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Il caso/Premier. A Liverpool tutti pazzi per Balotelli. L’amore durerà?

Pubblicato il 2 settembre 2014 da Mario De Fazio
Categorie : Personaggi Sport/identità/passioni

balot 2Balo da solo. Anzi, no: you’ll never dance alone. Perché a SuperMario viene più facile innamorarsi – e far innamorare i tifosi delle sue squadre – che cambiare una lampadina. Questione di elettricità, in ogni caso. E così, alla sua prima con la maglia del Liverpool, il bad boy più discusso (e discutibile) del calcio italiano ha già riempito il cuore dei frequentatori della Kop, una delle gradinate più calorose e suggestive del pianeta pallonaro. Una curva abituata a osannare un tizio dal cuore più grande di quello di un orso come Steven Gerrard, mica a vendersi al primo top player del momento.

Amore che vieni, amore che vai. Anche se, a pensare a Balotelli e De Andrè, verrebbero più in mente altre colonne sonore. Fuori il pistolero Suarez, dentro Mario “il bombarolo”. E invece, dopo appena 61 minuti giocati nell’esordio con la casacca dei Reds, nella strabiliante vittoria esterna (0-3) sul campo del Tottenham, i tifosi del Liverpool sono già lì a sbucciarsi le mani per applaudire il nuovo beniamino e persino a intonargli un coro in italiano: “Mario sei fantastico”. Roba da far invidia a qualsiasi emigrante o turista in visita nel Regno Unito e poco avezzo alla lingua del Bardo. Prima di sentirsi rispondere in italiano dai sudditi di sua maestà, potrebbe subentrare la repubblica e l’esilio per la casata dei Windsor.

Lui gongola, felice come un bimbo (viziato?). L’ha pure cinguettato su Twitter: “Grande vittoria! Un’esperienza meravigliosa giocare la mia prima partita con la maglia del Liverpool. I tifosi sono stati fantastici”. E nel pianeta Reds è tutto un panegirico della maturità e del senso di gruppo finalmente emersi dall’animo del campione, come funghi dopo le piogge di settembre. L’allenatore Rodgers se lo coccola: «Un esordio eccellente. Ha capito l’etica di questa squadra. Si è allenato bene, lasciandosi alle spalle le chiacchiere sul suo conto». Persino il capitano di mille battaglie Gerrard si è sbilanciato. «Penso sia stato bravissimo. Oggi aveva tutti gli occhi addosso, tutti a chiedersi se si sarebbe impegnato per la squadra. Complimenti a Mario, se continuerà così potrà fare la differenza».

E fa niente se il 24enne ha fallito un’occasione – grazie a una clamorosa parata del portiere del Tottenham, Lloris – ad appena due minuti dal fischio d’inizio della gara con gli Spurs. Nell’oretta in cui ha giocato, ha regalato sprazzi di talento, colpi di tacco come fossero noccioline e ha dialogato costantemente con il resto dell’orchestra Reds, soprattutto con Sturridge. Forse, a influenzare positivamente il primissimo giudizio dell’ambiente sul calciatore italiano, ha pesato però di più la prima prova del nove capitata a Balo. Al ’47 l’arbitro ha concesso un rigore al Liverpool. Va bene che il fatto che il rigorista sia Gerrard è un dogma simile alla trinità da quelle parti, ma l’ex City ci ha abituati a tutto e il contrario di tutto. Invece se n’è stato buono in disparte, a guardare il suo capitano insaccare il 43esimo penalty della sua carriera. Inutile dirlo, sempre con la stessa maglia.

Balo riuscirà a convincere Conte?

Ma SuperMario dovrà convincere anche al di qua della Manica, se vuole realmente diventare il campione che in molti pensano sia. «Balotelli? Non ho alcuna preclusione. Non regalo niente a nessuno, non è detto che chi non c’è ora non torni e viceversa». Le parole di Antonio Conte alla prima conferenza stampa da ct della Nazionale, in vista dell’amichevole con l’Olanda e dopo aver escluso dai convocati proprio l’ex milanista, danno il senso di una fiducia da riconquistare per indossare la casacca azzurra. Va bene la Kop, ma Conte è un hooligan della disciplina, un ultras dello spirito di gruppo. Balo sarà pure innamorato, e magari non vuole ballare più da solo. You’ll never dance alone. Ma le danze sono appena iniziate. Se sarà un lento da amore eterno (finché dura) o una hit da discoteca da consumare come una sveltina, potrà dimostrarlo solo il tempo.

@barbadilloit

@mariodefazio

Di Mario De Fazio

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