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Premier. La sorte mutevole di Pellè (calciatore del mese in UK) e Mannone (8 gol subiti)

Pubblicato il 20 ottobre 2014 da Giovanni Vasso
Categorie : Pallone mon amour Sport/identità/passioni

pellè southamptonLa sorte dei chierici. Chierici vagi, per l’esattezza. Ai tempi della Generazione Erasmus (che Duns Scoto abbia pietà di noi), sui campi di calcio in terra d’Albione, in quella grande Universitas del Pallone che è diventata la Premier League, si sono ritrovati due italiani. Da una parte, messer Graziano Pellè, centravanti scacciato in malo modo dai feudi pallonari italiani ha trovato riparo in Olanda e sta adesso guadagnando gloria in Inghilterra. Dall’altra parte mastro Vito Mannone, portiere che dalla patria (calcistica) orobica s’è messo al servizio del casato biancorosso di Sunderland. Zero quarti di nobiltà cartonata, niente titoloni sui giornali come il marchese di Carabattole Mario Balotelli, ma gregari, chierici che se ne vanno in giro per il mondo a studiare come si diventa grandi.

A Southampton la sorte ha sorriso solo a messer Pellè voltando le spalle in modo rovinoso a mastro Mannone. Otto a zero. O Fortuna, semper crescis aut decrescis…

SORRISI E MASSACRI. Gli è bastato un mesetto per ambientarsi, dove ha fallito il cavaliere Osvaldo è riuscito lo scudiero Pellè che a suon di gol s’è guadagnato pure l’esordio in Nazionale bagnato dalla rete rifilata ai maltesi nell’ultima disfida disputata dagli uomini azzurri del capitano di ventura Antonio Conte. Contro il Sunderland, Pellè ha segnato due volte. Ha bucato, al 18esimo, e ribucato, al 69esimo, la sbrindellata porta difesa da mastro Mannone. E intanto lo premiano come il calciatore del mese in Premier League. Se i Saints sono lassù, al terzo posto, è anche un po’ merito suo. E se ne faccia una ragione il Sunderland di Poyet. “Siamo molto dispiaciuti per i nostri avversari”. Maramaldo, uccidi un uomo morto!

ARIDATEGLIE LI SORDI! A dispetto del bullismo da oratorio nei confronti di un ruolo di solito imposto al secchione, al chiattone o allo scarsone, portieri si “è”. Raccogliere il pallone dal fondo del sacco è un compito ingrato che è, appunto, affidato all’estremo difensore. Raccogliere il pallone dal fondo del sacco per otto volte, però, è troppo. La responsabilità della sconfitta la senti tutta tua, anche se ciò non è umanamente possibile. Dopo la sconfitta che rimarrà nei secoli a venire a macchiare l’onore pallonaro del Sunderland, Vito Mannone ha raccolto il più indigesto dei palloni. I tifosi biancorossi si sono sobbarcati un viaggio di quasi mille chilometri per assistere alla caduta più rovinosa della storia recente dei Black Cats. “Chiederò ai miei compagni di squadra di raccogliere il denaro da restituire ai nostri tifosi che sono venuti a sostenerci fino a Southampton”. O Fortuna…

@barbadilloit

 

Di Giovanni Vasso

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