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Bayern Monaco. Tifosi assenteisti? Il club li “sfratta” nonostante l’abbonamento

Pubblicato il 8 febbraio 2014 da Michele Mannarella
Categorie : Sport/identità/passioni

bayern monacoPugno duro del Bayern Monaco contro i propri tifosi. O meglio, contro quei tifosi giudicati “assenteisti”. Infatti, per tutti gli abbonati che in questa stagione non assisteranno ad almeno 8 gare casalinghe del Bayern ,nella prossima stagione potrebbero chiudersi le porte dell’Allianz Arena sia in Bundesliga che in Champions League, almeno da abbonati.

La minaccia. I vertici del club bavarese, quindi,hanno direttamente inviato una lettera agli oltre 5.200 abbonati assenteisti per spiegare loro la singolare “minaccia”: il club si riserverà il diritto di negare il rinnovo dell’abbonamento a tutti coloro che, a fine stagione, avranno assistito a meno di 8 gare casalinghe in campionato dei rossi di Baviera. Il portavoce della società, Markus Horwich, ha spiegato al settimanale Der Spiegel le motivazioni alla base della scelta : “Ci sono troppi abbonamenti inutilizzati. Vogliamo preservare l’atmosfera sugli spalti”. Una decisione che mirerebbe a punire quegli abbonati “occasionali”, ovvero tutti quelli che vanno allo stadio solo per assistere ai big match, ma che durante le altre sfide preferiscono seguire la squadra da casa o, peggio, non sostenerla affatto.
Ma più che un problema di spalti pieni, caldi e appassionati,  come spesso accade nel calcio moderno il problema è di natura economica, ed il ragionamento fatto dal Bayern, a dirla tutta, non fa una piega : a voler guardare i Rekordmeister sono in tanti ad ogni partita, e non è possibile accontentarli tutti per via dell’alto numero di abbonati. E nonostante il Triplete, il Mondiale per Club, l’ampio primato in Bundesliga, lo stile di gioco di Guardiola e l’elevato numero di fuoriclasse in maglia rossa, nelle partite meno attraenti molti seggiolini dell’Allianz Arena restano vuoti. Soprattutto in curva Sud, il settore che ospita anche gli ultras, loro sì sempre presenti sotto la neve o il sole,e in pieno accordo con la decisione del club, con il quale scorrono ottimi rapporti tanto da meritarsi un ulteriore abbassamento delle barriere di protezione, per un tifo ancor più caldo.

Vittima e carnefice. A voler analizzare le cause, però, si può dire che il Bayern in realtà è vittima della sua stessa politica. Qualsiasi tifoso si sentirebbe invogliato a sottoscrivere un abbonamento all’Allianz Arena, visti i prezzi popolari (sui 140€ per la curva), l’altissima qualità della struttura e dei servizi offerti, e la caratura della squadra, mai così vincente come nella passata stagione. La fede e i servizi offerti hanno creato un connubio pazzesco tra club e tifosi, tanto da esaurire gli abbonamenti già a giugno, con una richiesta di 140.000 biglietti a fronte di 71.000 posti disponibili. Se non fosse, però, che l’abbonamento è così personalizzato e restrittivo da non poter essere ceduto nemmeno per una volta a un qualsivoglia parente, amico o conoscente. I vuoti, a quel punto, diventano immancabili.
Un caso simile era avvenuto poco tempo fa a Gelsenkirchen , dove i tifosi dello Schalke 04 si sono ribellati per chiedere il ripristino della possibilità di scambiare online il biglietto.

Il paragone con l’Italia, a questo punto, diventa quasi inevitabile. E non bisogna andare nemmeno troppo in là con gli anni per trovare una situazione pressoché simile. L’Inter di Mourinho e dei campioni del triplete, lo stadio migliore d’Italia (prima dell’inaugurazione dello Juventus Stadium). Eppure, anche a San Siro – benché abbia sempre rappresentato un’eccezione nel panorama degli stadi italiani- si sono visti molti seggiolini vuoti, anche nei big match. Le cause sono opposte a quelle tedesche : prezzi elevatissimi per stadi e servizi quasi mai all’altezza. Troppo dispendioso elevare gli standard degli impianti, soprattutto quando c’è una buona scusa per giustificare i sempre più ampi vuoti : lo stadio non è un posto per famiglie, gli incidenti – anche se sono anni che all’interno degli impianti non accade nulla – i cori offensivi e la discriminazione territoriale.
Il ‘modello tedesco’ fa ancora una volta capolino, e, ci si potrebbe scommettere, qualsiasi società italiana sarebbe felicissima di avere questo tipo di problema.
In Baviera invece, adesso bisognerà capire se questa singolare punizione attuata dalla società di Rumenigge servirà a risvegliare dal torpore quei tifosi più tiepidi che si scaldano solo nei big-match.

@barbadilloit

Di Michele Mannarella

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