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Bari. Il “Mare d’inverno” di Fare Verde e la riscoperta della poesia

Pubblicato il 30 gennaio 2014 da Sandro Marano
Categorie : Cronache

fare verdeDomenica 26 gennaio 2014. “Mare d’inverno” con forza 6. Il vento soffia da nord e ci sferza come mandrie di bisonti immusoniti. Non riusciamo a fissare neanche gli striscioni, solo le bandiere garriscono. Quando siamo giunti sul litorale acquattati tra i sassi decine di gabbiani dal dorso grigio si son levati in volo contro vento e per qualche secondo questo sipario grigio perlato ci ha nascosto quello che ci attendeva. Il giorno prima aveva piovuto a dirotto e il terreno era fangoso e pieno di pozzanghere. I nostri volontari di Bari e Conversano non si sono scoraggiati. A darci man forte c’erano pure, in tuta rossa, una decina di volontari dell’associazione “Scuola cani salvataggio nautico” e Giuseppe Alberga dell’associazione “la Salamandra”. L’AMIU, l’azienda di nettezza urbana che finora ha sempre collaborato, non si è presentata all’appuntamento. Hanno forse pensato che con un tempaccio simile solo dei folli avrebbero raccolto rifiuti in riva al mare? oppure è stata dimenticanza? disinteresse? Fermiamo un provvidenziale “tre ruote” dell’AMIU che passa in quel momento e ci facciamo dare una dozzina di bustoni. Altri soci fanno un a salto a casa e se ne procurano un’altra dozzina. Malgrado le condizioni avverse e gli spruzzi del mare che lambiscono i volontari in poco più di un’ora ripuliamo un bel tratto di spiaggia riempiendo una ventina di bustoni con i rifiuti che cittadini sporcaccioni hanno lasciato (bottiglie di plastica e di vetro e reti di plastica per i mitili). Il polistirolo che trovavamo in quantità enormi gli anni scorsi sembrava essersi dileguato sotto le raffiche rabbiose del vento. Ad un tavolino tenuto fermo tra gli sportelli dell’auto un “arancello”, liquore a base di arance biologiche confezionato dalla socia Mariella Ceglie secondo le indicazioni della decrescita felice, ha riscaldato i corpi e i cuori. Poi verso mezzogiorno abbiamo fatto cerchio intorno al poeta Enrico Bagnato, che in rappresentanza dei “poeti della Vallisa” che hanno aderito alla manifestazione, ha letto alcune sue poesie tratte dal suo libro “Mare”. Riporto qualche verso: “è il mare l’azzurra vita delle cose / linfa dei viventi / è il mare che fa / più cielo il cielo / più sole il sole / più monte il monte / è il mare che di me / fa più me stesso / è il suo ritmo / il ritmo stesso del mio cuore”. E’ stata poi letta una poesia di Giuseppe Conte intitolata “Nuova preghiera al mare” che meriterebbe d’essere riportata per intero per il suo contenuto ecologista, di duro monito alle malefatte dei “terricoli”. Ci accontentiamo di riportarne i versi finali:

Fa’ tu mare che torniamo

a cantare, a esplorare , a tendere

verso un ignoto che ci calamita.

Mare ti prego. Non ci abbandonare.

Non cedere. Non lasciarti avvelenare.

Ribellati tu  a tutto ciò che di corrotto

e abietto spadroneggia tra gli umani.

Sii specchio di un nuovo patto.

Ecco , io ti porgo le mie mani.

Sii tu democrazia vera

che è vento, virtù, navigare.”

Infine, prima di congedarci, è stato dedicato un pensiero al socio di Fare Verde Conversano, Lorenzo De Marinis, venuto a mancare a settembre scorso, che ha sempre contribuito con dedizione alle nostre iniziative sul territorio. In quel momento ci è parso che anche il vento tacesse.

@barbadilloit

Di Sandro Marano

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