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L’intervista. Cardini: “L’Islam, Charlie Hebdo e il conflitto tra Isis e Al Qaeda”

Pubblicato il 11 gennaio 2015 da Leonardo Petrocelli
Categorie : Corsivi Esteri Le interviste

Gunmen kill 12 at French magazine Charlie Hebdo

Per superare le semplificazioni e le analisi piuttosto fuorvianti pubblicate sulla stampa non conforme, proponiamo ai nostri lettori questo dialogo con Franco Cardini che legge con lucidità l’attentato di Parigi nello scenario geopolitico globale. ***

Professor Cardini, quanto c’entra l’Islam con quello che è successo a Parigi?

“L’Islam come fede religiosa c’entra poco o niente, dubito fortemente che gli autori della strage abbiano capito qualcosa del Corano. Per altri versi, l’Islam c’entra moltissimo perché riguarda un miliardo e mezzo di persone che oggi si trovano in una posizione estremamente scomoda. È una civiltà con un grande passato e con un futuro incerto. I musulmani sono in tutto il mondo, dall’Europa all’Estremo Oriente, e spesso costituiscono la fascia più povera dei paesi ricchi o quella più ricca delle aree povere. Abitano terre stracolme di risorse, ma nella maggior parte dei casi sono esclusi dalla possibilità di goderne a causa del controllo occidentale sulle stesse. Insomma, c’è un costante gioco di paradossi che pone l’Islam sotto pressione e lo invita, indirettamente, al recupero della egemonia perduta”.

Franco Cardini

Lo storico Franco Cardini

“Nell’Islam non vi sono eresie o deviazioni per il semplice fatto che non esiste una disciplina centrale. Le varie comunità, grandi come stati o estremamente piccole, sono autocefale e procedono per conto proprio. Quindi evitiamo generalizzazioni, anche nei termini. In queste circostanze, e di fronte alla necessità di spiegare fenomeni simili, io preferisco adoperare la parola ‘islamismo’ da intendersi come inclinazione a trattare la religione al pari di una ideologia politica.  Anche qui, però, ci sono varie scuole: la più moderna è quella salafita la quale partorì, nel Settecento, il wahabismo, corrente che invita ad un ritorno agli antichi costumi musulmani inquinatisi nel tempo. Insomma, si assiste all’avvento di un modernismo islamico che sfocia in una sorta di nostalgia delle origini”.

Alla luce di tale complessità, quanto l’Occidente sa leggere e comprendere il mondo islamico?

“Quasi per nulla. Il Re della Arabia Saudita fa tagliare le mani ai ladri e non manda a scuola le bambine. Ma è uno dei perni della politica americana in Medio Oriente e, soprattutto, ci vende il petrolio, quindi nessuno proferisce il verbo. Il nemico della pace globale è invece il siriano Assad, non perché la minacci, ma soltanto perché strizza l’occhio ai russi e agli iraniani. Quanto l’opinione pubblica occidentale, in particolare europea, sa di tutto questo?”

Ritorniamo alla strage. È sensato di parlare di un avvenuto 11/9 europeo?

“È una formula buona per costruire titoli sensazionali ma, da un certo punto di vista, i due accadimenti potrebbero assomigliarsi. Soprattutto negli esiti. L’attentato alle torri fece il gioco di una parte dell’establishment americano, la stessa che aveva presentato nel 1998 a Clinton un documento che invocava un cambio di rotta nella politica estera statunitense: niente più attendismi e strategie di contenimento alla Kissinger, ma una ripresa dell’azione militare quale mezzo per esercitare una egemonia sul mondo. Da cui i disastri in Afghanistan e in Iraq. Oggi potrebbe essere scelto un nuovo capro espiatorio per ricominciare l’offensiva”

Ad esempio l’Isis?

“Sento esponenti politici e persone comuni dichiarare che l’Islam è un pericolo. Ma cosa vuol dire? Chi bisognerebbe attaccare? L’Isis e Al Qaeda, può sembrar strano, sono forze concorrenti. Se si aggredisce uno si fa un favore all’altro. Lo ripeto, il quadro è estremamente complesso. E sarà difficile poter contare sullo spirito critico della stampa perché i giornali oggi continuano ad essere occupati da quelli che nel 2003 scrissero intere pagine sui pericoli derivanti dalle armi di distruzione di massa che Saddam, in realtà, non possedeva”

Infine, cosa pensa di “Charlie Hebdo”, il giornale che lei aveva più volte, in passato, invitato alla prudenza e sulla cui linea ha espresso molte riserve?

