• Home
  • Il Clan
  • Privacy Policy
  • Contatti
giovedì 15 Ottobre 2026
Nessuno risultato
View All Result
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
Home Cultura

“La vita quotidiana come gioco di ruolo” e la lotta contro i “padroni del discorso”

Partendo della "metafora teatrale” del sociologo canadese Erving Goffman, si giunge a vedere la vita sociale dell'uomo in maniera simile ad un “role-playing game”

di Daniel Bravo
20 Gennaio 2022
in Cultura
0

“La vita quotidiana come gioco di ruolo“, edito da Mimesis, può essere definito a rigor di termini un saggio di “microsociologia”, occupandosi in via principale dell’Io umano immerso nella vita di tutti i giorni e colto nella sua duplice opera di co-creatore di sé stesso e della realtà sociale circostante, esulando dunque da implicazioni riguardanti le “macrostrutture” storico-sociali e le cosiddette “metanarrazioni”, pur non mancando già a partire dall’Introduzione di proporre una panoramica sulle origini mitologico-archetipiche della vita dell’uomo in società  e incursioni nella storia del pensiero sui suoi sviluppi nel tempo e nello spazio, come nel caso del concetto di “persona”.

Partendo della “metafora teatrale” del sociologo canadese Erving Goffman, dunque dall’assunto per cui l’individuo sulla scena sociale (frontstage)  svolga al contempo il “ruolo” di “attore” e quello di “personaggio”, partecipando ad una più o meno volontaria rappresentazione teatrale che tanto ricorda quella tragicomica “pupazzata” di pirandelliana memoria, rapportando il tutto ad una forma consona al XXI, nel corso di queste pagine si giunge a vedere la vita sociale dell’uomo in maniera simile ad un “gioco di ruolo” (role-playing game), in cui è il “potere”, da intendersi non tanto nell’accezione giuridico-politica di struttura-ordinamento, quanto in quella socio-relazionale di creatore di significati sociali ed “etichette”, e dunque di “padrone del discorso” (quasi una sorta di Demiurgo da cosmogonia gnostica o di kafkiano occulto  e innominabile burocrate o, forse meglio, un impersonale heideggeriano “Si”, si afferma nel saggio), a determinare “ruoli” e “copione” (script).

E cosa succede se, malauguratamente, non si sia in grado di essere dei bravi attori sulla scena della “vita quotidiana”? Balducci, l’autore del saggio, ci informa circa il destino del malcapitato:

Una mancata riuscita della “recita sociale” significa per cui ‘perdere la faccia’, e ciò oltre ad essere fonte di vergogna […] comporta una diminuzione della possibilità di effettuare previsioni circa il proprio ‘ruolo’ all’interno delle relazioni sociali.

 Ampio spazio nel corso del saggio riveste la trattazione del tema delle “istituzioni totali”, quali caserme, carceri, case di cura, campi di prigionia, luoghi in cui di frequente la dignità umana ha a patire, anche a causa della oggettiva difficoltà che chi si ritrovi implicato (volente o nolente) in simili contesti viene a sperimentare nella possibilità di attuare le classiche forme di difesa solitamente poste in atto dall’Io umano nella realtà sociale ordinaria, essendo le “istituzioni totali”, spiega Balducci:

istituti che condividono le medesime caratteristiche che permettono di distinguerli dalle normali ‘istituzioni sociali’, identificabili nell’allontanamento o esclusione del soggetto ospite dal resto della società, nel controllo effettuato ‘dall’alto’ sui soggetti sottoposti da parte di un apparato amministrativo di tipo centralistico, nonché in un rigido formalismo delle dinamiche interne. L’aggettivo ‘totale’ […] sta ad indicare l’ampiezza e la profondità della coercizione che l’istituzione effettua sugli individui».

