3

Cultura (di G.de Turris). I miti di Tolkien e l’intolleranza della sinistra

Pubblicato il 26 novembre 2013 da Gianfranco de Turris
Categorie : Corsivi Cultura

TolkienL’articolo di Luigi Mascheroni, La Sinistra che scopre autori e idee della Destra su Il Giornale del 22 novembre, focalizza esattamente l’attrazione fatale e apparentemente inspiegabile che certi scrittori e critici sinistri hanno per il mondo conservatore, reazionario, tradizionale e addirittura fascista. Una attrazione inconfessabile e quindi per non rivelarla in toto l’unico modo è quello di capovolgere i valori, le intenzioni, le idee che esso incarna e rappresenta. Gli esempi portati da Mascheroni sono eloquenti, e ad essi si può aggiungere l’opera di Furio Jesi che riprese autori e opere di cui si occupò per primo in Italia Julius Evola, ad esempio Bachofen e Spengler, per riproporli con una interpretazione opposta e, ovviamente, l’unica valida e accettabile per sempre.

Però bisogna andare un po’ più a fondo. Capire il motivo per cui l’italica intellighenzia di sinistra, ieri e ancor più oggi, si comporta così, perché non riesce ad ammettere che esistano autori “di destra” e un metodo critico che si basa su principi e presupposto non “di sinistra”, accettandolo pur dicendosene contrari. No, lo si denigra e rifiuta accusandolo di falsità e strumentalizzazione, e basta. Questo atteggiamento deriva da una ideologia, una visione del mondo e quindi una mentalità totalitari e totalizzanti che non possono ammettere, addirittura non possono concepire, che esistano punti di vista diversi e opposti ai loro.

Di conseguenza, se inizialmente quando dominava una effettiva e concreta egemonia culturale del PCI che poteva permettersi di ostracizzare autori e idee senza particolari conseguenze,da quando il PCI non esiste più e il partito di riferimento ha mutato più volte nome, ma la mentalità di fondo totalitaria e egemonizzante è rimasta, allora ci si deve comportare in modo diverso. Vale a dire tentare di “recuperare” in ritardo gli autori che una volta si erano  disprezzati e respinti. Nulla vieta questo tentativo di “recupero” perché si commenta da sé, ma quel che non si può tollerare è la prosopopea, la saccenteria, lo sprezzo che lo governa al punto di sostenere che l’unica interpretazione valida, corretta, veritiera è quella “di sinistra”, considerando le altre come strumentali e false. Alla base il concetto che un autore può essere accettato del tutto e senza riserve soltanto se considerato “di sinistra” o se si può interpretare e strumentalizzare ”da sinistra”. In  tal caso si è con la coscienza ideologica a posto, non ci si deve più vergognare di apprezzare le sue opere o giustificarsi.

L’accusa di “fuga dalla realtà” nei confronti della letteratura dell’Immaginario e comunque dalle opere non  impegnate nel sociale e conseguente loro condanna, se l’è inventata la intellighenzia progressista e comunista e Tolkien ne venne incolpato quando negli anni Trenta pubblicò Lo Hobbit (il saggio Sulle fiabe fu la sua replica teorica) e lo stesso gli accadde quando Il Signore degli Anelli venne tradotto da Rusconi nel 1970. L’Italia è stato l’unico Paese al mondo in cui Tolkien venne aggredito in questo modo politico-ideologico dalla cultura dominante, cioè quella di sinistra. Infatti, la struttura mentale totalitaria degli intellettuali progressisti in genere e comunisti in particolare, non riuscendo a inserire nella propria griglia di valori un autore, in questo caso Tolkien appunto, lo rifiutava a priori. Era fuori dal loro orizzonte. L’attuale tentativo di “recupero”è iniziato quando ci si è resi conto dal 2003 con i film di Jackson che si trattava di un fenomeno mediatico e popolare di dimensioni mondiali, uno dei rari su cui la cultura di sinistra italiana  non avesse esercitato la propria egemonia strumentalizzante,e si è cercato di correre ai ripari. Ma il solo modo per farlo è stato quello di calunniare i nemici ideologici,  sprezzantemente definiti “fascisti”, accusata di ogni nefandezza possibile, ma gli unici che avessero operato criticamente a fondo su di lui e i suoi testi per oltre trent’anni.

L’Italia non è un “Paese normale” neanche in questo. Non si accettano punti di vista diversi e si ricorre ad accuse, calunnie, tesi di comodo, processi alle intenzioni e ostracismi che sono assiomaticamente la vera verità che non si può discutere. Finché ci sarà qualcuno che scriverà e dirà in pubblico, come è accaduto, che l’interpretazione mitico-simbolica è una interpretazione “fascista” secondo i canoni degli anni Cinquanta stabiliti da Gyorgy Lukàcs con La distruzione della ragione, e quindi da respingere senza discuterci su, e sin quando ci sarà chi, non si sa bene da quale pulpito, dirà che destra e cultura sono incompatibili, allora varrà dire che saremo semplicemente tornati al passato, un passato che non si vuol far passare, e che la democrazia in questo Paese non  è ancora di casa. (versione integrale di un articolo apparso in forma ridotta su Il Giornale del 26 novembre 2013)

 @barbadilloit

Di Gianfranco de Turris

3 risposte a Cultura (di G.de Turris). I miti di Tolkien e l’intolleranza della sinistra

  1. Tolkien era un monarchico reazionario,amico intimo di politici dell’estrema destra inglese come A.K.Chesterton,non era nazista ma si dichiarò apertamente e senza alcuna ambiguità a favore dei franchisti e contro i comunisti e gli anarchici.”Il Signore degli anelli”a me sembra un’opera impregnata di tradizionalismo e pensieri riconducibili alla destra…ciò lo capì anche Umberto Eco negli anni 70,che la definì”oscurantista e reazionario”,ma adesso è arrivato Wu Ming 4 con tutta la sua spocchia a spiegarci che Tolkien era quasi un liberaldemocratico,con qualche tenue aspetto da conservatore…Ma vuoi mettere il grande Wu Ming 4 con il povero Umberto Eco?!?…

  2. Mi trovo a dover correggermi su un punto,dopo un rapido scambio con Wu Ming,mi è stato fatto notare,come non vi siano prove certe sull’amicizia tra Tolkien e Chesterton…Non posso quindi che scusarmi con il gestore del sito,pur confermando tutto il resto del commento.

  3. Chiarisco meglio…la questione Chesterton,nasce da un tizio che dice di aver comprato le riviste “Candour” a suo dire appartenute a Tolkien…Tale riviste erano riconducibili a Chesterton e al suo movimento,inoltre disse di avere prove dell’amicizia personale Tolkien-AK Chesterton.Tale questione è riportata da tanti siti inglesi e data per scontata…Il problema è che questa persona non ha portato alcuna prova di tutto ciò,e non essendo verificabile,tale notizia va considerata falsa(almeno fino a prova contraria).Vi sono tantissime prove accertate delle posizioni di destra di Tolkien(il suo anticomunismo,l’odio viscerale per Stalin,il suo sostegno alla causa Franchista,etc),purtroppo ci si imbatte anche in notizie come quella di Chesterton,che ha tratto in inganno anche me.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>