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RenziGirls. Alessia Morani e l’insostenibile leggerezza delle riformattate (senza quid)

Pubblicato il 12 marzo 2015 da Diletta Maioli
Categorie : Cronache

alessia moraniChi segue la politica, e relativi talk show televisivi, si imbatte spesso nelle Renzigirls. Sere fa, ospite di Quinta Colonna, c’era Alessia Morani, una bella, mora e avvenente deputata del Pd, nonché responsabile giustizia della segreteria del partito. Come tutte (!) le sue colleghe democratiche, Morani, parla molto ma dice poco. Ripete la solita filastrocca del “Noi abbiamo fatto, noi stiamo facendo”, e via annoiando. Ma, ad un certo punto, ecco: il tatuaggio. Il tatuaggio sul collo. Il tatuaggio dietro al collo. Ed ecco aprirsi un mondo.

E allora che fai? Ti metti a guardarla meglio, questa neo deputata, e vedi oltre. Oltre il taglio di capelli alla moda, quasi alla Valentina di Crepax – anche se di Valentina ha solo il colore di capelli -, oltre il vestitino, molto bon ton ma rosso, un rosso cupo (e chi conosce le donne sa che non scelgono mai a caso un colore o un vestito) profilato di nero. E, poi, il pallore che manca – la carnagione olivastra aiuta, certo. Ma qualche lampada, di più -, le gambe sapientemente accavallate e, ovviamente, nude infilate in uno stivale nero con tacco d’ordinanza (scelta alquanto discutibile).

La guardi e pensi a tutte le sue colleghe di partito, quelle più conosciute e chiacchierate, e arrivi alla conclusione che, da tempo, ti frullava in testa: sono tutte “riformattate”. Riformattate come il loro mentore, Renzi, che fa su e giù con la bilancia, che di gusto e stile proprio non ne ha. Ci provano, poverine, ad essere chic ma niente, inciampano sempre in qualcosa. Chi in un tatuaggio – ora aspettiamo la deputata munita di cavigliera -, chi in un reggiseno che spunta quando e dove non deve (ve la ricordate, la soave Maria Elena, fotografata in uno splendido abito lungo, rosso? Era bella, lei. Peccato solo per quel pezzettino di reggiseno nero che faceva capolino dal fondo della scollatura. Perché le scollature così profonde bisogna saperle portare, soavissima Maria Elena, e se ti devi munire di push up fa, almeno, che non si veda).

Per anni, le donne di destra, sono state etichettate e offese, con insulti pesantissimi. Di loro si è detto di tutto e di più, volgarità irripetibili. Mai, le democratiche donne di sinistra, hanno detto una parola in loro favore, anzi, alcune hanno proprio calcato la mano. Ora, guardi ma, soprattutto, ascolti Morani e Boschi e Moretti e, perfino, Madia e pensi che, certe cose dette allora, o più recentemente da qualche insolente grillino, siano davvero appropriate oggi. Con un’aggravante: queste nuove leve della politica di sinistra sono il nulla assoluto. Vanno in tv, rilasciano interviste, e fanno gaffes in serie. Son più famose per il colore degli occhi e per quello dei capelli che per quel che fanno e producono in Parlamento.

E poi diciamolo: è vero, anche a destra qualcuna si sarà “riformattata”, ma la classe di Mara Carfagna nei suoi Armani, lo stile di Stefania Prestigiacomo in ballerine, gli accostamenti sempre perfetti di accessori e borse Hermès di Daniela Santanchè, queste qui neanche nella prossima vita.

E hai voglia ad esser soavi, o quasi Valentine, o Ladylike o botticelliane: al netto di sbattimenti di occhioni, accavallamenti di gambe, messe in piega fresche, che manchi a loro, il famoso quid?

Di Diletta Maioli

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