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Il caso/1. Galli della Loggia e il popolo delle destre moderne (che non viene dagli inferi)

Pubblicato il 15 Novembre 2019 da Augusto Grandi
Categorie : Politica

Un bosco di tricolori

Ci provano, si impegnano, ma è più forte di loro. Quando i sedicenti intellettuali politicamente corretti provano ad analizzare tutto ciò che riguarda le destre, finiscono sempre per inciampare nel proprio razzismo antropologico. È successo anche ad Ernesto Galleria della Loggia sul Corriere della Sera.

Cerca, il politologo, di volare alto per spiegare il successo sempre più ampio in tutta Europa di queste destre antiliberali. E spiega, correttamente, che nulla hanno a che fare con il fascismo, con buona pace di una sinistra che, non avendo più programmi nè seguaci, si inventa il pericolo fascista per serrare le fila.

Ma poi anche Galli della Loggia finisce nella banalità delle definizioni: il popolo delle destre è composto dai disagiati, da chi ha paura della modernità, da chi rifiuta il cambiamento. In pratica le classi inferiori che non accettano la superiorità delle oligarchie politicamente corrette. E già la definizione di “classi inferiori” chiarisce perfettamente il senso di superiorità di un ceto cosmopolita, che rifiuta regole, legami con il territorio e con una storia culturale plurimillenaria.

Da un lato gli inferiori rimasti fermi al Rinascimento, ai capolavori dell’arte e della letteratura; dall’altra i cosmopoliti pronti a censurare Dante per obbligare gli studenti a leggere i libri di Nobel per la letteratura che neppure gli oligarchi hanno mai letto. Da un lato le plebi che festeggiano il Natale e sognano di fotografare i propri figli sul palco della scuola mentre recitano la filastrocca natalizia; dall’altro gli oligarchi che vietano di far festa per non offendere gli ospiti non invitati e partono per Malindi dove possono esercitarsi come vecchi padroni coloniali.

È ovvio che Galli della Loggia abbia paura di questa marea montante che rifiuta di riconoscere la superiorità degli oligarchi. Lui sarebbe anche disposto ad accettare una destra, purché liberale e sottomessa al padronato. Invece questi populisti si ostinano a vedere nella nazione una difesa da tutto ciò che è buono e giusto. Ed è buono e giusto in quanto moderno.

Ma sono moderni anche i sistemi di propaganda utilizzati dalle destre. Che, essendo disagiate ed inferiori, non saprebbero adoperarli ma allora interviene l’orco Putin a disseminare odio ed a distribuire denaro a profusione. E pazienza se la Russia putiniana è sostanzialmente liberista, la coerenza dell’analisi non è richiesta a chi è politicamente corretto.

Restano, comunque, alcuni giudizi corretti. A partire dall’utilizzo del nazionalismo come muro di difesa contro chi impone nuovi stili di vita; un nazionalismo che rende difficile la collaborazione tra le destre europee. Resta la mancanza di una proposta che vada oltre gli slogan e che sia in grado di garantire un cambiamento invece che un rallentamento del cedimento. E resta il senso di sconfitta di una sinistra politica che, tuttavia, riesce a vincere ugualmente nella gestione della società grazie alle carenze assolute delle destre.

@barbadilloit

Di Augusto Grandi

15 Responses to Il caso/1. Galli della Loggia e il popolo delle destre moderne (che non viene dagli inferi)

  1. Quindi Kushner, Nethanyau e i loro tirapiedi (Putin , Bannon, Trump, e i vai sccedanei come Salvini & Meloni ) sarebbero nemici delle oligarchie? C’è uno scontro tra il sionismo nazionalista e il sionismo mondialista e i burattini che si agitano.

  2. Galli della Loggia è l’erede ideale, non solo di sangue, di quegli aristocratici piemontesi che nel 1821 imposero al reggente pro-tempore Carlo Alberto la Costituzione, poi rinnegata da re Carlo Felice, pagandone peraltro un alto prezzo. Giuseppe Parlato è autore di un interessante Dizionario sui Compromessi del ’21.Galli della Loggia non è il nemico… Molte cose, non tutte,che piacciono a lui piacciono pure a me… la destra non è una massa plebea e sanfedista che rifiuta la modernità e magari inneggia ai Putin e Dugin contro la globalizzazione e per un sovranismo impossibile…

  3. Bisognerà capire, e ciò avverrà solo se andranno al governo e con la loro azione politica, se queste destre illiberali temute dall’oligarchia, siano davvero antiestablishment oppure sono una creazione della medesima per ingannare le masse e consolidare il proprio potere. La destra che piace al Galli della Loggia suppongo sia quella rappresentata dal PLI nella Prima Repubblica, che prendeva il 3% dei voti, ed era erede di quella Destra Storica che danneggiò economicamente le masse con la tassa sul macinato, la più criminale delle imposte mai introdotte nella storia italiana assieme all’IRAP.

  4. Tipico pensiero di un privilegiato benestante di sinistra, che, in sostanza, pensa in modo del tutto arbitrario ed autoreferenziale di essere lui solo in grado di capire “la modernità” e non considera nemmeno lontanamente come ipotesi di essere rimasto lui stesso ancorato a schemi e stereotipi del passato. Giudica come “disagiato” chi non accetta i cambiamenti, dimostrando così di essere lui stesso il primo a non accettarli.

