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Calcio. Serie D, i tifosi del Monopoli svestono i calciatori dopo la sconfitta a Francavilla

Pubblicato il 18 novembre 2013 da Bruce Grobbelaar
Categorie : Pallone mon amour Sport/identità/passioni

DSC_4870Francavilla sul Sinni come Belgrado e Genova: i tifosi ospiti del Monopoli, dopo aver assistito alla sconfitta (per 3 a 1) dei loro beniamini sul campo dei lucani, hanno imposto ai calciatori del Gabbiano di togliersi le maglie e depositarle sul prato verde del rettangolo di gioco. E’ accaduto domenica scorsa al termine del match tra Francavilla e Monopoli, valevole per la dodicesima giornata d’andata del girone H della Serie D. Al termine dell’incontro i circa cento tifosi ospiti arrivati in Basilicata hanno imposto ai ragazzi di mister Claudio De Luca di togliere la maglia che – stando alle loro accuse – avrebbero disonorato con una prestazione scialba figlia di una squadra priva di idee. Di più: i sostenitori pugliesi, dopo anni di alterne vicende societarie (tra fallimenti e ricostruzioni) ed in vista della riforma della terza serie (unico campionato con elisione di Prima e Seconda divisione) tengono moltissimo a riprendersi il posto tra i professionisti. Per questo, anche se il Monopoli è al terzo posto, i tifosi rimangono delusi ed hanno esternato la loro rabbia con la ‘svestizione’ dei calciatori. Tra le accuse, quella secondo cui la loro squadra non presenta un’ombra di gioco e l’aver investito su calciatori che – stando ai tifosi – si sarebbero dimostrati sinora al di sotto delle grosse aspettative dell’ambiente monopolitano. A parlare per tutti è stato l’allenatore De Luca: «Non c’è scritto da nessuna parte che bisogna sempre vincere. Il problema nel calcio italiano è proprio questo, si vive un’esasperazione incredibile». Poi la società ha imposto il silenzio stampa ai suoi tesserati, parleranno nelle prossime ore soltanto i vertici del club del Gabbiano. I precedenti eccellenti a Genova, nell’ormai famosa sfida tra Genoa e Siena e, pochi mesi fa, a Belgrado quando i tifosi della Stella Rossa imposero ai loro calciatori – battuti nel derby contro la terza squadra cittadina – di togliersi la gloriosa casacca della Crvena Zvezda.

Di Bruce Grobbelaar

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