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Il post (di M.Veneziani). Quando si estinsero gli italiani tra furbizia e denatalità

Pubblicato il 21 Ottobre 2019 da Marcello Veneziani
Categorie : Politica
Denatalità problema italiano ed europeo

Denatalità problema italiano ed europea

Gli italiani erano una popolazione subeuropea che si estinse per eccesso di furbizia e difetto di natalità. Mangiarono per anni pane e volpe e restarono intossicati dai loro stessi veleni, il malaffare per i regnanti e il malanimo per i sudditi. Non nascevano più opere né imprese perché tanta era la cresta che finivano i budget prima di partire. E non nascevano più figli perché gli italiani si autosterilizzarono per amor di sé; praticavano il sesso figurato o col selfie, copulavano col tablet procreando microchip, si fecero trans o single, si accoppiavano con lo stesso sesso o abortivano appena per errore si profilava una creatura. Sostituirono i figli coi cani e i gatti. Usarono il seme per farsi creme di bellezza e i feti per rigenerarsi la pelle. Dopo le labbra si siliconarono il cervello. Passarono dalla dolce vita alla dolce morte; ma col dolcificante, perché lo zucchero fa male. Al culto preferirono i paraculti, di cui erano maestri. Senza prole scoppiarono di migranti. Ai giovani negarono il lavoro ma per garantire l’equità sociale tolsero agli anziani la pensione. Appena un italiano veniva sorpreso a lavorare era tartassato e multato fino a dissanguarlo. Chiusero le aziende e subentrò la cassa disintegrazione, la Fiat fuit e il marchio italiano finì all’estero o in subappalto dai cinesi. In politica vinse il travestimento, nacquero governi transessuali e premier escort. Prima di estinguersi, gli italiani organizzarono una memorabile festa d’addio e finirono in bignè di cremazione pasticcera.

Di Marcello Veneziani

24 Responses to Il post (di M.Veneziani). Quando si estinsero gli italiani tra furbizia e denatalità

  1. Il problema della denatalità risale almeno agli anni 80: il motivo sono l’edonismo e l’individualismo a cui si èsono aggiunto il precariato lavorativo. Il problema in generale riguarda tutte le popolazioni europee e credo sia oramai irreversibile. La gente non ha voglia di accudire e crescere bambini ha mille alternative al contrario di una volta(almeno fino agli anni 60) quando i figli erano l’unica gioia che potesse capitare nella vita .

  2. No, anticoncezionali e nuovo ruolo della donna nella società. I bambini prima venivano, non erano quasi mai cercati…E molto sovente si percepivano non come una benedizione…

  3. La gente oggi non mi sembra più felice perchè ha snarrito la ‘progettualità, la fiducia , la speranza del futuro individuale e collettivo. Ma non ci possiamo far nulla. Più nessuno vorrebbe andare a farsi bucar la pancia per il Re… Ancora all’epoca della I Guerra Mondiale gli imboscati ed inabili alla leva eran generalmente guardati con disprezzo dalle ragazze di ogni ceto: ‘chi non serve per il Re non serve per nessuna Regina…’ dicevano…

  4. Sempre piu’ ” auto-conservatori di se stessi ” e sempre meno Conservatori di Valori quel particolare ” movente ” per cui vale la pena di Uccidere e vale la pena anche di Morire ….
    E’ vero, ha ragione Veneziani qui di Adrenalina e Testosterone maschile ne è rimasto ben poco è per questo che hanno vinto loro ed il loro dio minore ….

  5. E’ vero che quando in Italia si facevano molti figli, nella stragrande maggioranza dei casi gli italiani li facevano inconsapevolmente, ma ciò non significa che ad avere una discendenza (specie se mascolina) non ci tenevano, anzi è vero il contrario. Oggi invece si conoscono tutti i modi possibili per non fare figli, e se siamo in denatalità è perché la maggior parte di noi contemporanei se ne fotte altamente di avere dei discendenti, di trasmettere i propri geni e il proprio cognome, per non parlare poi del fatto che se ne fotte del fatto che ci estinguiamo come etnia e come popolo. E’ assurdo vedere che oggi, nel 2019, in tempo di pace e di benessere, in Italia nascono meno di 500 mila bambini all’anno, di cui quasi il 20% stranieri, mentre invece al tempo dell’ultima guerra, in mezzo a bombardamenti, povertà e distruzioni varie, ne nascevano quasi 1 milione l’anno. La differenza tra l’Italia di allora e quella di oggi è senz’altro di natura socioculturale e l’ambiente che era molto meno inquinato di oggi. Ma c’è soprattutto una differenza: 80 anni fa c’erano le donne con la D maiuscola, oggi a causa del Sessantotto e del Femminismo, la nostra popolazione di sesso femminile è composta in prevalenza da donnacce, che di femminile hanno solo l’anatomia. Diciamolo pure, tra “emancipazione” femminile e denatalità c’è una chiara correlazione, perché se in epoca pre-sessantottina e pre-femminista, per ogni bambina che diventava donna, il matrimonio e la maternità erano l’obiettivo principale della propria vita, anche se andava a lavorare, e non a caso si concedevano sessualmente solo all’uomo che sposavano. La situazione odierna invece, vede la donna (o quel che ne rimane), pensare solo e unicamente alla carriera, alle cose materiali, ai viaggi e a fare esperienze sessuali con tanti uomini nel corso della vita, e il matrimonio e la maternità vengono messe da parte, e ritenute non indispensabili e facoltative.

