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Premier League. Upton Park come la via Gluck: il West Ham vende lo stadio

Pubblicato il 11 febbraio 2014 da Giovanni Vasso
Categorie : Sport/identità/passioni

Bobby-Moore-Stand-Sud-Boleyn-Ground-Upton-ParkLà dove c’era l’erba (del rettangolo verde dell’Upton Park) domani ci sarà una città (da 700 appartamenti). Si ripete, questa volta a Londra nel cuore pulsante del mondo occidentale, il dramma del ragazzo della Via Gluck cantato tanti anni fa dal grande Adriano Celentano: Il West Ham se ne andrà in città, allo stadio Olimpico e lascerà quella che è stata la sua casa per 110 anni. Al posto dello stadio che ha segnato la storia del football inglese sorgerà un mega complesso residenziale.

L’AFFARE DELLA VIA GLUCK – L’annuncio ufficiale dell’avvenuta cessione dell’Upton Park da parte degli Hammer alla società immobiliare della Galliard Group è stato dato dal West Ham sul sito ufficiale. Per leggerlo cliccate qui. I dettagli dell’accordo prevedono la cessione dell’area della casa che fu di Bobby Moore, Geoff Hurst e Paolo Di Canio per farne un’area a fortissima vocazione residenziale. Settecento case, con annessi servizi e opere di urbanizzazione primaria e secondaria. sorgeranno nella zona di Boleyn Ground, dove si radunavano i terribili supporters degli Hammers. Ma la tradizione è salva, giurano le società del West Ham e la Galliard: per sottolineare il legame tra la zona e la sua storia epico-sportiva, verrà istallato un monumento dedicato a Moore, il più amato tra coloro che indossarono il Claret and Blue. Anzi, più che un monumento un parco: il Bobby Moore Memorial Garden, che andrebbe a inglobare e salvare l’attuale giardino dedicato ai grandi Hammers. La procedura è stata conclusa dopo un lungo sondaggio che ha coinvolto “le maggiori ditte specializzate mondiali” e l’iter verrà concluso entro il 2016, quando gli Hammers traslocheranno definitivamente allo stadio delle Olimpiadi. I lavori del complesso residenziale si concluderanno entro il 2018.

ADDIO ALL’EAST END – Il fascino del West Ham, nel panorama calcistico internazionale, è legato alla sua storia, ma ancor di più al carattere duro, coriaceo, testardo, estremamente proletario della sua Firm, la sua tifoseria. E’ la squadra del popolo che si batte a testa alta contro il Chelsea dei ricconi e il Tottenham dell’alta borghesia della City. E dove non arriva il potere delle sterline si deve lavorare duro, se del caso, anche di catenaccio cattivo, serrato e determinato. Senza andar troppo indietro nel tempo basta ricordare l’ultima sfida tra gli Hammers e i Blues di Mourinho. Zero a zero inchiodato, fisso che ha fatto infuriare il portoghese e gongolare tutto l’East End. Quella del West Ham è la saga popolare di chi non si piega mai. Un paragone complesso che avvicina – seppur in maniera approssimativa – la storia degli Hammers a quella dei granata italiani del Torino. E perciò la vendita dello stadio, dove ha combattuto con alternando grandi vittorie a disastrose sconfitte per ben 110 anni, fa clamore. Quel ragazzo della via Gluck che cantava Celentano, oggi, lo possiamo contestualizzare e immaginare un po’ meglio: sulle spalle indossa la casacca Claret and Blue.

@barbadilloit

Di Giovanni Vasso

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