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La lettera. Il ventennio di Fini i rifondatori di An e il testimone da passare ai giovani

Pubblicato il 16 novembre 2013 da Ferdinando Parisella
Categorie : Cronache

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Poi accendi la tv un venerdì mattina di novembre, uggioso e deprimente, non solo per le tasse, chi ti appare? Avete capito, bene, benissimo, ebbene sì, proprio lui, incerato come sempre, lo scomparso Fini. Tutto meno che un subacqueo, sapete che ne so qualcosa. E su quale emittente?  La7, la ex Telemontecarlo, non a caso. Dice: “…il mio elettorato di riferimento da oltre 30 anni, penso di conoscerlo bene.” Infatti, si è visto lo scorso febbraio. Mi verrebbe voglia di denunciarlo per plagio. Certo, ha copiato una mia definizione del suo fallimento, “il ventennio dei falliti”, scritta nel giugno scorso. Ora la trovo sul libretto che sta presentando, scritto non certamente da lui, come tutti gli scrittori-fantasma sanno. Un Fini a rovescio, come l’Italia a rovescio. Come se nulla fosse, come se non avesse prima tentato l’intentabile, scusate la forzatura lessicale. Come se ci avesse spiegato “dettagliatamente” come mai la casa della Contessa Colleoni fosse finita in mano dei suoi parenti, come se ci avesse spiegato se veramente in questi ultimi anni la sua formazione culturale, si fosse arricchita di letture di Tarchi, De Benoist, Spengler, D’Annunzio, Ricci e Niccolai. Come se ci avesse spiegato come mai un giorno si alza e fa saltare il banco. Come se ci avesse spiegato come mai con Monti. Noi lo sappiamo benissimo, invece. Mah! Ecco, nei mesi dove la confusione regna sovrana, nei mesi dove, non solo il Fini, ma anche gli altri della cupola che ha gestito le sorti del neo-ventennio, dicevo la cupola chiama a raccolta, chiama tutti alla santa battaglia. E tutti, come lui, i responsabili, ma del fallimento, non del successo dei loro governi, si permettono di fare e ri-fare, ciò che precedentemente hanno distrutto senza appello e senza coinvolgere chi li ha tenuti in piedi e resi famosi, cioè iscritti, militanti, elettori. Dice, dicono, non si può permettere che non ci sia una destra rappresentata, che i nostri valori(quali?) non ci siano più, che i nostri giovani(quali?) non siano sostenuti(quando?), eccetera con altre amenità del genere. Ma non è che qualcuno cerca lo strapuntino in arrivo per i due parlamenti europei??? Due, eh??? Strasburgo e Bruxelles, a proposito di sprechi e di chi dà lezioni!!! E loro zitti su quest’argomento. Ed allora tutti a testa bassa a formare gruppi, gruppini e gruppetti. Chi di quà, recupera qualcuno, chi di là recupera qualcun altro, chi senza faccia non recupera nessuno, ma si accoda. Qualche mese fa, invitai i miei amici, “tabulati rasati” dagli elettori, a mollare visto che era finita per loro, come per me. Che per chi ha la mia età, 58 anni, di più o di meno, dopo questo ventennio di opportunità mancate e, per alcuni, di fortune economiche ricevute, sarebbe stato meglio passare la mano, non sparire, ma farsi da parte, semmai fare i padri nobili. Paradossalmente li ho invitati a telefonare a mio nipote Andrea, occhiali spessi e cervello galoppante, 17 anni, contemporaneo vero che avrebbe potuto dare loro consigli. Li ho invitati a chiamare tutti gli “Andrea”, che ognuno di noi ha in casa. Loro sì, sanno che cosa fare dei prossimi anni. Loro hanno una vita davanti, loro sono il futuro, mai e poi mai vi seguiranno, noi/voi siamo cadaveri che camminano. Le loro risate ci hanno già seppellito, da tempo. In questi mesi dove la disoccupazione, non solo giovanile, sta sfiancando le famiglie, c’è un governo che in luglio presenta un decreto sull’occupazione che prevede sgravi solo per chi non ha la licenza superiore, nessuno di questi che abbia aperto bocca, è solo un esempio della loro insipienza, oltre che inconsistenza. Neanche un’azione, uno striscione, un volantino dentro il palazzo. Niente di niente. Lo hanno fatto fare a Grillo!!! Incredibile. Perché allora ri-dargli fiducia? E questo è solo un esempio. Ecco perché sono cadaveri che camminano.

Saluti sempre più scomposti da Ferdinando Parisella, di Latina ora sempre più a Trevignano Romano.

 

@barbadilloit

Di Ferdinando Parisella

Una risposta a La lettera. Il ventennio di Fini i rifondatori di An e il testimone da passare ai giovani

  1. Caro Giovanni,anch’io 53 anni e 40 di illusioni e delusioni.
    Come dici è giusto per la nostra generazione più che farsi da parte aiutare i giovani a farsi largo.
    Da parte mia mi sono iscritto a Casa Pound insieme a mio figlio già dal 2009.

    Siamo una marea che monta dalle Alpi a Lampedusa e anche noi da Foligno,con umiltà ma con decisione tentiamo di dire la nostra.

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