  6. Da noi si è assistito all’esatto contrario di quanto preconizzato dai futuristi: ‘non guerra, sola igiene del mondo!’, ma ‘guerra, garanzia di sicura decadenza’. Gli italiani del dopoguerra, ricostruzione a parte, sono ricaduti nell’individualismo, nei vizi e debolezze secolari, quelli che descriveva il Leopardi, tutti, nobiltà e plebe… non credendo più in nulla, forse solo nella furbizia spicciola e nella intrinseca’sporcizia’ della politica, il che non aiuta, ovviamente, non stimola la coesione sociale…allontana sempre più l’idea di una comunità organizzata…Comunque, essendo darwiniano, l’estinzione eventuale corrisponde a superiore ragione di natura, quindi inutile farci il sangue marcio….

  7. Werner. Nella vecchia, estesissima civiltà contadina, i figli maschi erano braccia per il lavoro, quindi erano i benvenuti. Molto meno le femmine…

  8. Il berlusconismo è l’essenza stessa della decadenza: individualismo, edonismo,mancanza di qualsiasi valore che non sia il denaro, consumismo, il vero prodotto del 68.Per quanto riguarda le donne, anche ai maschi fa comodo avere tante donne dispobili senza bisogno di impegnarsi in una relazione seria.

  9. Mi sa che parecchi sono pronti per costituire con un Giulietto Chiesa il neo partito comunista d’Italia: marxista, stalinista, anticonsumista, russofilo, antiglobalizzatore in quanto anti americano, spregiatore di libertà individuali ecc. Auguri!!!

  10. Oltreché antigermanico ed “antifascista”, ça va sans dire…

  11. @Gallarò
    Agli omuncoli fa comodo avere delle donne non più femmine, non agli uomini veri, che sono ormai minoranza. Questi stessi omuncoli poi si lamentano se la compagna gli stampa una miriade di corna, se qualche ex parla di tutti i loro particolari della loro intimità, o magari dopo anni di matrimonio scoprono di essere “padri” di un figlio che non è loro. Sono tanti i fattori negativi del disordine sessuale. Il berlusconismo è sicuramente un prodotto del Sessantotto, visto che è liberalprogressista.

    @Guidobono
    Le figlie femmine erano meno benvenute forse dai padri, ma non dalle madri che avevano bisogno di chi le aiutava per le faccende di casa.

  12. Werener. Le grandi, perchè aiutavano a crescere i fratellini più piccoli. E spesso poi neppure si sposavano. In ogni caso un mondo gramo, pieno di vittime che non rimpiango per nulla…Neppure le donne di ieri. Meglio mia figlia e la sua generazione, vedremo la nipotina Claretta, che quella delle nostre madri e mogli (le nonne non le ho conosciute) per nulla felici di far ‘l’angelo del focolare’ e precocemente depresse…

  13. Siete patetici con l’affibbiare l’etichetta “berlusconismo” a ciò che non vi piace! Premesso che tranne la prima volta non l’ho più rivotato, il problema non è Berlusca o il “berlusconismo” (per me inesistente), quanto l’incapacità della società e della politica italiana di essere veramente moderni, efficienti, creativi. Magari si fossero realizzate le promesse del Berlusca! La gente vuol benessere e libertà, quindi ovviamente è liberalprogressista, ma tale liberal progressismo non può essere gestito da cattocomunisti, parassiti neoborbonici del ‘Reddito di Cittadinanza’, buzzurri legaioli, mafiosi vari, corporazioni chiuse a riccio nella difesa di privilegi assurdi (magistratura) e…sindacalisti comunistoidi con l’anello al naso!