I temi di questo agile saggio, che ha il merito di tradurre con linguaggio divulgativo argomenti che potrebbero risultare piuttosto ostici per i “non addetti ai lavori”, sono dunque quelli del “microinterazionismo” e dell’“interazionismo simbolico” fatti propri dalla speculazione di Erving Goffman, fra i maggiori sociologi della seconda metà del XX secolo, il quale ebbe a porre in chiaro i nessi esistenti tra la propria visione della realtà sociale con le sue strategie di difesa della “faccia” (face), vera e propria schermatura sociale a protezione dell’Io, e la “teoria dei giochi”, e da Howard Becker, sistematizzatore della “labeling theory” (lett. “teoria dell’etichettamento”), tra le maggiori menti nell’alveo del dibattito sociologico della Scuola di Chicago, alle cui tesi ampio ricorso si farà nel saggio. Degno di nota l’excursus storico-critico della materia sociologica attraverso l’analisi delle idee più rappresentative dei padri della disciplina, tra cui Comte, Durkheim, Weber.

L’autore, Giovanni Balducci, classe 1988, una laurea in Giurisprudenza con una tesi in Sociologia giuridica sui temi del “microinterazionismo” e dell’“interazionismo simbolico”, si occupa di consulenza del lavoro e di pubbliche relazioni in ambito legale e della comunicazione politica. Collabora con riviste e testate giornalistiche, tra cui Barbadillo e CulturaIdentità. Ha partecipato all’edizione 2019 dell’Alamanacco Repubblicano con il saggio “Nietzsche, Mazzini  e l’idea di Europa” e all’edizione 2021  con il saggio “Un mondo nuovo: Sì ma quale?”.

* “La vita quotidiana come gioco di ruolo. Dal concetto di “face” in Goffman alla “labeling theory” della Scuola di Chicago”, di Giovanni Balducci, Mimesis, Milano-Udine, 2021, p.120, euro 10

@barbadilloit

Daniel Bravo

Daniel Bravo

Daniel Bravo su Barbadillo.it

Tags: giovanni balducciLa vita quotidiana come gioco di ruolomimesis

Related Posts

Usa, 2006: in “Primetime” il conduttore tv Robert Pattinson cerca pedofili per fare ascolti. E salire più in basso

Usa, 2006: in “Primetime” il conduttore tv Robert Pattinson cerca pedofili per fare ascolti. E salire più in basso

15 Ottobre 2026
Alain de Benoist: “Ecco cosa penso della Remigrazione da una prospettiva imperiale”

Riviste. Arriva “Trasgressioni” con un saggio di Alain de Benoist su Carl Schmitt e la categoria amico-nemico

15 Ottobre 2026

John Le Carré, Daphne du Maurier, Stephen King, Pankow e “Le vite degli altri”. Esercizi di visione globale

Corsica: Pasquale Paoli visto dai diplomatici veneziani a Versailles nel libro di un allievo di Gioacchino Volpe

“Sul declino dell’umano”: un percorso di Alter Spirito sulla postmodernità e la dissoluzione dell’uomo

“Il professore che amava i draghi”: il nuovo saggio di Gianfranco de Turris su J.R.R. Tolkien

Alain de Benoist: “Alla ricerca della culla degli Indoeuropei”

Jean-Paul Belmondo, il magnifico. La Cineteca di Parigi e Cgtv in Italia ricordano il grande attore francese

La forza della poesia. Le quartine di Omar Khayyam tra misticismo ed edonismo

I più recenti

Luigi Caricato, oleologo controcorrente: “Solo una vera politica agricola risolverà la crisi dell’olio in Italia”

Luigi Caricato, oleologo controcorrente: “Solo una vera politica agricola risolverà la crisi dell’olio in Italia”

15 Ottobre 2026
Usa, 2006: in “Primetime” il conduttore tv Robert Pattinson cerca pedofili per fare ascolti. E salire più in basso

Usa, 2006: in “Primetime” il conduttore tv Robert Pattinson cerca pedofili per fare ascolti. E salire più in basso

