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La lettera. La prospettiva futura post-rautiana (in festa) il 7 settembre a Porto Cesareo (Lecce)

Pubblicato il 1 settembre 2014 da Giovanni de Luca
Categorie : Cronache Parola ai lettori

Bracciali tricoloreCaro direttore,

il Centro Studi Pino Rauti promuove il 7 settembre 2014 a Porto Cesareo una festa Tricolore aperta a tutte le destre.

L’azione politica del centro studi, si incentra su due cardini fondamentali che ci particolarizzano: l’Ambientalismo come attualità della battaglia politica nel “governo del territorio” ed i “giovani” con il loro carico di entusiasmo e pulizia, spesso cruda incoscienza ed ingenuità, sono l’ unica possibilità di cambiare lo stato delle cose.

Le “rivoluzioni possibili” non nascono studiate sui social-forum, ma possono scaturire imprevedibilmente da un’azione improvvisa, con un effetto “domino” e bisogna farsi trovare pronti per governare un nuovo corso, per questo ci incontriamo sulle rive dello Jonio a Porto Cesareo, nel profondo sud del Salento, dove abbiamo chiamato a raccolta giovani e meno giovani nel laboratorio politico della “ortodossia” nazional ed all’appello rispondono Mario De Cristofaro Presidente del Movimento nazional-popolare, Roberto Tundo, e il sottoscritto, insieme in questa festa, chiudono il cerchio del “rautianesimo salentino”. E’ un avvenimento storico.

La novità? La politica la fanno i “giovani”, sono loro i protagonisti” del programma, basta mummie imbalsamate che in 70 anni (20 di governo) hanno distrutto tutto quello che un mondo nemico, una guerra mondiale, comunisti e servizi segreti deviati, non sono riusciti a distruggere.

Alle 11 la festa comincia con un cerchio comunitario di Gioventù Nazionale: “spazio identitario e confronto politico” con Giuseppe Maggiore, coordinatore Provinciale e Giuseppe Pede, dirigente nazionale. Discuteranno con i militanti delle strategie politiche pugliesi in vista delle imminenti regionali. “Spetta a noi il compito di indicare l’alternativa giovanile al colossale fallimento vendoliano, ci faremo trovare pronti”, la convinzione dei due.

Alle ore 16 dirigenti ed amministratore, incentrano il cardine dell’azione politica, sull’importanza che rivestono gli “Enti locali” quali centri di prossimità, quindi strategici per la battaglia nazional –popolare. Interventi di Giancarlo Erroi, Vice Sindaco di Leverano; Giovanni de Luca, capogruppo di maggioranza del Comune di Novoli; Giuseppe Fracella, Assessore dell’importante città di Nardò; Michele Parata, Consigliere Comunale di Melissano; Giandomenico Pilolli, Presidente del Consiglio Comunale di Massafra.

Alle ore 19 il dibattito entra nel vivo con ospiti esterni di rilievo: la Terra dei Fuochi, meridione e governo dei territori.

Antonio Arzillo protagonista delle lotte campane e “vittima” di paradossi italiani e storture giudiziarie; Mario De Cristofaro, leader della destra di sempre, attesissimo dai giovani e Presidente del Movimento Social-popolare; Paolo Pagliaro, Presidente del Movimento Regione Salento ed in prima linea nella battaglia comune con Fratelli d’Italia per la suddivisione del nuovo regionalismo sulla base della proposta dell’Associazione Geografica Italiana; Pierpaolo Signore consigliere comunale di Lecce e dirigente nazionale di fratelli d’Italia.

Alle ore 21 durante la cena sociale sarà presentata l’Associazione Onlus “Idea Sociale”, Presieduta da Fausto Longo e che mira a incentrare l’azione militante dei giovani nel concreto del terzo settore: “giovani, diversamente abili, anziani ed esseri viventi animali”, sono le categorie che verranno colpite – quando non annientate dal turbo capitalismo, stiamo prevedendo uno “scudo sociale” a difesa dei più deboli”.

Alle 21.45 Tiziana Montinari componente del Centro Studi e Massimo Fragola, dirigenti nazionali di Fratelli d’Italia, incontrano da protagonisti Roberto Tundo, dialogando con il leader della “destra sociale” sulle “storie della destra salentina”.

I rautiani hanno le idee chiare, azioni concrete nella pratica quotidiana per contraddistinguere lo “stile militante”che è “essenza” e non apparenza. Bisogna colpire con la “clava” di evoliana memoria. Poi i nazional- popolari caricano “l’arco”: siamo ancora nella “Prima Repubblica”, bisogna archiviarla superando il berlusconismo ed il decadentismo morale al suo seguito, distruggendo i residuali legami con il nostalgismo versoAlleanza Nazionale.Ma si può essere nostalgici di una scommessa politica persa?

I rautiani vanno alla carica dell’attualità politica: noi siamo l’alternativa nazional popolare al turbo capitalismo ed agli interessi finanziari del Partito Democratico (in Italia i veri camerieri di Bruxelles). Abbiamo le soluzioni per risolvere i drammatici della società contemporanea che Rauti ha anticipato di ben 30 anni con le sue visioni ed analisi politiche. Siamo la Terza Via nelle politiche economiche planetarie, siamo per la partecipazione agli utili aziendali, non siamo né liberisti e né conservatori. Vogliamo realizzare lo Stato nazionale del Lavoro attraverso la democrazia “organica”, nella nostra visione i partiti sono centri di elaborazione di dottrine e metodi”, abbiamo lottato 70 anni contro la “partitocrazia”, miriamo alla Repubblica Presidenziale con l’elezione diretta del Capo dello Stato. Nella geopolitica non siamo filo israeliani, né filo americani e nemmeno filo-russi, siamo “europeisti”, crocevia di civiltà, mediterranei e cristiani. I confini dell’Europa politica si possono spostare anche verso la Russia, ma è essa che diventa Europa.

Questa è la via che conduce alla vittoria, ne siamo convinti, lo sentiamo, lo dobbiamo a Pino, che è “spiritualmente vivo” e lotta in mezzo a noi. La festa abbia inizio.

@barbadilloit

Di Giovanni de Luca

2 risposte a La lettera. La prospettiva futura post-rautiana (in festa) il 7 settembre a Porto Cesareo (Lecce)

  1. Infatti eravate in Alleanza nazionale… ammazza che rautiani.

  2. si appunto…………….e poi dopo aver fatto le solite premesse che “dalla teoria si passera’ alla asostanza” si fa un elenco interminabile di enunciazioni presi paro paro , anzi direi prorio meccanicamente ed in maniera anche un po’ infantile, dal vecchio MSI_DESTRA Nazionale di almirantiana memmoria di cui non mi sembra i rautiani ( come loro si definiscono) anni settanta fossero proprio grandi estimatori, infatti non mi sembra proprio che i Marco Tarchi, i Franco Cardini, i Nicola Cospito abbiano una simpatia particolare ed accentuata verso i “Fratelli di Larussa” come in effetti andrebbero chiamati
    comunque vabbè, come dicono i nostri futuri relatori:………viva la sostanza, giusto per dirla tutta………………………

    Agostino

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