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Regionali\2. La sconfitta in Emilia fa emergere tutti gli errori di Salvini

Pubblicato il 27 Gennaio 2020 da Augusto Grandi
Categorie : Politica

Matteo Salvini

La legge dei grandi numeri è una boiata applicata allo sport. Ma essendo una boiata si può applicare anche alla politica. Dunque era inevitabile, secondo l’inesistente legge dei grandi numeri, che Salvini prima o poi incappasse in una sconfitta dopo tutte le vittorie degli ultimi anni. Tante battaglie vinte, con il rischio di perdere la guerra.

D’altronde era stato proprio lui, il leader della Lega, a trasformare il voto in Emilia-Romagna in uno scontro decisivo, finale. Vincere in Emilia-Romagna per mandare a casa il governo di Roma. Forse non aveva altre alternative, avendo scelto – come gli accade troppo spesso – il candidato sbagliato. Incapace di confrontarsi sui temi regionali e, dunque, con l’obbligo di spostare la contesa su argomenti del tutto estranei al territorio. 

Ci può anche stare, a patto di lanciarsi in analisi intelligenti, perlomeno interessanti. Il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele al posto di Tel Aviv, ripetendo pedissequamente le scelte di Trump, non è stato un tema che ha affascinato gli albergatori di Romagna o i produttori del Parmigiano Reggiano. In compenso è stato l’ennesimo argomento che ha evidenziato impreparazione, pressappochismo, arroganza. 

Salvini ha deciso, legittimamente, di scaricare la componente più di destra all’interno della Lega. Destra intesa in senso sociale e radicale, non nell’accezione liberista ed al servizio di Confindustria e delle logiche statunitensi. Una scelta come un’altra, ma che non ha pagato. Dimostrando che si tratta di una componente molto più consistente di quanto si immaginasse, solo che totalmente priva di altri riferimenti politici dopo che Fdi ha imbarcato le componenti fittiane e quelle iper liberiste. Forse Salvini sperava di conservare il voto della destra per mancanza di alternative: non è stato così. Nè in Emilia-Romagna nè, tantomeno, in Calabria. Dove ha pesato anche la capacità di controllo del territorio da parte di Forza Italia. Ciò che resta della Grande Armada berlusconiana è invece stato annientato in Emilia-Romagna. Ed anche questo è un argomento su cui riflettere.

Ma, innanzitutto, occorrerebbe riflettere sulla inadeguatezza della proposta salviniana e sulla mancanza totale di una squadra credibile per governare l’Italia. Certo, se ha fatto il ministro Fedeli, se sono ancora ministri Bonafede e De  Micheli, allora chiunque può guidare un ministero. Il problema, però, è un altro. È la mancanza di tutta quella intendenza che governa materialmente il Paese. Tecnici, amministratori delegati di grandi gruppi che lavorano a livello internazionale, banchieri, consiglieri delle fondazioni che distribuiscono denari veri ai territori, giornalisti, scrittori, cantanti, presidenti di associazioni di categoria.

Nulla di nulla. E nessuna voglia di crearsi un apparato adeguato. Per non far ombra a personaggi di scarsa qualità miracolati dai successi di Salvini. Nessun sostegno alle iniziative editoriali che potrebbero divulgare i progetti del centrodestra (vale per l’intera area, non solo per la Lega), nessuna capacità di provvedere a nomine di livello nei posti chiave. Si vive alla giornata, limitandosi a sperare invece di studiare.

Di Augusto Grandi

11 Responses to Regionali\2. La sconfitta in Emilia fa emergere tutti gli errori di Salvini

  1. Un ministero lo aveva ottenuto anche la Meloni, già dimenticato?

  2. Salvini le perde tutte, sempre. Con Salvini non si va da nessuna parte. Il poco credito bene o male conquistato da Ministro si va sciogliendo ineluttabilmente. Se pensa di vincere facendo il “sionistone” sbaglia di grosso…

  3. La squadra una dove la trova, al bar?Oramai i partiti sono ridotti ad una specie di reality;i capi sono perennemente in televisione a concionare di idiozie , mentre il paese va a rotoli. Il centrodestra berlus-leghista-missino è dal 1994 che è sul pezzo con alterne fortune ma è riuscito a fare molto peggio che i ladroni della Prima repubblica.Astensione l’unica via.

