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Scintill&Digitali. Elegy of a Dead World, il videogioco che si crea giocando.

Pubblicato il 9 gennaio 2015 da Natale Cassano
Categorie : Scintill&digitali

elegy1-660x269Avete mai pensato di scrivere la storia di un videogioco? Mettere la vostra immaginazione al servizio di una storia? Due giovani disegnatori di Cambridge, Lambe e Scott, stanno cercando di rendere questo sogno una realtà.

Il loro videogioco – progetto nasce attorno ad un tavolo del loro ufficio. I due si stavano sfidando a “disegnare” moderni racconti e poesie, ovvero creare una rappresentazione grafica di alcuni versi. Al loro disegno davano la stessa interpretazione della poesia; “Ma sarà così per tutti?” si chiesero. Per fugare ogni dubbio chiamarono un terzo amico e chiesero di interpretare il loro disegno. Fu grande lo stupore quando si accorsero che il loro amico dava un’interpretazione totalmente diversa rispetto alla loro alle immagini. E capirono quanto l’immaginazione potesse variare da individuo ad individuo. La domanda poi nacque spontanea: “Perché non creiamo un videogioco in cui tutti possano scrivere la propria versione di un poema partendo da un’immagine?”. Così è nato Elegy of a Dead World.

Partito da una campagna Kickstarter, è stato rilasciato da Steam ad Ottobre e non manca di sorprendere i suoi giocatori. In Elegy fondamentalmente il giocatore ripercorre le storie di 3 grandi poemi inglesi: “Ozymandias” di Percy Bysshe Shelley, “When I Have Fears That I May Cease to Be” diJohn Keats, e “Darkness” di Lord Byron, divisi in 27 diverse sfide. Disegni dai colori pastello, con forti richiami allo stile dei dipinti di Turner, richiamano una possibile ambientazione della storia mentre le parole del racconto scorrono nella parte bassa dello schermo.

Che ruolo ha il giocatore? Quello di riempire gli spazi vuoti nella narrazione, completando frasi come “Papà non è andato a lavoro oggi. Con mamma stava discutendo perché ______”. Il bello è che non esiste una risposta esatta, la storia può prendere una piega totalmente diversa da quella che prevede il poema originale, semplicemente seguendo il flusso logico della storia che voi avete in testa.

“La sfida più difficile – racconta Scott – è stato fare in modo che le persone si sentissero a loro agio a leggere i testi e a guardare le immagini, riuscendo comunque a sentirsi ispirati a scrivere”. E per riuscire a farlo talvolta i giocatori hanno piena libertà di scrivere una frase dall’inizio, senza un suggerimento del sistema come nell’esempio sopra. “Alcune volte i suggerimenti li abbiamo scritti volutamente imprecisi” ha concluso.

La vera cosa bella di questo videogioco è che porta le persone a confrontarsi con un modo – quello della letteratura e della poesia – che a tutti risulta ostico. Ti sfida e ti invita ad essere creativo in maniera divertente, tanto che alcune volte sarai addirittura costretto a scrivere una frase in versi. E chissà, magari anche una persona che in vita sua non ha mai amato scrivere perchè “non era nelle sue corde”, potrà riscoprire il piacere di dare libero sfogo ai pensieri e riscoprirsi un potenziale scrittore di successo.

D’altronde quando hai completato una storia di Elegy of a Dead World un’opzione ti permette di stampare le immagini e il tuo testo come fosse una libro a colori, oppure condividerlo con altre persone in rete perché lo modifichino, diventando un romanzo partecipato. “Io stesso – racconta Scott – mi sono ritrovato con 20 pagine a colori della mia personalissima Elegia”. Facile, no?

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Di Natale Cassano

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