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Esteri. Il petrolio delle Malvinas rinfocola la faida Gran Bretagna-Argentina

Pubblicato il 7 aprile 2015 da Fabrizio Ciannamea
Categorie : Esteri

imageContinua a salire la tensione tra Argentina e Inghilterra, per il controllo delle isole Malvinas. Le società petrolifere britanniche, che da anni operano in prossimità dell’arcipelago conteso, hanno annunciato la scoperta di un nuovo giacimento petrolifero a circa 170 chilometri a nord delle isole, come rivelato dal Daily Mail. Il giacimento di oro nero, celato nelle profondità dell’Atlantico, risulterebbe essere estremamente remunerativo. Si stima potrebbe valere diversi miliardi di sterline. E naturalmente i Britannici non se lo lasceranno scappare. Viene gettata nuova benzina su un fuoco, che probabilmente non ha mai smesso di ardere sulle Malvinas. Pochi giorni fa, infatti, David Cameron, primo ministro inglese, aveva annunciato l’invio di  nuove truppe a sostegno di quelle che già difendono l’arcipelago nel Sud Atlantico. La risposta argentina non si è fatta attendere, Cristina Kirchner, presidente della Repubblica Argentina, dopo le dichiarazioni inglesi, ha annunciato: “Torneremo a vedere le isole Malvinas come parte del territorio nazionale”. Quella del controllo delle Falkland/Malvinas, e soprattutto del suo tesoro nero sommerso, è una storia che dura dallo storico attacco argentino alle truppe inglesi stanziate a difesa dell’arcipelago, nel 1982. Quella guerra, durata dal 14 aprile al 12 giugno costò la vita a 255 soldati del Regno Unito, e circa il triplo sul fronte argentino.

Le Falkland sono una polveriera che da 33 anni rischia costantemente di esplodere, sulla quale troppo spesso si getta l’acqua della mediazione internazionale, non accorgendosi assolutamente che la miccia resta accesa.

@barbadilloit

Di Fabrizio Ciannamea

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