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L’intervista. Solfanelli: “Tabula fati per puntare su fantascienza e fantasy”

Pubblicato il 11 settembre 2014 da Max Gobbo
Categorie : Cultura

ifNella galassia dell’editoria nazionale Solfanelli rappresenta senza dubbio uno dei soggetti più interessanti per via dell’originalità delle scelte — non soggiacenti alle mere brame del mercato —, e alla qualità generale delle sue pubblicazioni. Questo marchio storico abruzzese ha all’attivo un gran numero di successi, e unitamente alla consorella Tabula fati che s’occupa eminentemente di narrativa, propone un catalogo ricco e di indubbio interesse. Ed è proprio di Tabula fati che abbiamo deciso d’occuparci in questa conversazione. Infatti fra le sue collane vi è Sci-Fi Collection, un contenitore editoriale riservato interamente alla fantascienza. A dirigerla, l’infaticabile Marco Solfanelli — figlio dell’editore Marino Solfanelli —, che a partire dagli anni Ottanta, allorquando a dirigere le collane dedicate al fantastico era il giornalista e scrittore Gianfranco de Turris, ha collezionato tutta una serie di premi e riconoscimenti sia a livello nazionale, che internazionale.

Può parlarci brevemente di Tabula fati?

Circa una ventina di anni fa, dopo una lunga esperienza con mio padre alla direzione editoriale delle collane della Solfanelli, ho creato un nuovo marchio editoriale per ampliare l’offerta editoriale in ambiti ancora trascurati, soprattutto per promuovere nuovi autori nei vari campi della narrativa, della saggistica e della poesia, puntando alla valorizzazione di giovani emergenti da affiancare ad autori già affermati.

solfanelliTanti anni di successi nel solco dell’innovazione: un’eredità ingombrante o una sfida per il futuro?

Una sfida al di fuori dell’ala protettrice di una marchio e di una professionalità di lunghissima esperienza. La volontà di sperimentare nuovi spazi sopratutto nella narrativa di genere, come la fantascienza, il fantasy, il giallo, con un nuovo linguaggio e nuove esperienze.

Un catalogo il vostro molto ricco e interessante: vuole parlarcene?

Un catalogo creato passo dopo passo, passando dal consolidamento delle prime collane, e via, via ampliando l’offerta a seguito della molteplicità di interessi che la casa editrice ha saputo coagulare, aprendo a nuovi collaboratori esperti in vari settori e soprattutto a un gruppo di selezionatori di opere che non seguissero le mode del momento ma opere che in nuce avessero la possibilità di diventare dei piccoli classici con il passare degli anni.

Cosa proponete per i palati esigenti degli appassionati del fantastico?

La scelta è ponderata e sicuramente di ragguardevole spessore sia letterario che per varietà di contenuti e tematiche, le collane sulle quali puntiamo sono Sci-Fi Collection, Minas Tirith, Le Ali della Fantasia, Malancandra, ma anche in Nuove scritture e Carta da Visita si possono trovare opere dedicate al fantastico e immaginario ma aperte ad un pubblico non specializzato.

Come editore e curatore di collane ritiene importante seguire le mode, oppure è meglio prendere strade ancora da battere?

Come case editrice riteniamo di dover dare ampie possibilità ai nuovi costruttori di mondi di non essere circoscritti in angusti universi, ma di far spaziare l’immaginazione con le basi che tutta la letteratura ha finora costruito, come l’uomo che ben piantato nella Terra si slancia verso il Cielo.

E book VS libri cartacei: una lotta all’ultima pagina, il nuovo che soppianta il vecchio, o la possibilità di sinergie innovative?

Il dilemma da affrontare è duplice: vogliamo che la cultura e la letteratura si diffonda con ogni mezzo, o vogliamo che essa viaggi solo attraverso i libri? La risposta è semplice: vogliamo che la letteratura possa arrivare in ogni angolo di mondo, essere usufruita in qualsiasi condizione e nella libertà di scelta di ogni singolo individuo. Alla fine di tutto il libro, comunque, vincerà.

Parliamo di generi. Anche lei è un sostenitore del fantasy a base di vampiri effeminati e licantropi griffati?

Ritengo che sia una letteratura di consumo, che possa essere la base per portare i lettori appassionati alla ricerca di cose nuove e diverse, insomma l’importante è leggere, poi si scoprirà la letteratura Alta, rispettiamo i tempi di crescita di ognuno, senza per forza fare sentenze… In fondo, se qualcuno vuol rimanere bambino per sempre, qual è il problema? Mi stupisco a volte sentire argomentazioni elitarie che alla fine sottintendono che debba esserci sempre qualcuno che ci dica che cosa dobbiamo leggere e anche il perché.

