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Scintill&digitali. Ecco perché l’iPhone 6 ha deluso la rete e l’iWatch no

Pubblicato il 10 settembre 2014 da Natale Cassano
Categorie : Scintill&digitali

10644859_10204537040808848_8659348955481780705_nOra che sono passate alcune ore dall’ultima presentazione dei due nuovi prodotti Apple, l’iPhone 6 e l’Apple Watch, e che la rete ha avuto il tempo di esprimere la propria opinione a riguardo, possiamo tirare le somme.

Siamo di fronte ad una nuova rivoluzione Apple, dopo quelle che hanno seguito l’uscita dell’iPhone 3g e dell’iPod? Ni. Scorrendo infatti i tanti articoli di riviste specializzate e siti specializzate, nonché i commenti degli internauti sui social, sembra che l’azienda di Cupertino sia in fase calante. A salvare le apparenze questa volta non è stato il nuovo melafonino, bensì un prodotto di cui si parlava da qualche mese e che sembra non aver deluso le aspettative: l’Apple Watch.

In cosa ha toppato l’iPhone 6? Sicuramente le aspettative degli utenti su questo nuovo modello erano molto alte. L’ultimo modello, il 5s non aveva apportato grandi cambiamenti (come tutti i modelli intermedi, sin dal 4s) e preparavano il campo per un totale aggiornamento nella nuova serie. Era successo tra il 3g e il 4, tra il 4 e il 5, ma stavolta il 6 sembra non essere piaciuto a troppe persone. In primis per la concorrenza dei telefonini che montano il sistema Android (ovvero la maggior parte degli smartphone in circolazione, eccetto per i Nokia Lumia, che montano il sistema operativo della Microsoft). Un’infografica comparativa mostra che le caratteristiche del nuovo iPhone sono pari ad un cellulare del 2012 targato Google, ovvero il Nexus 4 della Lg, con il suo successore (il Nexus 5) già in giro da un anno e dalle prestazioni molto più elevate.
I fan del melafonino hanno replicato che nonostante le prestazioni inferiori il sistema operativo Ios è tuttora molto più stabile rispetto anche agli Android montati su smartphone di ultima generazione. Quello che non regge il confronto però sono i prezzi: tra uno smartphone Android di fascia alta che si trova nei negozi a 400 euro e un iPhone che varia i suoi prezzi da 700 a oltre 1000 euro c’è poco da fare un confronto. Soprattutto per la polemica nata in queste ore riguardo il costo eccessivo dello smartphone in Italia rispetto ad altri paesi europei e con oltre 150 euro di differenza rispetto agli Stati Uniti.

In molti poi non hanno apprezzato la scelta della versione con schermo maggiorato (l’iPhone 6 plus con uno schermo da oltre 5,4 pollici, ovvero quanto quello della serie Galaxy Note targata Samsung). E sta venendo condiviso in maniera virale lo spot del “vecchio” iPhone 5, il cui motto era “abbiamo creato uno schermo (4 pollici) che vi fa sfruttare al massimo l’estensione delle vostre dita. A che serve uno schermo più grande?”. E lo stesso compianto Steve Jobs più volte aveva promesso che gli schermi dei smartphone Apple non sarebbero cresciuti. A molti insomma l’uscita del modello plus è sembrato un “tradimento”.

Come annunciato invece la vera sorpresa è stato l’Apple Watch. Design classico rispetto ai vari dispositivi wearable commercializzati nei mesi scorsi (tra cui il più famoso rimane il Samsung Gear), cosa molto apprezzata dagli utenti. Se poi aggiungiamo

i cinturini intercambiabili e che lo smartwatch si può trasformare in una versione semplificata dello smartphone (è possibile anche chiamare alcuni contatti preferiti direttamente con l’Apple Watch, sempre, beninteso, avendo nelle vicinanze il proprio iPhone) vediamo che è questo il prodotto che può fare vera concorrenza alle altre case produttrici avversarie.

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I nostalgici dei primi prodotti Apple hanno poi visto nella rotellina laterale dello smartwatch un richiamo alla ghiera rotonda che tanto era piaciuta nei primi modelli di iPod e che tutt’ora viene utilizzata. La rotellina avrà la stessa funzione del suo predecessore, ovvero permettere lo spostamento nei vari menù, senza intralciare lo schermo (già molto minuto) con le dita.

Che poi avere un iPhone rimanga uno status symbol e una moda, questo è chiaro. Ma se la tendenza della casa di Cupertino è creare device a prezzi sempre più alti senza offrire prestazioni concorrenziali, quanto potrà reggere questo binomio?

@barbadilloit

Di Natale Cassano

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