“Una premessa: Stéphane Charbonnier (direttore di ‘Charlie Hebdo’ dal 2009, ndr) è stato assassinato per quello che aveva scritto e disegnato. Per le cose in cui credeva o non credeva. Allo stesso modo, con i dovuti distinguo, di Giovanni Gentile o San Paolo. Quindi massimo rispetto e massimo cordoglio. Ma se mi si chiede un’opinione sul taglio editoriale del giornale vorrei iniziare citando il suo molto indicativo sottotitolo Journal irresponsible (Giornale irresponsabile) e ponendo una domanda: ‘Charlie Hebdo’ esprime al massimo l’ideale di libertà della civiltà occidentale? Direi di no. L’idea di libertà, a mio parere, è qui declinata in modo aberrante, irresponsabile, appunto, nella granitica convinzione che la libertà del singolo non debba mai possedere alcun limite. Questo non è illuminismo, è estremizzazione dell’illuminismo. Non è Voltaire, è De Sade. Se tutti agissero così, senza mai preoccuparsi di offendere il pensiero altrui, ad esempio disegnando a Natale una Madonna a gambe aperte che partorisce Gesù, allora nel mondo impererebbe la legge della giungla. Per questo, mi dispiace, io oggi non posso dire Je suis Charlie”. (da La Gazzetta del Mezzogiorno)

@barbadilloit

Di Leonardo Petrocelli

5 risposte a L’intervista. Cardini: “L’Islam, Charlie Hebdo e il conflitto tra Isis e Al Qaeda”

  1. Per fortuna che gli interventi di Tarchi di Cardini di questi giorni ( … e di pochi altri a dire il vero) ci illuminano e rendono giustizia attraverso una analisi profonda , articolata e complessa, rispetto al circo mediatico di questa ultima settimana.

    E soprattutto ci tengono fuori dal dualismo teocon wasp e fallaciano da un lato e da quello massimalista-universal-progressista dall’altro; entrambi fronti armati dello stesso ipocrita modello occidentale e del suo pensiero ricco e debole , vera causa di tutto quello che accade da almeno 25 anni nel medio oriente, dove viene spacciato l’Islam come concetto unico ed organico a seconda delle convenienze.

    Bastava vedere i 50 rappresentanti istituzionali di questo modello in testa al corteo di oggi a Parigi, par capire dove stanno e marciano le vere originarie responsabilità di quello che stà accadendo in Europa ….

    10 e lode a Franco Cardini

  2. Lei, che evidentemente il corano lo ha letto e capito, può per cortesia dirmi se queste citazioni dal corano che ho trovato qui:http://www.bastabugie.it/mobile/articoli.php?id=3587,sono false:”Combattete coloro che non credono in Allah e nell’ultimo giorno, che non vietano quello che Allah e il suo messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati… i nazareni dicono: Il Messia è figlio di Allah. Questo è ciò che esce dalle loro bocche. Ripetono le parole di quanti già prima di loro furono miscredenti. Li annienti Allah. Quanto sono fuorviati!” (Sura IX 29,30).”O voi che credete, combattete i miscredenti che vi stanno attorno, che trovino durezza in voi” (Sura IX 123).”Se non vi lancerete nella lotta, [Allah] vi castigherà con doloroso castigo” (Sura IX 39).”Vi è stato ordinato di combattere, anche se non lo gradite” (Sura II 216).”Preparate, contro di loro, tutte le forze che potrete e i cavalli addestrati per terrorizzare il nemico di Allah” (Sura VIII 60).”…uccidete questi miscredenti ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati” (Sura IX 5).”Grazie.

  3. … Non ho mai affermato di aver letto il Corano nè voglio capirlo in quanto come testi sacri preferisco mille volte L’ Iliade, L’ Odissea, L’ Eneide, il Kalevala Finnico, i Canti dell’Edda di Snorri e perfino il Signore degli Anelli. E ribadisco che a mio avviso questi testi sono molto piu’ sacri di Bibbia , Corano e Torha e Vangeli compresi, tanto per non fare torti alle varie filiazioni.

    Figuriamoci se mi metto poi ad interpretare i versetti del Corano; di esegesi ed esegeti ce ne sono qualche migliaia …

    Posso solo citare umilmente Shopenhauer che diceva ” … “

    L’intolleranza è unicamente essenziale al monoteismo: un dio unico è, per la sua natura, un dio geloso, che non soffre l’esistenza di alcun altro dio …
    Infatti io sono il Tuo dio e non avrai altro dio al di fuori di me ..

    E mi sembra tanto che questo dio secolarizzato si chiami oggi Mercato, che blateri di libertà e tolleranza e fraternità , che viva soprattutto in Occidente , e che è ben predisposto a creare sconquasso, casini e guerre infinite nel Suo Unico Credo Universale …

    Ieri in piazza c’erano circa due milioni di fedeli di questa Universalità Monoteista Secolarizzata, del tutto simile e perfettamente in linea con quella Originaria …

  4. La domanda era per Franco Cardini che afferma:”L’Islam come fede religiosa c’entra poco o niente, dubito fortemente che gli autori della strage abbiano capito qualcosa del Corano. “Comunque la ringrazio per la risposta.

  5. ho lsciato le dietrologie della cosidetta “area” da circa un anno e mezzo e mi soo avvicinato al movimento cinque stele , piu’ che alro per cambiare il paese Veramente…e da progonista!…….detto questo alle Quirinarie ( che influenzeranno DIRETTAMNTE) i parlamentari 5 stelle votro’ coninto e sicuro un sol nome:FRANCO CARDINI!!!.
    per quanto conerne Francesco Mancinelli credo abbia un’ottima visione geopoltica, ma per carita’ lasci stare la Fede e le religioni!
    IL DIo unico mercato e ADESSSOl……….e questa concezione ci viene ( e Francesco da perona intelligente lo sa benissimo!) dalla maledetta rivoluzione industriale la Chiesa e’ nata 2000 anni fa!
    Un caro saluto ( senza rancore, ma ragionando…)
    Agostino

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