  4. La sinistra avrà pure vinto in Emilia-Romagna, ma non ha stravinto come in occasione delle altre elezioni regionali, dove prendeva percentuali del 70%-80%. Ha vinto per appena 8 punti di distacco dalla coalizione a sostegno della Borgonzoni, quindi alla fine, seppur perdente, Salvini ha raggiunto un risultato notevole. Certo, sarebbe stato meglio che avesse vinto, ma espugnare quella terra è troppo difficile, visto che parliamo di un dominio politico, culturale ed economico della sinistra che dura da oltre 70 anni. La gran parte degli emiliano-romagnoli è sinistroide fino al midollo. Ma lo stesso si può dire anche per Fratelli d’Italia col suo 8%, una percentuale che in ER il MSI si sognava di prendere. Bisogna perciò guardare anche il bicchiere mezzo pieno. La sinistra in ER domina, ma non più come una volta. E comunque il merito della vittoria di Bonaccini e sua riconferma a governatore, non è merito tanto della sua azione politica nel precedente quinquennio, ma delle Sardine, vere vincitrici delle elezioni di ieri.

  5. Che le ‘sardine’ facciano vincere mi pare sopravvalutare molto le ‘sardine’. Ha vinto ancora una volta la sinistra perchè lì è l’ ‘oficialismo’, quell’insieme di interessi, non di idee, che ti fa turare il naso e poi votare. Anche perchè la candidata el centro-destra era pessimamente stata scelta…

  6. @Guidobono
    No per carità, non voglio affatto sopravvalutare le sardine, per le quali provo disprezzo. Sei più anziano e più esperto di politica di me, per negare però il fatto che questo “movimento spontaneo” (in realtà creato dal PD) con le loro ossessioni antifasciste e i loro “Bella Ciao” (di sto ca**o), e pagliacciate varie di piazza, hanno in un certo senso spinto in molti a votare Bonaccini turandosi il naso, facendo su di loro terrore psicologico perché esisteva il pericolo “fascismo” con Salvini. In effetti la Borgonzoni non ha chiaramente riscosso successo, come dimostrato dal fatto che i voti di coalizione sono maggiori di quelli dati alla sua candidata alla presidenza. La stessa lista Borgonzoni Presidente ha preso appena l’1,7% dei voti, mentre invece quella Bonaccini Presidente il 5,8%. Però suggerirei di guardare sempre il bicchiere mezzo pieno, per il risultato della Lega che a livellodi lista ha preso il 32%, ed è il secondo partito nella regione. Nemmeno Forza Italia (che ha preso il 2,6%), quando era il primo partito del centrodestra, ha mai preso così tanti voti da quelle parti. Curiosità: nella lista Borgonzoni, è stato candidato il figlio del grande Giacomo Bulgarelli. Ma perché Salvini non ha candidato lui alla presidenza della Regione?

  7. Ma nessuno dice che ieri la sinistra ha perso una regione tenendone una su due in cui governava? No, giusto per dire, non che sarebbe cambiato molto, se il cdx avesse vinto in Emilia-Romagna i sinistri avrebbero preparato una guerra civile, ci sono stati casi certificati in queste regionali di esponenti dei centri sociali che andavano in giro a fare svastiche e simili per far salire la tensione, figuriamoci… Poi che non si potesse vincere in un apparato mafioso e clientelare come l’Emilia-Romagna penso fosse palese,e anche se si fosse vinto comunque l’apparato sinistro avrebbe bloccato qualsiasi cosa e purtroppo questa “destra” non è grado di fare una vera rivoluzione culturale prima ancora che politica. Le sardine hanno aggiunto poco o nulla, c’è stata una polarizzazione del voto e semplicemente la sinistra ha mosso tutto il suo apparato ed ha portato a votare anche i defunti, invece perchè non parlate di quegli elettori di cdx che hanno fatto voto disgiunto a favore di Bonaccini? Perchè Bonaccini i voti in più li ha presi in parte dagli ex grillini ed in parte dal cdx, altro che sardine che già erano parte di quell’apparato che votava PD…

