di una nazione. La rivolta di Pasqua nel 1916 ha avuto l’effetto di ispirare per almeno cento anni tutti gli uomini innamorati della libertà. E ci sono poi eventi chiave nella nostra storia recente come la rivolta popolare del 1969 contro gli orangisti, i fatti tremendi della Bloody Sunday del 1972, gli Hunger Strikers nel 1981. E infine il definitivo cessate il fuoco dell’Ira, avvenuto nel 1994, seguito dagli accordi del Venerdì Santo del ’98 e infine la dichiarazione dell’Ira, nel 2005, della conclusione della guerra. Credo che tutti questi avvenimenti siano degli spartiacque fondamentali. E che tutti saranno considerati delle pietre miliari sulla lunga strada  verso l’Irlanda Unita”.

Che l’unificazione politica dell’Eire non possa essere l’automatico toccasana dei mali attuali è pacifico. Perciò, secondo Kelly, c’è bisogno di rinnovare gli sforzi di lotta politica sui fronti caldi di oggi: “Oggi centinaia di persone soffrono, in tutta l’isola. Centinaia di migliaia di persone lottano per cercare di sbarcare in qualche modo il lunario e i giovani stanno emigrando in massa. Questi sono risultati diretti delle ingiuste politiche d’austerity portate avanti dai conservatori del Fianna Fail prima e del Fine Gael insieme ai laburisti, riflesso specchiato dei conservatori britannici. Questi partiti stanno imponendo una pioggia di tagli ai servizi pubblici e ai salari dei lavoratori mentre continuano a salvaguardare gli interessi dei loro compari banchieri e dei ricconi”.

E quindi: “James Connolly scrisse che la causa d’Irlanda è la causa del lavoro e la lotta per l’Irlanda è la lotta per il lavoro, perchè l’una non può essere separata dall’altra. Queste parole sono oggi ancora molto rilevanti. Perchè è la classe operaia a essere davvero aggredita dalla perdita dei posti di lavoro, quotidianamente. .L’austerità è anti-repubblicana, contro il popolo e contro l’uguaglianza”.

@barbadilloit

@giovannivasso

Di Giovanni Vasso

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