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Calcio. La bestemmia di Ibra e l’ira della Le Pen: “Può andarsene dalla Francia”

Pubblicato il 17 marzo 2015 da GV
Categorie : Sport/identità/passioni

ibraZlatan stavolta ha toppato di brutto. In Francia con il sentimento nazionale non si scherza. E i francesi son fatti così: non consentono a nessuno, nemmeno a un autoproclamatosi Dio (cosa per cui meritebbe già pernacchi), di offendere l’onore di Marianna. Mica è l’Italia, sai.

I fatti sono noti. Il Psg, multinazionale qatariota del foot, viene scoppolata dal Bordeaux. Tre a due e tutti a casa. Ibra s’è incazzato di brutto, dopo la sconfitta. Ha sbroccato e l’ha fatta fuori dal vaso: “La Francia è un Paese di merda che non merita il Paris Saint Germain”. Tutto perchè avrebbe voluto prendere a cazzotti l’arbitro reo, a suo dire, di aver condizionato la partita con decisioni sballate.

Si son mobilitati tutti. Persino il bolso governo di François Hollande ha intimato le scuse al campione svedese, a mezzo twit del ministro dello Sport. La situazione s’è fatta incandescente, poi, quando è scesa in campo Marine Le Pen: “Se pensa che la Francia sia un Paese di merda può anche andarsene”. Non ha detto nulla di eccezionale, in fondo. Ma, in tempi bui e postmoderni, spesso è l’ovvietà a far notizia. Anche questo è un segno dei tempi, segnatamente del Kali Yuga.

Intanto il sedicente Dio e aspirante Vitello d’Oro del pallone  ha chiesto scusa. Non intendeva la Francia nel suo complesso nè aveva intenzione di offendere quei maledetti mangiarane – ha detto o pensato – ma era solo troppo arrabbiato con l’arbitraggio. Come se fosse lecito, a chi proclama la sua autocratica apoteosi, indulgere in peccati mortali e assolversi da sè senza un briciolo di contrizione. Se il Papa (dato che Ibra a divinità s’è comparato) bestemmiasse in diretta perchè il nunzio apostolico gli ha fatto cadere il caffè sul tonacone bianco durante l’apertura della Porta Santa, come la prenderebbero i fedeli? Ecco: se un ottimo calciatore che asserisce di essere l’Avatar del Calcio insulta il Paese che gli paga lautissimo stipendio garantito dai petrodollari e corrisposto grazie a marketing e biglietti come va a finire? In Francia s’incazzano. Da noi, forse, l’avremmo santificato come un simpatico ribelle. 

@barbadilloit

@giovannivasso

Di GV

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