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Il punto (di F.Cardini). Il Papa, la Lega No-immigrati e una destra diversa (che non c’è)

Pubblicato il 12 agosto 2015 da Franco Cardini
Categorie : Corsivi Politica
Nave di immigrati soccorsa dalla Marina

Nave di immigrati soccorsa dalla Marina

I migranti e gli altri poveri, papa Bergoglio in Vaticano se li è portati con sé sul serio, senza bisogno di aspettare il suggerimento di Salvini o di Calderoli. Chi in questi mesi ha visitato Piazza San Pietro e il colonnato del Bernini, chi ha visto le installazioni igieniche che il vescovo di Roma vi ha fatto installare (e che i suoi sindaci avrebbero da tempo dovuto a loro volta sistemare da qualche parte) si è reso conto una volta di più che quest’argentino fa sul serio.

Qualcuno si è onestamente ma ingenuamente meravigliato che la Coppia Verde sia scesa così duramente in crociata (le crociate, la Coppia le ama…) contro il pontefice, ma sul piano tattico e demagogico i Due sanno bene quello che fanno: e il bisogno, si sa, aguzza l’ingegno. Se non trovano in tempi ragionevoli un’ampia ancorché non solida base elettorale, i Nostri Eroi rischiano di dover tornar l’uno all’odontotecnia (anche se un gruzzoletto, in tutti questi anni, lo avrà ben messo da parte), l’altro alla nullafacenza più o meno confortata di pensione parlamentare. E allora, sotto con i fuochi d’artificio. Tantopiù che la posta è ricca: contro Bergoglio sta da tempo montando una forte protesta che interessa vari ambienti “cattolici” (o, come diciamo noi fiorentini, cattolischeri) di varia obbedienza neocon e/o teocon. Non c’è inoltre dubbio che nella sostanza le intenzioni di papa Francesco, specie con l’enciclica Laudato si’, abbiano ormai acquistato un chiaro profilo: e, se molti fedeli ne sono rimasti convinti e conquistati, molti altri si stanno allontanando invece da una Chiesa nella quale ormai non si riconoscono più. Insomma, Bergoglio è popolarissimo ma anche l’antibergoglismo paga.

Il punto è capire una buona volta quali siano le intenzioni politiche immediate della Coppia Verde. Forse, definirle politiche è esagerato: per far politica occorrono una strategia e una tattica, e i Due sono invece tutta tattica e nulla strategia: ora, con la sola tattica al massimo ci fanno le elezioni. E’ d’altronde non meno vero che in Italia la massima parte di quel che la gente definisce politica è invece pura tattica elettorale e parlamentare. Non è sempre stato così.

La Lega aveva al tempo di Gianfranco Miglio, e in alcuni suoi esponenti magari defilati ha ancora (penso a un Renato Besana o a un Gilberto Oneto) degli intellettuali interessanti, animati tra l’altro da un forte disegno europeistico e da una buona cultura storica che lo renderebbe credibile (un antirisorgimentalismo tutt’altro che bécero, per esempio). Ma la Coppia Verde non sembra interessata a coltivare tali pianticelle, tutta presa com’è a tener insieme gli espontenti di vario tipo non confluiti nel M5S, i reduci di Forza Nuova, i ragazzacci di Casa Pound, i nostalgici del nostalgismo missino.

Già, il vecchio MSI, eutanasizzato una ventina di anni fa, metabolizzato in Alleanza Nazionale, quindi vampirizzato dal vecchio Berluska, poi quasi rinato dalle sue ceneri con i Fratelli d’Italia ma che ormai dalla Lega si lascia trascinare più o meno vivacchiando: ed è un vero peccato, in fondo, perché Giorgia Meloni, per esempio, è una che la politica la fa seriamente e decorosamente, e come leader sarebbe molto più presentabile di altri. Ma tant’è: forse non urla e non minaccia abbastanza. 