  14. Ma che mondo era dove una donna (regina o contadina) aveva in media 18-20 gravidanze (se ci arrivava) e comunque l’ultima quasi sempre fatale? Una fattrice. Benvenuti gli anticoncezionali ed una cultura domestica e sessuale non più dominata dal prete…

  15. Scusi Guidibono dov’erano le donne che avevano venti figli? mia nonna materna tre fmmine , mia nonna paterna 5 maschi una femmina ,la vita era sicuramente dura (contadini nell’appennino parmigiano) e avara di soddisfazioni economiche; io sono vissuto intorno qualche mese coi nonni materni in una casa coi muri a secco, senza servizi igenici, senza automobile ma mi sentivo un re.A 45 anni mi trovo a dover mettere su famiglia con uan studentessa di 27 anni ma sicuramente i nostri figli avranno un’infanzia molto ma molto più brutta.Ps . il Fascismo era anticonsumista.La società del Berlusca è consumismo all’ennesima potenza basta avere i soldi epuoi avere tutto.

  16. Il fascismo non era consumista perchè c’era poco da consumare (ma la pubblicità lo era eccome, basta andare a rivedersela…). Non ho scritto 20 figli, ma 20 gravidanze, il che è ben diverso. La madre di Napoleone si sposò a 13 anni ed ebbe 13 gravidanze, fino alla morte del marito 38enne…ad esempio. Mio nonno paterno aveva 10 fratelli, mio padre 4, io figlio unico! Ma i bambini andavano spesso a lavorare prima dei 10 anni (mio padre a 13, mia madre a 11 e poi… tante scuole serali) e nessuno si poteva sentire un re…semmai godeva della giovinezza… Non esaltiamo gli orrori e limiti del passato. Nel mondo di ieri i soldi erano concreti, oggi meno, ma tutti stanno materialmente meglio (una volta i poveri mangiavano carne 2 volte all’anno, senza essere vegani!) e potrebbero starlo ancora di più se la classe politica venisse scelta meglio…Non facciamo l’elogio del pauperismo. Il progresso tecnologico ed il capitalismo hanno portato benessere e sicurezza, non dimentichiamolo. Non piangiamoci sempre addosso. Se poi le nuove generazioni sono ‘molli’ e non sappiamo neppure difendere il nostro territorio dal Lumpen africano quella è colpa nostra…non del Berlusca…

  17. Werner. Non mi piace il disordine sessuale, ma neppure mi piacerebbe che mia figlia venisse considerata dal marito alla stregua di un”buco” dove sfogare in modo animalesco e sempre uguale la propria virilità…Quando avrai una figlia grande ne potremmo forse riparlare, ma io allora non ci sarò più!

  18. Qui si ciancia di ’68, quando credo che forse l’unico che l’abbia vissuto da adulto sono…io! Il ’68 fu tante cose assieme, essenzialmente negative, ma certo non fu consumista o individualista! La società occidentale tendeva allora a secolarizzazione, consumismo, edonismo, garantismo, non il movimento del ’68 che fu essenzialmente antiautoritario, pacifista, ‘facilista’, un po’ anarcoide, pre-grillino… con una caratterizzazione comunistoide assai presto evidente. Ma allora venne da noi giovani vissuto soprattutto come esperienza di (relativa) ed ovviamente positiva libertà sessuale. Fino ad allora l’unico anticoncezionale diffuso, sia pur dall’efficacia relativa ed abbastanza frustrante, era la “retromarcia sincronizzata”… Dopo i maschi continuavano essenzialmente imbranati, ma le femmine scoprirono nuovi orizzonti e ci presero per mano…

  19. @Guidobono
    Non so se mai avrò figli, ma pur essendo più giovane di te, tra una figlia che arriva illibata al matrimonio in giovane età, ed una promiscua che ha cambiato almeno 7 compagni nella vita (senza includere possibili partner occasionali), preferisco di gran lunga la prima, e per me rappresenterebbe un vanto. Forse sarò retrogrado nella mentalità, ma non me ne frega nulla del fatto che il disordine sessuale sia la “normalità” nella società di oggi. E proprio per questo non riesco a comprendere l’atteggiamento della maggior parte dei padri di oggi che permettono alle figlie, già minorenni, ogni sorta di libertà, non solo sessuale. Che razza di padri ci sono oggi, che permettono alle figlie adolescenti di uscire tardi la sera e di ritirarsi a casa all’alba, senza pensare minimamente cosa possano combinare, tipo drogarsi o ubriacarsi? Ricordo sommessamente che le povere Pamela e Desireé, uccise e stuprate da immigrati africani, sono vittime di questo libertinaggio. Io penso che prima di essere mariti e padri bisogna essere uomini, fattore indispensabile per svolgere come si deve due ruoli molto difficili. Ma é evidente che, vista la situazione attuale, i padri di oggi sono per gran parte omuncoli. D’altronde, uno dei danni commessi dal Sessantotto sulla società fu l’abbattimento del patriarcato, ed oggi ne vediamo gli effetti.

