0

Roma. Periferie in fiamme e malessere dei territori in un corteo popolare

Pubblicato il 17 novembre 2014 da Elena Barlozzari
Categorie : Cronache

corteo romaLa marcia non è spontanea, come non lo sono i comitati che hanno aderito. Questa è la sentenza giornalistica all’indomani della Marcia delle periferie. Il corteo, che si è svolto sabato a Roma, ha portato in piazza tremila persone, distribuite in oltre cinquanta comitati: per ogni comitato uno striscione, per ogni striscione una denuncia. Dagli slogan classici – e vuoti – come “Marino vattene” e “Riprendiamoci Roma”, a specifiche richieste d’aiuto. I romani rivendicano problematiche d’ogni sorta. C’è chi, dalle periferie, reclama maggior sicurezza e decoro. Chi dal centro storico pretende risposte circa viabilità e abusivismo. E persino chi vorrebbe, per il bene degli animali, che le botticelle venissero abolite. Insomma, una sequela di recriminazioni, ben circostanziate, che provengono non solo dalle borgate, ma anche dai quartieri più centrali: in neanche due anni di amministrazione, l’avversione per Marino si è spalmata a macchia d’olio, coprendo tutta la città. Per un motivo, o per l’altro, ognuno sembra avere una valida ragione per protestare.

Di questo clima se n’è reso conto (tardi) anche lo stesso Partito democratico, che adesso domanda al primo cittadino di tentare un rimpasto convincente della sua giunta, oppure, di farsi da parte. Il messaggio diffuso in rete da David Sassoli, eurodeputato del PD e avversario di Marino alle scorse primarie, è un aut aut. “La responsabilità della politica emerge quando non si hanno gli occhi fermi su ogni centimetro del comune che si governa. Non si può andare a Londra per parlare di car-sharing mentre nelle periferie esplode lo scontro sociale. Non si può andare a Tor Sapienza perché non ne puoi fare a meno. La direzione del Pd stasera ha detto che la giunta è al capolinea. La parola è al sindaco, solo a lui” – aveva tuonato Sassoli alla vigilia della Marcia delle periferie.

Ma allora, come si può pretendere di etichettare e archiviare tutto questo rumore come un qualcosa che riguarda solo il centrodestra romano? Che i partiti all’opposizione abbiano tutto l’interesse affinché si vada a nuove elezioni è un’ovvietà, tanto quanto lo è affermare che dietro ad alcuni comitati intervenuti domenica c’è l’impulso della politica. Circostanza, quest’ultima, che dovrebbe esser una vanto per la politica stessa, che quando è buona dovrebbe esser fatta tra e per la gente. Forse perché al corteo è anche apparso l’ex primo cittadino, Gianni Alemanno? La sua presenza, più di tutto, ha dato modo ai giornali di connotare politicamente (scantonando) la protesta.

Eppure, oltre ai processi giornalistici, alle intenzioni vere o presunte degli esponenti politici che hanno sfilato al fianco delle associazioni cittadine, restano le problematiche rivendicate dalla piazza e una marea di gente, circa tremila teste, esausta. Questi sentimenti d’esasperazione e rabbia sono apparsi – a chi sabato c’era – tremendamente spontanei, e sono sufficienti di per sé a respingere al mittente i tentativi d’infangamento.

@barbadilloit

Di Elena Barlozzari

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>