Il fantasma della Destra

E allora, eccolo ancora una volta, più e più volte riciclato, il fantasma della “Destra”. Nomi magici ma sempre più ambigui, questi di “Destra” e di “Sinistra”: nati con una connotazione metafisica e apocalittica, radicati nella topografia parlamentare con la glorious Revolution britannica e con la Rivoluzione francese, oggetti di equivoci e di slittamenti semantici (basti pensare al concetto di Nazione, nato “di sinistra” in opposizione al Trono e all’Altare di ancien régime e quindi finito “di estrema destra”. D’altronde, mentre “a sinistra” esistono valori comuni, magari pensati e vissuti a un diverso grado d’intensità, un forte iato sul piano qualitativo sembra essersi imposto invece (salvo momenti anche lunghi di reciproca sopportazione e di alleanza) tra la Destra moderata, quella che si potrebbe definire “storica”, e quella estrema o radicale. Se la Destra storica è il “luogo delle libertà”, contrapposta a una Sinistra che si qualifica semmai come il “luogo della giustizia”, la Destra radicale – inventata nel ’21 da Benito Mussolini, quando egli e la sua sparuta pattuglia di deputati fascisti (quasi tutti di provenienza socialista, sindacalista e repubblicana) scelsero la “Montagna” dell’estrema destra nella collocazione di Montecitorio – desunse in origine la sua qualifica in quanto presentantesi come opposta rispetto all’estrema Sinistra di allora, che nel’17 aveva trionfato con la Rivoluzione d’Ottobre, ma per quanto nel corso del Ventennio assorbisse e metabolizzasse istanze anche liberali e cattoliche restò sempre, quanto meno nella sua retorica e in quella che si sforzò di qualificarsi come “ideologia”, profondamente “antiborghese” e in particolare antiliberal-liberista. Nel MSI del dopoguerra tali istanze, mediate attraverso l’esperienza della Repubblica Sociale Italiana, riemersero ed ebbero a riproporsi più o meno inquinate da un elemento desunto dall’ultimo fascismo, il razzismo antisemita per quanto “corretto” da un certo filosionismo contrastato ma anche diffuso.

Ed è un succedaneo del razzismo, nella forma ambigua e più pratica ed esistenziale della xenofobia piuttosto che in una qualche teorizzazione (presente tuttavia in qualche modo, nella pseudocultura dello “scontro di civiltà”) , quello che adesso sta tornando a reimporsi nelle file della Neo-Destra dopo aver trovato un nuovo catalizzatore nella Lega con il suo anti-islamismo prima, con la lotta contro i migranti che “portano via il lavoro” o che “vorrebbero invaderci (e addirittura convertirci)”.

I temi collegati alla necessità di respingere i flussi migratorii sembrano ormai il cavallo di battaglia della Coppia Verde e dei suoi seguaci. E verranno intensificati, perché sono demagogicamente ed elettoralisticamente molto promettenti. La limatura dei nostalgici di un nostalgismo fascista che ormai – “nicchie” a parte – non paga più, si sta accorpando attorno a queste nuove parole d’ordine.

Dove sono gli intellettuali di destra?

Se in quegli ambienti vi fossero leaders e collaboratori intellettualmente più solidi e capaci, si potrebbe quasi auspicare un sia pur moderato successo di una posizione che, partendo da un’originaria istanza di arginare il movimento migratorio, riflettesse seriamente sulle sue cause profonde: che non stanno nella “fuga” dalle guerre” o “dalle dittature”, e tanto meno nel complotto jihadista teso a invadere l’Europa, ma nella situazione del continente africano nel quale gli interessi delle lobbies internazionali alleati con i locali governi corrotti hanno prodotto il profitto e lo sfruttamento a vantaggio di pochissimi e il degrado ambientale, la carenza di posti di lavoro, la fame, l’imbarbarimento e la disperazione di intere masse umane che oggi altra prospettiva non hanno se non abbracciare il radicalismo jihadista illudendosi di farsene scudo contro il disastro continentale oppure immigrare in quell’Occidente che da molti decenni è il ricettacolo della ricchezza dei loro paesi, drenata senza rispetto alcuno dei loro diritti. Una Neo-Destra che, partendo dalle istanze di limitazione e di eliminazione dei flussi migratori, si ponesse sul serio il problema politico e sociale di questa infausta dinamica che rischia di travolgerci tutti a vantaggio di pochissimi, sarebbe obiettivamente benemerita. Ma attenzione, perché ormai la classe politica al livello mondiale è divenuta quasi del tutto “comitato d’affari” dei gestori di questa dinamica, che sono strettamente connessi alle élites finanziarie mondiali. E quanti ne traggono giovamento sono poi i medesimi che, da noi, finanziano i movimenti xenofobi e i loro mazzieri. Questa cose, Giorgia Meloni ha l’aria di averle capite: e di trovarcisi a disagio. Forse le hanno capite anche i Nostri Eroi: ed è per questo che loro, invece, ci marciano.

@barbadilloit

Di Franco Cardini

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