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Mondiali. Viva Chile! Tramonta il sole sull’impero (calcistico) dei Carlo V di Spagna

Pubblicato il 19 giugno 2014 da Giovanni Vasso
Categorie : Sport/identità/passioni

bandera-chile-terremoto-espanaIl calcio è diventato un posto migliore: l’ultimo mostro è stato sconfitto, il coraggio di un pugno di (più o meno) sconosciuti guerriglieri incas ha ucciso il drago malvagio Tiquitaca. Arturo Vidal, Edu Vargas, Alexis Sanchez: i vostri nomi rimarranno nella leggenda, è tramontato il sole sull’impero sportivo dei novelli Carlo V di Spagna. Due a zero, più dolce di una poesia di Pablo Neruda. Fuori dai Mondiali la prima ‘cocca’ di Blatter, ora sotto a chi tocca.

VIVA CHILE!. Lo dicevano, quarantuno anni fa, gli Inti Illimani. Lo ripete adesso, per altre ragioni. il mondo. E’ la prima vera impresa di questi mondiali. Che strazio, però. Dopo la doppia scoppola nel secondo tempo, mentre la Roja serrava i ranghi, i campioni del mondo e d’Europa suonavano il requiem al loro calcio. Ricamavano passaggetti, hanno abbozzato rovesciate e tiri da fuori spettacolari. Il rinnegato Diego Costa, lo stantuffo stanco Santi Cazorla, il regista con le idee confuse Andres Iniesta, il rabbioso e frustrato Sergio Ramos. Parevano i violinisti dell’orchestra del Titanic, suonavano mentre il loro tiquitaca annegava nell’oceano gelato della sconfitta. I cileni, uniti e fieri, guerrieri e furbi, hanno capitalizzato al massimo la lezione cantata proprio dagli Inti: el pueblo unido jamas sera vencido. Si sono sublimati in un corpo solo e hanno difeso in undici. Ha vinto tutto il Sudamerica.

TROPPO SCARSI PER ESSERE VERI. Cinque pappine, avevano beccato dall’Olanda. E forse sono stati gli Oranje del redivivo Louis Van Gaal (che comunque vada andrà ad allenare il Manchester United) a colpire al cuore il drago infernale al servizio dell’impero di Carlo V Del Bosque. C’eravamo illusi che l’Olanda fosse una corazzata, la sofferta vittoria contro i Canguri australiani rende, però, ogni calcolo più difficile. Vuoi vedere che, sotto sotto, era proprio la celebratissima Spagna ad essersi presentata in Brasile con una squadra senza difesa, senza portiere (Iker Casillas ha dato ragione a Josè Mourinho), senza idee che non fossero quelle del reticolo di passaggi ovunque? Spagna, troppo scarsi per essere gli stessi che nel 2012 ci umiliarono (4-0) in finale agli Europei. Spagna, troppo scarsi per essere veri.

@barbadilloit

 

Di Giovanni Vasso

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