15 Ottobre 2026
Alain de Benoist: “Ecco cosa penso della Remigrazione da una prospettiva imperiale”

Riviste. Arriva “Trasgressioni” con un saggio di Alain de Benoist su Carl Schmitt e la categoria amico-nemico

15 Ottobre 2026
London calling. Il tifo degli inglesi per il gran Giuseppe

London calling. Il tifo degli inglesi per il gran Giuseppe

14 Ottobre 2026
John Le Carré, Daphne du Maurier, Stephen King, Pankow e “Le vite degli altri”. Esercizi di visione globale

John Le Carré, Daphne du Maurier, Stephen King, Pankow e “Le vite degli altri”. Esercizi di visione globale

14 Ottobre 2026

Siti amici

  • 10 righe dai libri
  • Appennini di Gian Luca Diamanti
  • Arianna Editrice
  • Associazione Eumeswil Firenze
  • Calcio e statistiche
  • Diretta.it
  • Eclettica edizioni
  • Finanza Sexy
  • Hamelin Prog – Progressive Rock Magazine
  • Il blog di Roberto Perrone
  • Il diario del gigante Paolo Isotta
  • L'eminente dignità del provvisorio
  • linkiesta
  • melascrivo
  • Polémia
  • Rivista Visio
  • SilviaValerio.it
  • Storia in rete
Facebook Twitter Instagram

“All’orizzonte di quell’oceano ci sarebbe stata sempre un’altra isola, per riparsi durante un tifone, o per riposarsi e amare”.
Hugo Pratt

Barbadillo è un laboratorio di idee nel mare del web che, a differenza d’altri, non naviga a vista. Aspira ad essere un hub non conformista, un approdo libero nel quale raccogliere pensieri e parole e dove donne e uomini in marcia possono fermarsi a discutere insieme di politica, ecologia, musica, film, calcio, calci, pugni e rivoluzione.

Ultimi articoli

Luigi Caricato, oleologo controcorrente: “Solo una vera politica agricola risolverà la crisi dell’olio in Italia”

Luigi Caricato, oleologo controcorrente: “Solo una vera politica agricola risolverà la crisi dell’olio in Italia”

15 Ottobre 2026
Usa, 2006: in “Primetime” il conduttore tv Robert Pattinson cerca pedofili per fare ascolti. E salire più in basso

Usa, 2006: in “Primetime” il conduttore tv Robert Pattinson cerca pedofili per fare ascolti. E salire più in basso

15 Ottobre 2026
Alain de Benoist: “Ecco cosa penso della Remigrazione da una prospettiva imperiale”

Riviste. Arriva “Trasgressioni” con un saggio di Alain de Benoist su Carl Schmitt e la categoria amico-nemico

15 Ottobre 2026

Ultimi commenti

  • Sandro su L’algoritmo e l’anima: perché nell’era dell’intelligenza artificiale servono i classici
  • enrico su Leone XIV parla a Parigi. Prima di battezzare gli ideali del 1789, rileggiamo Burke, de Maistre e Tocqueville
  • Guidobono su Il senso di riscoprire il genio di Giovannino Guareschi
  • Primula Nera su La stanza dell’ospite. Vannacci è all’8%? Solo con lui il centrodestra vincerà ancora le elezioni
  • Tullio Zolia su La stanza dell’ospite. Vannacci è all’8%? Solo con lui il centrodestra vincerà ancora le elezioni
  • Tullio Zolia su Codreanu, l’arcangelo trafitto tra Romania e una idea virtuosa di patria
  • GIUSEPPE MONACO su Codreanu, l’arcangelo trafitto tra Romania e una idea virtuosa di patria

with by amdotcom

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

Nessuno risultato
View All Result
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Questo sito utilizza cookie per fornirti la migliore esperienza di navigazione. Se continui nella navigazione acconsenti all'uso dei cookie.