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Calcio. Seedorf vs Allegri: “Giocavo poco”. Ma gli over 35 in Europa funzionano così

Pubblicato il 4 novembre 2013 da Francesco Sannicandro
Categorie : Sport/identità/passioni

allegri seedorfQualche giorno fa Clarence Seedorf, probabilmente uno dei più forti centrocampisti degli ultimi vent’anni, ha motivato il suo addio al Milan con un nome molto in voga quando si tratta di trovare un capro espiatorio: Massimiliano Allegri. L’olandese del Suriname non era infatti contento di giocare “solo” le partite contro Barcellona e Juventus, ma, a trentasei anni suonati, voleva continuare a essere considerato un titolare più o meno fisso. Per rafforzare la sua tesi, l’ex numero dieci rossonero ha citato campioni quali i mancunians Ryan Giggs e Paul Scholes, che hanno continuato a essere protagonisti con i Red Devils nonostante la loro età (calcisticamente) più che avanzata. E c’è da aggiungere che Berlusconi – come confermato anche nel libro dei Bersani boys “Giorni bugiardi”, scritto (per Editori Internazionali Riuniti) da Stefano Di Traglia e Chiara Geloni – ha più volte pensato all’olandese per sostituire proprio Allegri…

“Protagonisti”: è questo il termine su cui occorre riflettere. In squadre come Milan o Manchester United, abituate a giocare su tre fronti (addirittura quattro gli inglesi) per gran parte della stagione, si può essere protagonisti, probabilmente, più giocando contro Juventus e Barcellona al top, piuttosto che spadroneggiando contro Hull City o Chievo per poi arrivare senza benzina nelle sfide che decidono un’annata intera. E questo, non ce ne voglia Seedorf, sir Alex Ferguson e i suoi fedelissimi Fergie boys l’hanno capito perfettamente.

Prendendo in esame le ultime due stagioni, in Premier League Ryan Giggs ha disputato venticinque (2012-2013) e ventidue (2011-2012) partite, ben lontano dalle trentotto complessive. Qualcuno obietterà che il gallese ha tre anni più di Seedorf e che, quindi, sarebbe più opportuno andare indietro di quattro o cinque stagioni. Bene, il risultato non cambia: è dal 2009, infatti, che non supera i venticinque gettoni di presenza. Discorso simile vale per Paul Scholes, con “l’aggravante” che il suo dietrofront sul ritorno al calcio giocato ha definitivamente convinto Paul Pogba a lasciare Manchester per Torino.

E’ singolare, quindi, che un campione intelligentissimo come Seedorf dica di essersi sentito meno protagonista con Allegri che, nonostante tutto, nella sua prima stagione sulla panchina milanista gli ha garantito quaranta presenze tra campionato e coppe. Un fuoriclasse, passata una certa soglia di età, va gestito sulla base del triplice impegno settimanale, tanto più tenendo conto che, contro squadre chiuse, rischia di diventare più un peso che un valore aggiunto. Con il tempo i grandi colpi rimangono, ma il passo e la velocità in campo difficilmente sono gli stessi di qualche anno prima. Motivo per cui “contro Juventus e Barcellona”,  in generale contro squadre che si scoprono, il tasso tecnico di Giggs e Seedorf  può tornare a emergere in maniera spesso decisiva, continuando a renderli protagonisti come lo sono stati per tutta la loro splendida carriera.

@barbadilloit

Di Francesco Sannicandro

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