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Le radici di Fare Verde/9. “Il mare d’inverno” (ecologista) sulle note di Enrico Ruggeri

Pubblicato il 21 Gennaio 2020 da Sandro Marano
Categorie : Cultura

Una manifestazione di Fare Verde nel 2017

Se l’Italia è il primo paese al mondo a mettere al bando i cotton fioc non biodegradabili, ciò si deve soprattutto all’azione svolta da Fare Verde che già a partire 1997 aveva iniziato un’intensa campagna per liberare le spiagge italiane da questo flagello con numerose azioni di pressione che culminarono nella consegna al Parlamento di una petizione popolare sottoscritta da decine di migliaia di cittadini. La legge 23 marzo 2001 n. 93 pubblicata sulla G.U. del 4 aprile 2001 all’articolo 19 prevedeva a partire dall’ottobre 2002 il divieto di commercializzazione di bastoncini cotonati non biodegradabili. L’idea della campagna era venuta in mente in seguito ai monitoraggi delle forme di inquinamento presenti sulle spiagge grazie all’iniziativa “Il mare d’inverno”, che organizzata per la prima volta nel 1992 nel Lazio era diventata ben presto dall’anno successivo un’iniziativa nazionale annuale (che dura tuttora). Non si contavano le spiagge letteralmente invase da un tappeto di bastoncini in plastica che attraverso le condotte fognarie finivano in mare, che a sua volta graziosamente li restituiva alla terra ferma con le mareggiate.

Per celia i volontari di Fare Verde soprannominarono una delle spiagge da loro ripulita Cotton Valley. “Il mare d’inverno”, che riprende il titolo di una poetica e significativa canzone di Enrico Ruggeri, consiste nella pulizia di tratti di spiaggia nell’ultima domenica di gennaio. Perché questa pulizia nelle peggiori condizioni meteo? Perché si intende richiamare l’attenzione sui problemi dell’ecosistema marino lontano dalla stagione balneare, quando tutti se ne occupano secondo una visione utilitarista e antropocentrica della natura:

«Il progetto di pulizia dei litorali “Mare d’inverno” con il quale abbiamo voluto contestare la “moda” stagionale delle emergenze: le spiagge sporche d’estate, gli smottamenti d’inverno e così via. Troppo spesso si prendono iniziative “ecologiche” solo per cavalcare emozioni particolari. Per noi la natura è qualcosa da vivere e difendere, ogni giorno dell’anno.»

(Paolo Colli in Bianco, rosso e soprattutto verde, a cura di Gabriele Marconi, in L’Italia settimanale, 1 febbraio, 1995)

@barbadilloit

Di Sandro Marano

2 Responses to Le radici di Fare Verde/9. “Il mare d’inverno” (ecologista) sulle note di Enrico Ruggeri

  1. Non moriremo democristiani, moriremo green… dopo una vita a mangiar come le capre….

  2. però i formaggi con latte di capra sono davvero gustosi…

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