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Siria. Rapiti nel Nord-Est alcuni cooperanti della Croce/Mezzaluna Rossa

Pubblicato il 15 ottobre 2013 da Elena Barlozzari
Categorie : Esteri

crocerossaParzialmente rassicuranti, le notizie che arrivano dalla Siria, dove «quattro dei sette operatori della Croce rossa internazionale rapiti ieri (due giorni fa, ndr) nei pressi di Idlib sono stati liberati» – riferisce Simon Schorno, portavoce della CICR a Damasco. Tra gli uomini rapiti, secondo il Ministero degli Esteri, non ci sarebbero italiani. Stando alle ricostruzioni circolate in queste ore,  un gruppo di uomini armati e non ancora identificati, ha assaltato intorno alle 11.30 locali il convoglio su cui viaggiavano i soccorritori, in zona Idlib, nel nord-ovest della Sira. La formazione armata ha aperto il fuoco sul mezzo e condotto gli ostaggi in una località sconosciuta.

Secondo l’agenzia di stampa siriana “Sana”, gli autori del gesto ai danni di 6 dipendenti della Croce Rossa e di un volontario della Mezzaluna Rossa locale, sarebbero un “gruppo di terroristi armati”: una formula con la quale si intendono spesso i gruppi ribelli che stanno cercando di rovesciare il presidente siriano Bashar Al-Assad.

Immediatamente dopo l’accaduto, l’organizzazione umanitaria ha diffuso un comunicato nel quale viene chiesta l’immediata liberazione degli ostaggi. «Il team è andato a Idlib il 10 ottobre per valutare la situazione medica in una serie di strutture sanitarie nella provincia e per distribuire rifornimenti medici a Sarmin e nella città di Idlib-si legge nel comunicato- Il convoglio, che stava tornando a Damasco, era chiaramente contrassegnato dall’emblema del Comitato Internazionale di Croce Rossa, che non è un simbolo religioso».

L’emblema è infatti realizzato dal negativo della bandiera elvetica, una croce di colore rosso formata da cinque quadrati, avvolta esternamente da due cerchi concentrici di colore rosso, tra i quali è riportata la scritta “Convenzione di Ginevra 22 agosto 1864”. Inoltre Il testo del logotipo della Croce Rossa Italiana è adattabile alle lingue ufficiali del paese in cui viene usato, essendo così  comprensibile in qualsiasi contesto. Insomma, il simbolo, così ideato ed affinato nel corso degli anni ed delle innumerevoli convenzioni, è idoneo a garantire una specifica tutela giuridica e limitare i rischi per chi opera nei teatri umanitari.

L’ uso protettivo dell’emblema di cui si diceva, il quale può esser costituito non solo dalla croce elvetica ma anche  dalla mezza luna rossa od il leone e sole rossi su fondo bianco, è disciplinato dal “Regolamento sull’Uso dell’Emblema della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa per le Società Nazionali”, adottato nel corso della XX Conferenza Internazionale della Croce Rossa di Vienna nel 1965 e revisionato dal Consiglio dei Delegati tenutosi a Budapest nel 1991. I segni  individuati e disciplinati, una volta utilizzati correttamente, conferiscono status neutrale ai soccorritori ed a chiunque operi sotto quelle effigi.

Eppure, stavolta il contrassegno di neutralità non ha garantito la sicurezza dei sette operatori che «lavorano senza sosta per dare assistenza umanitaria imparziale a quanti sono in difficoltà in Siria su entrambi i lati del fronte. Incidenti come questo potenzialmente danneggiano la nostra capacità di assistere quelli che hanno più bisogno», conclude Magne Barth, responsabile della delegazione del Comitato Internazionale in Siria.

@barbadilloit

Di Elena Barlozzari

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