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Scintill&Digitali. L’Italia entra (finalmente) nel futuro con la banda larghissima

Pubblicato il 5 agosto 2014 da Fran. Fil.
Categorie : Scintill&digitali

telecomTelecom Italia e Tim hanno annunciato che la copertura della loro rete internet LTE (4G per i non addetti ai lavori) è stata estesa a 1138 comuni, sorpassando quindi l’estensione dei gestori concorrenti. L’obiettivo è di raggiungere tutti i comuni con più di 35 mila abitanti ed entro il 2016 è annunciata una copertura dell’80%. Una bella rivoluzione che porterà una rete velocissima e senza fili, che fornirà una banda fino a 100 Mbit/s in download e 30 Mbit/s in upload. Sul sito di Tim è disponibile una pagina in cui gli utenti possono controllare se il loro comune risulta fra i fortunati già coperti e potranno controllare l’evoluzione futura della copertura.

Nei giorni scorsi Telecom ha annunciato un’ulteriore novità riguardante la fibra ottica. L’intenzione è quella di espandere sempre di più la rete di nuova generazione (NGAN, Next Generation Access Network) con attenzione anche a comuni minori, mentre ad oggi la politica è stata quella di portare la fibra solo nelle città maggiori. L’idea è quella di portare la gli impianti fino alle abitazioni o nelle zone limitrofe, sostituendo del tutto o quasi l’attuale struttura in rame. Per visualizzare il programma dei lavori, che sono già in corso, si possono scaricare le tabelle excel direttamente dal sito di Telecom, mentre per controllare in modo più immediato se la copertura raggiunge la propria utenza, è disponibile il servizio LIDO.

L’Italia è ad oggi in ritardo nel settore delle connessioni ad internet, rispetto ai paesi industrializzati ma anche rispetto a quelle zone definite Terzo Mondo, che però godono di un servizio migliore di quello presente nel Bel Paese. Con questa evoluzione da parte di Telecom e Tim, dovuta e doverosa, entro due anni l’80% del territorio nazionale potrà connettersi ad una rete moderna e competitiva. Internet, su Barbadillo l’abbiamo già detto molte volte, è una delle infrastrutture basilari per riuscire a ridare vita all’economia italiana e sembra che finalmente qualcuno se ne sia accorto.

@barbadilloit

Di Fran. Fil.

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