0

Il ricordo. Massimino Chiari ribelle generoso e anticonformista

Pubblicato il 8 novembre 2013 da Ferdinando Parisella
Categorie : Cronache

image001Massimino Chiari ci ha lasciato improvvisamente qualche giorno fa. Meta’ anni 80, rimasi improvvisamente senza casa. Antonello Ferdinandi già era “parcheggiato da lui”. Erano ancora i tempi della solidarietà diffusa e praticata. Massimino quando lo seppe, senza un attimo di esitazione mi disse: “Per un camerata c’è sempre un letto disponibile”. Rimasi tre mesi. E passammo un’infinità di nottate a parlare parlare parlare parlare, soprattutto di musica, anche di politica, ma soprattutto di musica.

Stefano Romano, che lo ha assistito in questi ultimi anni, mi ha detto come e’ morto. Un altro caso di ignavia della sanità pubblica che genera morte al posto della vita. Ed oggi che siamo tutti, parlo del mio gruppo umano, intorno, sopra e poco sotto i sessanta, sentirsi ancora partecipi di un destino comune, ci fa ritrovare insieme anche nel giorno dell’estremo saluto.

Bruno Laganà: “Con “Massimino” se ne va un mondo degli anni ’70. Un amico, un camerata originale e sincero. Altissimo, quando parlava con me si abbassava per parlarmi all’orecchio, quasi avesse paura che non lo ascoltassi bene. Mi parlava di filosofia, di storia, di popoli lontani ed antichi con una memoria incredibile su quello che aveva letto …. ed aveva letto tantissimo… in un’epoca senza computer Massimino era la nostra wiki ma anche la parte più ingenua ed autentica del nostro mondo…. con lui va via un pezzo della mia giovinezza Foto tenerissima e con l’ombrello …. inseparabile, …. a noi Massimino….”.

Giorgio Procaccini: “Questa è la mia gente !!! Ora capite perché il legame è indissolubile !!! Ciao gigante Massimino… la terra ti sia lieve”.

Giuseppe Urbani: “Da Trento un pensiero e (non mi vergogno a dirlo) un po’ di lacrime per la scomparsa di Massimino…. quanti ricordi romani, era sempre un”fiume in piena” con la sua tipica parlantina e i suoi ragionamenti… un grande che ho riconosciuto tempo fa in tv in occasione di una intervista credo legata alla nostra comune passione per la Lazio. Massimino presente!”.

Roberto Silviani: “Autunno estate primavera inverno ….sempre con l’impermeabile e ombrello ….un grandissimo personaggio estremamente colto come pochi…indimenticabile! Se Massimino sente tutti questi “presente”… vi rincorre e vi prende a ombrellate!”.

Roberto Amorosino: “Un ricordo vivo: la sua camminata, quei giornali sotto braccio, sempre presente”.

Paola Frassinetti: “Povero Massimino alto dinnocolotato sempre con look improponibili e tutti lo prendevamo in giro perché ripeteva ” ma voi con i radicali che rapporti avete…?”. Gli volevamo tutti bene!! Mi spiace.”

Alberto Cifù: “Ciao Massimino…..Ti ricordo l’ultima volta che mi sei venuto a trovare sull’Amiata. In alto i cuori.”

Alessandro Cerqua: “Il mio presente per un altro pezzo della nostra giovinezza che se ne va!”.

Livia Giannelli: “Sempre presente,simpatico,generoso, stravagante Massimo …come dice Alessandro Cerqua… Un altro pezzo della nostra bella giovinezza che se ne va”.

Marcello Perina: “Ciao Massimino. Con Wilma parlavamo spesso di te, dei tuoi discorsi, del tuo sorriso strano e sincero… della tua fede”.

Biagio Cacciola: “Non dimenticherò mai le serate a casa sua a via Mercati. Stavi avanti già caro Massimino Ora vedrai chi hai amato da sempre .”

Manilo Basaia: “Ciao Massimino eri un po’ strano ma almeno non portavi maschere e tutti ti ricorderanno con affetto”.

Questi sono solo alcuni messaggi che ho raccolto tra i tantissimi, che ci fanno sentire parte di una comunità e che meglio descrivono cosa Massimo ha lasciato, anche lui con la sua vita difficile e travagliata.

Mi piace ricordarlo in ogni convegno, conferenza, sempre con la mano alzata, con il dito indice teso, chiedere la parola, partire con le sue citazioni, mai banali. Antonio Pannullo, l’altro giorno sul Secolo d’Italia on-line, ha ben descritto anche il clima dell’epoca in cui Massimo si è sentito protagonista. Anche lui ha costruito il suo mattoncino, anche lui mi confidò la sua delusione successiva “abbiamo fatto tanto, sembrava che fossimo arrivati, invece…”

Stefano Romano, ha denunciato alla Procura di Velletri la rsa di Nemi che da dieci giorni lo teneva in cura, dopo alcuni giorni passati al Sandro Pertini: da quando stava in questo nosocomio, dormiva sempre, per lui troppo. Poi la morte senza spiegazioni. Ancora non si sa nulla dei risultati dell’autopsia.

Nobis Massimì

@barbadilloit

Di Ferdinando Parisella

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>