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Il post. Se in Danimarca vince la sinistra anti-immigrati di Mette Frederiksen

Pubblicato il 25 Giugno 2019 da Giuseppe Del Ninno
Categorie : Politica
 Mette Frederiksen

Mette Frederiksen

Smantellamento di tutti i centri-profughi presenti sul territorio nazionale; chiusura di tutte le strutture di accoglienza per richiedenti asilo; deportazione in Nordafrica degli ospiti di tali centri, focolai di illegalità (i centri-profughi sono scarsamente controllati dalla polizia e in essi prolifera di conseguenza lo spaccio di droga e la propaganda islamista); trasferimento coattivo in Nordafrica degli ospiti stranieri delle strutture ricettive come politica giusta e umana, non essendo affatto eroico o misericordioso ammassare nel nostro Paese migliaia di immigrati di cui non conosciamo nulla e causare così enormi tensioni sociali nella nostra società: i problemi dei profughi non si risolvono spostando questi ultimi dalla loro patria in Europa, ma dando a costoro opportunità e speranze nei rispettivi Stati di origine.
Questi punti programmatici – di prossima attuazione – non sono stati espressi da Salvini o dalla Meloni, ma da Mette Frederiksen, la leader socialdemocratica del nuovo governo danese di centrosinistra (se li avessero cominciati ad attuare i nostri leader “di destra”, avremmo avuto le piazze invase dal “popolo di sinistra”, con i vescovi in testa. Forse, fuori d’Italia esiste una sinistra che ragiona e, soprattutto, ascolta “il popolo”).

@barbadilloit

Di Giuseppe Del Ninno

2 Responses to Il post. Se in Danimarca vince la sinistra anti-immigrati di Mette Frederiksen

  1. Esiste qualcuno intelligente anche a sinistra, e la Frederiksen lo è senz’altro, visto che ha dichiarato “Per me, sta diventando sempre più chiaro che il prezzo della globalizzazione non regolamentata, l’immigrazione di massa e la libera circolazione del lavoro sono pagati dalle classi inferiori”. Nessuno nella sinistra “ufficiale” – sia liberaldemocratica che massimalista – a cominciare da quella italiana, lo dice, ma è normale visto che non si occupa più di diritti sociali, ma solo di quelli “civili”, e non a caso, quella classe lavoratrice a cui generalmente si rivolge per i consensi, non la vota più.

  2. La propria terra, il lavoro, i servizi pubblici, non si difendono con il “diritto all’accoglienza” indiscriminato. Questo lo dovrebbero capire tutti, ma l’Italia è purtroppo piena di ipocriti, di idioti, di pusillanimi. La pretaglia poi dovrebbe essere cacciata via a calci. Aboliamo la Conciliazione ‘fascista’!

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