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Controgiornale. La casa della Trenta e lo “stile” di chi lascia l’appartamento prima del tempo

Pubblicato il 19 Novembre 2019 da Giuseppe Yusuf Conte
Categorie : Cultura

Elisabetta Trenta, M5S

Notizia 1, l’ex ministro Trenta dice che ha bisogno di una casa più grande anche ora che non è più in carica, una casa di servizio del ministero della Difesa, che belle pretese! Dice che deve ricevere gente. Tutti riceviamo gente, ma a casa nostra, pagata da noi. Io vivo in una casa di 90 metri quadri occupata tutta da libri e quadri, ma trovo anche il posto per ricevere. Chi cazzo crede di essere un ex ministro? Sottovoce, mio padre , direttore di un ufficio statale importante, aveva un appartamento di servizio, che si è premurato di lasciare libero due anni prima di andare in pensione.

Notizia 2, il poeta vitalista e cattolico Rondoni si dichiara pro Salvini, ma con cautela, sembra quasi che si scusi.

Notizia 3, un movimento di protesta che si chiama delle sardine ha molte probabilità di finire in padella. Meglio i gilet gialli, meglio fare sul serio.

Notizia 4 La poesia è di tutti. No, è di chi la ama. Non facciamo finta di niente c’è tanta gente a cui la poesia sta sui coglioni.

Notizia 5, J’accuse di Polanski, un genio del cinema, pare sia bellissimo, e gli hanno negato il premio a Venezia per l’ostilità di una maccartista femminista di cui non ricordiamo già più il nome. In compenso a Venezia c’era il film sulla Ferragni, vergogna che nessuna acqua alta potrà cancellare.

@barbadilloit

Di Giuseppe Yusuf Conte

6 Responses to Controgiornale. La casa della Trenta e lo “stile” di chi lascia l’appartamento prima del tempo

  1. Belle,vere e ponderate punzecchiature..

  2. condivido, tutto vero, ahinoi!

  3. Questo succede perchè una vasta categoria di ‘stracciaculi’ è ascesa a posti che avrebbero forse dovuto esserle negati. Fino all’epoca di Giolitti, nessun politico riceveva uno stipendio, poi fu talmente ridotto che lo stesso Giolitti doveva farsi ‘rivoltare’ il famoso palamidone e vivere assai sobriamente. I Senatori neanche un soldo. Essere Senatore era un onore talmente alto di per sé che risultava incompatibile mescolato con la vil pecunia… Poco ricevevano i deputati e tutte le altre categorie di servitori dello Stato. Gli appartenenti alle Forze Armate, Diplomazia, Carriera Prefettizia ecc. per sposarsi necessitavano del ‘Regio consenso’ scritto. Che era attento ai natali della sposa, ma anche e soprattutto alla sua dote. La dote della moglie era una garanzia per poter svolgere con decoro, e senza rubare, le proprie mansioni… Per accedere al concorso pubblico d’ingresso alla Carriera Diplomatica, fino al 1926, quando Mussolini volle ‘democratizzarne i ranghi’, occorreva presentare una documentata dichiarazione di ‘possedere’ una rendita personale di almeno 50 mila lire all’anno. Non poco, quando anni dopo si cantava ancora: “Se potessi avere 1000 Lire al mese…”.

  4. Notizia 1…però poteva anche ‘informarci’ che Toninelli,da ministro,viveva,non come ‘casta militare ed amministrativa comanda’,ma in 30 metri quadrati,trovato tramite agenzia al ‘mite’ prezzo di 1.000 euro al mese che uscivano dal suo stipendio…con ‘scorno’ di Sallusti direttore de ‘il giornale’ che non sapeva proprio na mazza e si era permesso d’insinuare che l’ex ministro avesse la ‘dignità’ della ‘marito’ dell’ufficiale a cui aveva ‘intestato’ l’appartamento che più le piaceva e non mollarlo come legge imponeva.

  5. Toninelli chi? Quello che non si rade per imitare Saviano?

  6. L’ ex ministro e le sue dichiarazioni a scusante sono la rappresentazione di quanto i grillini (possiamo ancora chiamarli così?)possano avere potuto beneficiare della diffusa rabbia e disaffezione contro la politica. Ma dimostrano, anche, quanto poco l’abbiano compresa

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