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Il caso. A Roma arrivano il registro unioni civili e genitore 1 e 2: protesta il centrodestra

Pubblicato il 15 gennaio 2014 da Martina Bernardini
Categorie : Cronache

genitoreDue novità condite da polemiche a Roma in pochi giorni. Da una parte, la proposta di delibera sull’introduzione del registro delle unioni civili – a firma dei consiglieri Battaglia (Sel), Magi (Radicali), Raggi (M5S), Tempesta (Pd), Celi (Lista Civica Marino), Caprari (Centro Democratico) – che incassa il secondo parere favorevole in commissione congiunta Statuto-Legalità e Diritti, e che si prepara ad approdare direttamente in Aula Giulio Cesare; dall’altra, dopo i precedenti di Bologna e del Mamiani, storico liceo di Roma, l’approvazione dell’atto, proposto dalla maggioranza del Consiglio del Municipio VIII (Pd, Sel, Lista Civica Marino), che prevede «l’aggiornamento della terminologia parentale» – “genitore 1” e “genitore 2” al posto di “madre” e “padre” – in alcuni istituti del territorio municipale, in particolare nella zona di Garbatella.

Proposte, queste, che sollevano dubbi e perplessità in molti, tra cui le associazioni e i comitati che nei giorni scorsi hanno organizzato un presidio in piazza S. Apostoli, a Roma, a difesa della famiglia tradizionale, ma che incontrano il favore di Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, che ha sposato l’iniziativa del Municipio VIII, promossa dal consigliere Flavio Conia, e di Imma Battaglia, firmataria della proposta di introduzione del registro delle unioni civili.

Contrario, invece Gianluigi De Palo, della lista CittadiniXRoma, che afferma: «La delibera sull’istituzione di un registro delle unioni civili è un atto puramente simbolico, astratto e ideologico che non inciderà minimamente sulla vita reale dei romani. Così si vogliono estendere diritti che sono prerogativa della famiglia costituzionale a chi famiglia, per sua libera scelta, non vuole essere». Se in Consiglio passasse questa delibera – continua – «automaticamente le persone che decidessero di sposarsi sembrerebbero cittadini di serie B, perché un’unione civile contempla gli stessi diritti del matrimonio, ma meno doveri. Mentre Roma è invasa dai rifiuti, dai problemi della viabilità, e deve fronteggiare tagli al sociale preoccupanti, trovo assurdo insistere con questo tipo di delibere che non interessano la maggior parte dei cittadini. Non a caso, dal 2006, in ben 6 Municipi sono presenti questo tipo di registri, ma si contano iscritte solamente 49 coppie in tutto».

Stesse critiche si registrano sulla scelta di cambiare la terminologia all’interno degli istituti di Garbatella. Al presidente del Municipio, Andrea Catarci – che sostiene che i termini «madre o padre, spesso si trovano ad essere anacronistici, visto l’aumento delle famiglie allargate o con genitori omosessuali» –, Simone Foglio (Forza Italia), vicepresidente del Consiglio dello stesso Municipio VIII, risponde che «con “genitore1” e “genitore2” si andrà incontro alle esigenze propagandistiche della sinistra che governa il municipio da 20 anni. Per noi la famiglia basata sul matrimonio tra un uomo e una donna resta il pilastro della società e le istituzioni dovrebbero sostenerla con azioni concrete». «Il presidente Catarci – conclude Foglio – tra l’emergenza rifiuti, le scuole e gli asili che cadono a pezzi, le aree verdi abbandonate e le strade piene di buche, con il documento di oggi dimostra quali sono per la sua maggioranza le priorità del nostro territorio».

@barbadilloit

Di Martina Bernardini

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