  20. Werner. In medio stat virtus… Il patriarcato era già morto…Vivi la vita d’oggi, non quella di ieri (che non era neppure gran cosa) irrimediabilmente finita… Ma ricordati che l’importante è essere l’ultimo uomo di una donna, non il primo…

  21. Werner. I genitori di oggi sono spesso a loro volta divorziati, riaccoppiati, drogati, alcolizzati, certamente irresponsabili ecc. ecc. Al massimo accompagnano emotivamente i figli, quando non se ne disinteressano del tutto…Non hanno ricevuto alcuna educazione ed, ovviamente, non sanno trasmettere nulla ai figli. La scuola a sua volta è piena di pazzi e squinternati ‘tuttidiritti e zerodoveri’ che dovrebbero teoricamente insegnare qualcosa, figurati…L’irresponsabilità domina sovrana. Da ogni parte dell’Occidente, rassegnati e se puoi, consolati.

  22. Mussolini voleva tenere la tessera annonaria anche per la fine della guerra.In 40 anni la società italiana ha avuto un declino pauroso, dove vi erano uomini e donne forti (mio zio tornò a piedi dalla campagna di Russia) sono rimasti solo degli ebeti. Il 68 fu la distruzione (68 nato in California e teorizzato dagli ebrei della Scuola di Francoforte) di quella che era la cultura profonda del popolo italiano, distruzione iniziata , come denunciò Commisso, con le jeep americane che risalivano l’Italia sconfitta.Siamo diventati americani anche noi : sotto psicofarmaci, atomizzati, senza relazioni stabili, precari nel lavoro,schiavi di un consumismo demenziale. Presto finiranno i soldi dei nonni e dei genitori e ci risveglieremo dal sogno americano.

  23. Gallarò. Certo che se prometti la tessera annonaria pure dopo la fine della guerra, agli italiani, nessuno, neanche Cesare, avrebbe mai vinto niente… I soldi stanno finendo, ci sono tanti debiti, ovunque. Ma non mi vedo le nuove generazioni con tanto spirito combattivo. Faranno col fare gli accattoni in una decadenza progressiva e senza fine. Lascia perdere il ’68 e gli americani. Il ’68 ci fu anche altrove, come la WWII, ma non tutto è andato necessariamente in vacca come in Italia. Il sogno americano era pur sempre meno peggio (e di molto) rispetto allo stalinismo russofilo dei comu nostrani….

  24. Gallarò. Ho parlato abbastanza a lungo con alcuni sopravvissuti al famoso incidente o miracolo delle Ande (1972), tra i quali i massimi ‘eroi’, Canessa e Parrado. Erano i sopravvissuti ventenni di buona famiglia che mai avevano provato le durezze della vita. Eppure in quelle condizioni estreme trovarono la forza di sopravvivere per 72 giorni. Lascia perdere ebrei, teoremi, supermercati riforniti come simbolo del male. Anni fa conversai con la moglie di un calciatore sovietico arrivato alla Juve. Nei primi giorni di Torino, come raccontava poi, era come impazzita a vedere tutto quel ben di Dio! Il primo giorno riempì il carrello di carta igienica, come nell’URSS, prima che mancasse magari per mesi. Al cassiere stupefatto cercò di far capire…poi presto capì lei, che in una economia di mercato non dipendi da un grigio burocrate e dalle inefficienze della pianificazione, per fortuna…Abbiamo, noi italiani, come nazione, la colpa storica di aver creduto in Mussolini dopo il 1935, quando finì di essere un capo saggio ed innovatore per convertirsi in un imperialista da strapazzo, senza tenere in conto la nostra forza effettiva, le nostre (poche) risorse. Andò come era inevitabile. Ma il passato solo serve se ci insegna a non ripetere stoltezze, non per cercarci segni di grandezza o miseria. Il confine tra l’una e l’altra è fragile… Pensa alla orgogliosa Germania del III Reich e poco dopo ai due milioni di donne tedesche violentate e talora uccise, oltre alla distruzione sistematica delle antiche città tedesche. culla della Kultur… Se le cose successero, successero. Bisogna guardare avanti… Saluti!

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