  5. Werner. Appunto, l’unica destra possibile è proprio quella, l’erede del meglio del vecchio PLI (si spera…), opportunamente modernizzato. Il mio Giolitti. E lascia stare la tassa sul macinato. La sinistra ha fatto ben di peggio…

  6. @Guidobono
    Eh infatti, per te l’unica destra possibile è quella che piace alla sinistra. Modello Futuro e Libertà per l’Italia, la porcata del Tulliano in cui uno dei maggiori esponenti è l’attuale segretario di +Europa. Con auspici del genere fatti da te e dal Galli della Loggia, sconfiggere la sinistra sul piano politico e culturale è un miraggio.

  7. Sig.CARLO,Chapeau,WELL done,ha analizzato il polituncolo perfettamente..

  8. Werner. E tu con che armamentario culturale tu la vorresti debellare? Mazzini, Evola, Dugin, De Benoist, Rocco, Gentile, Spirito, D’Annunzio, Padre Pio?

  9. Trovo l’articolo di Grandi sostanzialmente condivisibile. I temi affrontati sono tanti e vasti. Mi limito a qualche considerazione superficiale. Non bisogna confondere la tecnologia con la modernità: io sono contro la modernità, filosoficamente, ma non rifuggo dall’evoluzione della tecnica. Semplicemente si può dire che quello attuale è un problema di libertà: non capisco perché non si possa criticare la modernità, al di là delle categorie destra e sinistra. A me repelle istintivamente l’indole della modernità, cosa dovrei fare? Stare zitto? Accettare passivamente tutto ciò che mi circonda? Non ci si accorge che la gente è alla disperazione? Il non credere più a nulla, ad eccezione del benessere immediato, porta alla disperazione, e anche all’indebolimento del carattere, è inevitabile che in questa condizione si facciano raffronti con il passato. Una citazione di Jean Cau: “Aristocratici e contadini accettavano che i loro figli andassero in guerra e rischiassero la morte. Il borghese invece nasconde i suoi figli perché il coraggio o l’obbedienza eroica non fanno per lui.” Aggiungo: che vita è quella nella quale non c’è alcun principio superiore per cui daresti la vita stessa?

  10. I contadini accettavano che i propri figli andassero a combattere in conflitti assolutamente non capiti per atavica sottomissione, non per scelta cosciente. Peraltro un gran numero di ufficiali borghesi morì nella WWI e non solo, assolutamente non nascondendosi… Semmai in parte nella WWII, perchè come diceva un mio parente: una cosa è andare a farsi bucar la pancia per il Re, un’altra per Mussolini…

  11. … Infatti si è visto in quanti si sono fatti bucare la pancia volentieri per il re pippetta e per i suoi ascari partigiani bianchi … , una famiglia chiamata “reale” fatta da sempre di spie, delatori, imboscati e traditori , una dinastia flirtante da sempre con la massoneria francese da un lato e “la sapiente loggia Inglese” dall’altro, eterodiretta da tutti i peggiori potentati anti-nazionali e dalle lobby, e di cui nella residuale discendenza maschile di oggi si vede il risultato del ” gentil-seme ” …

    Ovviamente “una destra intellighentia” in combutta ed imparentata/infeudata ” con l’altra ” sinistra intellighentia” , anche questa da sempre di “nobil natali ” , quella degli Agnelli , dei De Benedetti/Caracciolo, i “fratelli” del mitico gruppo l’Espresso …
    Nel loro profondo, nella loro antropologia piu’ recondita, tutti schifosamente anti-italiani ed anti-fascisti …

    Aveva ragione Carlo Pisacane che vedeva proprio nel Piemonte il nemico principale del vero Risorgimento e dell’Anti-Nazione, e che con il Vaticano non hanno permesso a questo Popolo di riscattarsi/emanciparsi ” come avrebbero dovuto/voluto fare …

    E da tutto questo “marciume” non ci siamo mai riusciti mai a liberare, nonostante Pisacane e Mazzini, nonostante, Alfredo Oriani, Gentile a Gramsci, nonostante, Marinetti, D’Annunzio e Mussolini, nonostante due conflitti mondiali ed il Fascismo …
    Questo centro nevralgico dell’Anti-Nazione, che ha lavorato sempre contro la Nazione e per conto terzi …

  12. Io vengo da una famiglia contadina: la guerra non piaceva a nessuno però ci andavano e la facevano (un mio prozio è stato tra i pochi a tornare dalla Russia… a piedi) con dignità. I veri imboscati erano gli operai e l’alta borghesia, la piccola borghesia era la classe che contava più volontari.Mussolini avrebbe potuto conquistarsi i contadini ma alla fine, anche per mancanza (a parte i sindacalisti) di una classe dirigente all’altezza fece poco o nulla e i contadini rimasero legati al re.

  13. Beh, penso che Cau si riferisse all’uomo contemporaneo, credo che con la parola “borghese” identifichi l’uomo di oggi, il suo carattere profondo, non penso volesse fare a un discorso di classi… altrimenti non avrei riportato la frase citata.

  14. Quel mio parente era un militare, finito generale, che era Capo di Gabinetto di De Vecchi, il Quadrumviro, quando egli era Governatore dell’Egeo. Con la logica di Catalina, pure D’Annunzio, in quanto massone, era antitaliano…e rimangono così 4 gatti esaltati, senza milizia, a concionar del nulla…

  15. Ed intanto gli eredi di Giap, dell’antimperialismo del Vietcong ecc., i cui corifei italioti han rotto le balle quando ero giovane, ospiteranno nel 2020 una gara di Formula Uno, il massimo spettacolo della globalizzazione del capitalismo liberista…

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