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Il punto. Se Houellebecq ha ragione e l’Europa è pronta alla “sottomissione”

Pubblicato il 23 marzo 2015 da Giorgio Ballario
Categorie : Corsivi Politica

SottomissioneCopertinaLa notizia è circolata sul web in questi giorni, con articoli a metà strada fra la riflessione politico-sociologica e il commento beffardo in stile Lercio.it. In una scuola media italiana, per la precisione in una classe terza, l’insegnante ha parlato dell’Isis agli studenti e poi ha provato a chiedere quanti di loro, nel caso di un improbabile arrivo dei fondamentalisti islamici in Italia, sarebbero stati disposti a convertirsi forzatamente alla religione di Maometto. Risultato: 23 su 25 avrebbero detto che si sarebbero piegati ai turbanti e barboni e solo due si sarebbero opposti.

Ora, a parte l’assoluto surrealismo della notizia e ammesso di prenderla per buona, che insegnamento se ne può trarre? Che c’è un crollo di valori negli adolescenti italiani? Che siamo un popolo di voltagabbana e opportunisti? Che il terrorismo islamico fa proseliti nei giovani italiani? Oppure, per dirla in modo un po’ più elevato, che Michel Houellebecq ha ragione e l’Europa è ormai pronta alla “sottomissione”?

L’homo europeus nichilista e arrendevole

In fondo la grandezza del romanzo del discusso autore francese sta tutta qui: nell’aver detto in modo chiaro che siamo tutti François, il protagonista, l’intellettuale senza qualità e privo di valori, di punti di riferimento, di ideali. Cioè il perfetto homo europeus, forgiato da decenni di facile benessere, di piccoli compromessi, di cinismo a buon mercato, di nichilismo spicciolo, di materialismo d’accatto, di buonismo profuso a piene mani, di universalismo cretino.

Quando si profila la vittoria elettorale del fronte islamico a François non viene neppure in mente di provare ad opporsi, anzi scappa. Salvo poi rientrare a Parigi non appena si rende conto che l’islamizzazione della Francia non sarà una mattanza stile Isis, appunto, quanto una assai più pacifica compravendita delle coscienze. Chi non ci sta continuerà a campare più o meno tranquillo, senza troppi assilli. Chi invece aderisce al nuovo modello di civiltà – un Islam ammorbidito, occidentalizzato ma non per questo meno totalizzante – ne riceverà grossi vantaggi, economici e sociali. A questo punto la scelta di François è quasi automatica, la sottomissione (e quindi conversione) appare come una logica conseguenza delle cose. La Francia (cioè l’Europa), imbelle e cloroformizzata da decenni di civiltà del nulla, si arrende al nuovo impero senza costrizione né travagli interiori.

Quindi, se in qualche misura siamo tutti François, perché scandalizzarsi per le risposte degli anonimi scolari di terza media? I quali di certo non hanno letto Houellebecq, ma nella loro ancor verde età hanno già capito che in questa Italia berlusconian-renziana non c’è nulla da difendere, se non la propria pellaccia e una parvenza di benessere materiale, peraltro in via di progressivo smantellamento. Scrive Piero Visani:

«I giovani hanno bisogno di vita e di esempi. Non di parole, di esempi. E di idee forti in cui credere. Gli europei attuali fanno finta di non accorgersene, o sono talmente preda della “demonia dell’economia” da non capire di che si tratti. Oppure sono talmente convinti che sia una “società perfetta” (e per le loro loro classi dirigenti lo è, sotto il profilo dei denari e dei privilegi), che non riescono più a comprendere il disagio degli underdog (molti dei quali, peraltro, non sono neppure tali). Manca il senso, abbiamo perso il senso del nostro esistere, sostituito dalle masse… monetarie. Chi si ribella a tutto ciò è un esempio positivo, non un modello negativo».

Settantacinque anni fa ci si interrogava se fosse il caso di morire per Danzica. Oggi il problema neppure si pone: c’è qualcuno che potrebbe anche solo lontanamente pensare che si possa morire per Bruxelles? O per il Vaticano? Hanno ragione loro, gli ignoti studenti vigliacchetti e opportunisti di terza media, che si dicono disposti ad alzare la bandiera nera dell’Isis, in caso di bisogno. Purché gli jihadisti non gli tolgano l’i-Phone, viene da pensare… Hanno ragione loro perché sono i degni figli del nuovo millennio.

Ribaltiamo la domanda ai lettori di Barbadillo: voi sareste disposti a morire per questa civiltà di zombi? Per Renzi, per Marchionne, per Juncker, per Draghi, per la trojka? Io – e scusate la prima persona – una risposta me la sono data: no. Però sarei disposto a farlo per salvare dalla furia iconoclasta dei barbari il Colosseo, il duomo di Firenze, gli scavi di Pompei, i dipinti di Botticelli e i templi greci di Agrigento. Per difendere l’Italia, non gli italiani. Il passato, non il presente.

@barbadilloit

Di Giorgio Ballario

Una risposta a Il punto. Se Houellebecq ha ragione e l’Europa è pronta alla “sottomissione”

  1. Io pure; per il duomo di Siena, la Torre del Mangia, la Maestà di Duccio e il Buongoverno del Lorenzetti. E per i cimiteri dove dormono i miei morti, che combatterono nella Prima (qualcuno lasciandoci la pelle) e nella Seconda (tornando a casa per vie tortuose, tra triangoli della morte e pianure pisane e texane).

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