Se dico Lovecraft?

Ecco, la dimostrazione che anche una letteratura popolare nata sui pulp, poi possa diventare e scoprirsi classica. E come Lovecraft tantissimi hanno esordito non badando a dove si pubblicasse. La letteratura di qualità poi trova la sua strada, emerge e si fa classica. E nella marea di letteratura popolare che l’umanità ci ha consegnato, ancor oggi si possono scoprire autori fuori del loro tempo, che forse in vita non hanno ricevuto i giusti riconoscimenti, ma che con il passere dei decenni e forse dei secoli si sono dimostrati universali e non legati dall’effimero momentaneo successo.

Fantasy eroica e fantasy mitologica: due facce della stessa medaglia, o mondi inconciliabili?

Assolutamente fratelli! La mitologia (pur sempre eroica) ci ha narrato delle sfide che dagli albori dell’umanità l’uomo ha dovuto combattere e a volte vincere, per essere quello che è oggi; forse un uomo meno forte, meno nobile, ma pur sempre frutto di una civiltà eroica che l’ha preceduto e che lo consegna alle sfide le futuro. Come allora non tutti sono protagonisti, tanti si perdono o percorrono le strade aperte dai manipoli di eroi che in tutti i campi, da quelli della medicina a quelli della speculazione filosofica, ci hanno consegnato un mondo, che forse o probabilmente distruggeremo, ma dalle cui macerie come araba fenice sapremo risollevarci per nuove e ulteriori sfide.

Italiani un popolo di santi, poeti, navigatori e scrittori… ma lettori?

Un popolo che non ha forse mai amato se stesso, le sue origini, la sua tradizione. Un popolo che non ha avuto un mito fondante comune: dalla creazione del nostro mondo con la nascita di Roma, troppi secoli di isolamento e divisione hanno poi costituito la nostra caratura individualistica dura a morire. Il mito fondante, ecco il punto da ripartire. Ecco un’immagine: Enea ha sulle spalle il vecchio padre Anchise ed è seguito dal figlioletto Ascanio… Da qui dobbiamo ripartire. Passato, presente e futuro. Ma che riguarda in prima persona ciascuno di noi, non gli altri che guarda caso sono sempre inaffidabili, ecc., scusa per il nostro far nulla, fin che la barca va.

IF, ovvero il weird all’italiana, è una rivista tematica del vostro gruppo: vorrebbe parlarcene un poco?

Un gruppo di amici, di esperti, che vedono nel fantastico e nell’immaginario le chiavi interpretative del momento presente e attraverso una letteratura di anticipazione disvelarci i tanto possibili mondi futuri, che per l’umanità che non sembra radioso e rassicurante. I fascicoli di IF, attraverso la formula di approfondimento di tematiche specifiche, ci consegna un panorama dei temi della letteratura non mimetica. Una buona opportunità per nuovi lettori per orientarsi nel grande panorama delle offerte, partendo dalle proprie curiosità e interessi.

I vostri libri si segnalano per qualità: scelta editoriale, feticismo librario o una questione esistenziale?

Una semplice scelta di qualità e passione. Passione per il lavoro ben fatto, qualità per il rispetto dei propri lettori.

Desidera parlarci di qualche novità del vostro catalogo?

Mi piace ricordare la riedizione del Ciclo delle Amazzoni di Gianluigi Zuddas. Ormai erano più di dieci anni che non venivano ripubblicati ed era giusto riproporlo ai nuovi lettori sempre affamati e curiosi, per immergersi in un mondo così lontano da ormai essersi ricongiunto ai primordi dell’umanità. Ed anche la pubblicazione di volumi di Renato Pestriniero, come l’ultimo “La pietra dell’Alchimista”, vincitore del Premio Worfd SF 2014 “Ernesto Vegetti” . Ma spero al più presto di editare un fantasy inedito di Anna Rinonapoli, una grande amica, una grande scrittrice, che mi manca moltissimo.

Firme famose e numerosi premi all’attivo: qual è il segreto per emergere tra miriadi di concorrenti?

Solo perseguire con passione e continuità in un solco già tracciato nei primi anni Ottanta.

@barbadilloit

Di Max Gobbo

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