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Il caso. Se la credibilità dell’Italia si misura (anche) dalla parabola di Manenti a Parma

Pubblicato il 20 marzo 2015 da Giovanni Marinetti
Categorie : Politica Sport/identità/passioni
Il presidente del Parma Manenti, recentemente arrestato

Il presidente del Parma Manenti, recentemente arrestato

Un truffatore, un millantatore, “mister tomorrow”, dove tomorrow è il domani di un pagamento che non arriva mai: è Giampietro Manenti, il presidente del Parma, arrestato per riciclaggio aggravato dal metodo mafioso. Provava a far spuntare dal nulla i soldi che non aveva per potersi permettere il Parma calcio.

Ma perché Manenti ha comprato – per un euro – una società di calcio con oltre 100 milioni di euro di debiti, non avendo nulla in mano? Perché, legalmente, Manenti possiede solo una società con capitale sociale di 7500 euro. Non 7,5 milioni, ma 7500 euro. La risposta potrebbe essere più banale di quanto si creda: per mitomania, certo, ma anche perché pensava di poterci guadagnare tanto. Prima si compra e poi si trovano i soldi, il suo motto.

«Noi tedeschi giudichiamo questo Paese dai suoi generali veri. È su quelli falsi che va misurato», disse il colonnello Muller di Giovanni Bertone, alias il generale Della Rovere. E il mondo del calcio andrebbe misurato su Manenti. Perché Manenti ha creduto di poter essere un novello generale Della Rovere, un finto generale tra i tanti generali del pallone; troppe telecamere, troppi titoli di giornali, e poi la tribuna d’onore. Ah l’onore, quello riscattato proprio dal pregiudicato, ladro, baro Bertone che si finse generale badogliano per aver la vita salva e a forza di fingere si credette un generale vero, tanto da morire con la dignità di un eroe. E invece Manenti è finito in manette e il Parma è precipitato nel baratro del fallimento.

Però, lui, il presidente, in un’Italia di cialtroni e pescecani, di furbi e millantatori, davvero ha creduto che è il ruolo che fa l’uomo, epigono di una cultura da reality che non distingue più vero da verosimile. E quindi, più che per realizzare l’affare del secolo con la truffa perfetta, Manenti ha creduto davvero di essere un presidente, di poterlo essere, di essere un generale vero in un mondo finto come quello del calcio.

Per la cronaca, la storia di Bertone, romanzata da Montanelli, diventò pure un film girato da Rossellini, “trasfigurando in eroe della Resistenza quello ch’era invece un bel tipo di mitomane – ha scritto Montanelli nel libro Soltanto un giornalista – Un’interpretazione che al film valse il Leone d’Oro a Venezia e a me un travaso di bile”. Lo stesso che provano oggi i tifosi del Parma.

@barbadilloit

Di Giovanni Marinetti

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