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Europee. Castaldo (M5S): “Non siamo NoEuro. E se vinciamo puntiamo al governo”

Pubblicato il 22 maggio 2014 da Martina Bernardini
Categorie : Le interviste Politica

grilloLa sfida elettorale per le Europee sarà la prova del nove, per molte forze politiche, in vista di nuovi equilibri. Dei programmi del MoVimento 5 Stelle, ne abbiamo parlato con Fabio Massimo Castaldo, 28enne laureato in Giurisprudenza con doppia laurea italiana e francese, candidato al Collegio Centrale per il pentastellati.

Massimo Cataldo

Massimo Cataldo

L’euroscetticismo è un sentimento sempre più diffuso. Perché, tra i vari partiti che si fanno promotori di battaglie contro questa Europa, gli italiani dovrebbero scegliere il MoVimento 5 Stelle?
Noi abbiamo un approccio costruttivo e non siamo qui per prendere in giro gli italiani. Francamente, trovo ridicolo che il PD o Forza Italia oggi critichino i trattati che loro stessi hanno firmato e poi votato in Parlamento. Noi non vogliamo uscire dall’euro ad ogni costo, ma non vogliamo neppure rimanerci a qualsiasi prezzo. Il sistema attualmente non è sopportabile, i tagli imposti dal Fiscal Compact non sono più sostenibili per l’Italia perché il PIL continua a decrescere e il debito pubblico, in valore assoluto, continua a salire. Dovremmo fare manovre anticicliche per investire nell’economia  e rilanciare i consumi interni. Vogliamo anche far saltare il pareggio di bilancio, per gli stessi identici motivi. Vogliamo rilanciare i consumi interni, l’agricoltura, l’allevamento, impostare in modo diverso la PAC (Politica Agricola Comune, ndr), puntare su filiera corta o biologico. Se tutto questo rimarrà inascoltato dai nostri partner europei, allora saremo pronti anche alla scelta più drastica di proporre un referendum sull’euro. Ma sia chiaro: noi non diremo ‘bisogna uscire dall’euro’; noi cercheremo di spiegare alla popolazione, nel modo migliore possibile, quali sono i modelli alternativi, quali le conseguenze, cosa comporta rimanere nell’euro o uscirne.

E sull’immigrazione, cosa dirà il MoVimento 5 Stelle in Europa?
Rimarremo coerenti con quanto detto in Italia. Però c’è da dire che quello dell’immigrazione, è uno dei classici esempi di vuoto dell’azione europea. Ed è inoltre inaccettabile che un’Unione, che si professa politica e che ha preso un premio Nobel per la Pace, se ne freghi e dica che quello dell’immigrazione è un problema di cui devono occuparsi solo i Paesi della sponda Sud. Se dobbiamo essere un’Unione politica in prospettiva, è proprio di temi come questo che dobbiamo occuparci. Ci vogliono impegno e un’azione comune, e poi bisogna che anche i Paesi del Nord si assumano le loro responsabilità, perché la desertificazione, la povertà, l’emarginazione e la sofferenza dei Paesi dell’Africa non dipendono solo dall’Italia, dalla Spagna e dalla Grecia. Il nostro progetto è quello di concepire un Mediterraneo come percorso di scambio tra popoli,  come scambio di culture, di conoscenza, e anche di commercio, come nel passato. Per fare questo, l’Unione deve ri-orientare il suo asse, e non guardare solo verso Nord e verso Est, ma anche verso Sud e verso Ovest.

Il MoVimento 5 Stelle aderirà al fronte lepenista?
Il M5S non vuole avere niente a che fare con movimenti di estrema destra, specie se xenofobi. Il M5S ha una visione molto chiara di democrazia, che parte dal basso e chiede la partecipazione dei cittadini. Ma siamo disposti a dialogare. Ciò che è certo, è che non aderiremo a nessuno dei gruppi attualmente esistenti, perché riteniamo che nessuno di loro possa rispecchiarsi in un’esperienza così peculiare come la nostra. Non escludiamo in alcun modo che si possa costituire un nuovo gruppo che adotti un sistema più consono a quelli che sono i nostri valori e le nostre istanze. Vediamo chi sarà eletto negli altri Paesi e se ci sarà la possibilità di trovare 25 europarlamentari di 7 Paesi diversi che condividono il nostro modo di fare politica, saremo ben felici di creare un nuovo gruppo.

Cosa può cambiare dopo il 25 maggio?
E’ una tappa fondamentale per il MoVimento 5 Stelle e di riflesso per tutto il Paese, perché se noi centreremo la vittoria, vorrà dire che il popolo italiano ci sta chiedendo di essere forza di governo. Se accadrà, ci assumeremo le nostre responsabilità, siamo già pronti e non ci tireremo indietro.

@barbadilloit

Di Martina Bernardini

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