  8. Per il resto concordo con l’articolo, ma queste mancanze non sono una novità in una “destra” da sempre incapace di andare oltre gli schemini d’oltreoceano e le leccate alle peggiori destre internazionali, peggio per loro anzi no peggio per noi…

  9. @Stefano
    “Le sardine hanno aggiunto poco o nulla, c’è stata una polarizzazione del voto e semplicemente la sinistra ha mosso tutto il suo apparato ed ha portato a votare anche i defunti, invece perchè non parlate di quegli elettori di cdx che hanno fatto voto disgiunto a favore di Bonaccini? Perchè Bonaccini i voti in più li ha presi in parte dagli ex grillini ed in parte dal cdx, altro che sardine che già erano parte di quell’apparato che votava PD…”: Stefano, le sardine e le loro ossessioni antifasciste in assenza di fascismo e anti-Salvini, sono state determinanti proprio per quello che hai scritto. Hanno influenzato l’elettorato indeciso, quello che prima votava M5S o che magari non votava dai tempi del PCI-PDS-DS, come dimostra anche l’alta affluenza alle urne. Loro in pratica a questa porzione di elettorato hanno detto “o andate a votare, e votate per Bonaccini, altrimenti salgono i fascisti”, e costoro si sono fatti infinocchiare e permesso alla sinistra di mantenere il governo regionale dell’ER. In realtà, e i numeri attuali e passati lo dimostrano, per la sinistra quella di ieri non é stata una vittoria, ma una mezza sconfitta. Insomma, questa invenzione delle sardine da parte del PD, é stata geniale, perché gli ha permesso di non perdere l’Emilia-Romagna.

  10. Werner in parte è vero il fatto della mobilitazione ed infatti per ora le sardine sono scomparse(fino ai prossimi appuntamenti elettorali almeno) però io penso che ci sarebbe stata comunque la mobilitazione stile “fronte repubblicano” che c’è in Francia contro il FN, sardine o meno la polarizzazione forte c’è stata proprio grazie o a causa di Salvini che ha commesso l’errore di dare poco spazio ai candidati locali ed accentrare troppo il dibattito con le varie boutades del caso, poi tutto il resto è un effetto a cascata e le sardine sono state solo una creazione ad hoc per marcare ancora di più la suddetta polarizzazione, poi per quanto riguarda i flussi in realtà tutto è molto chiaro come dimostrato qui dati alla mano http://www.ilgiornale.it/news/politica/cosa-si-nasconde-dietro-risultato-emilia-romagna-1817536.html Per il resto ripeto, in realtà per la sinistra è, al di là di aver conservato l’emilia-romagna(che però è molto meno rossa di prima, diciamo che quasi un elettore su due vota a destra) una mezza sconfitta che solo una narrazione da wishful thinking può qualificare come una vittoria, il bello è che molti anche a “destra” ci credono, per il resto è come al solito, loro marciano divisi e colpiscono uniti. Del resto se al posto dei Salvini e Meloni ci fossero veramente dei soggetti pericolosi per il sistema mafioso liberal-progressista in grado di mobilitare gli italiani in modo consapevole e con gli adeguati strumenti culturali adesso staremmo parlando già di una guerra civile in corso che seppur strisciante e sotterranea c’è già, inutile girarci intorno, e non è solo una questione italiana.

  11. La mobilitazione ‘democratica ed antifascista’ della sinistra esiste da sempre, anche se talora cambiano le denominazioni. Con o senza sardine non credo sarebbe cambiato molto e non perchè gli emiliano-romagnoli si bevano le bubbole antifasciste e “Bella Miao!”… Perchè lì è la sinistra è una specie di gran convento che bene o male ancora regge perchè elargisce a destra ed a manca…Strizza gli occhi a tutti, all’imprenditore in Ferrari ed al barbone… Chi è mancata è la Bergonzoni ed era facilmente prevedibile. Candidare una donna ti fa perdere voti, non te li fa guadagnare, con buona pace delle femministe.

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