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Governo. Il politologo Campi: “Renzi senza opposizione. Destre e M5S forze radicali”

Pubblicato il 15 ottobre 2014 da Gerardo Adami
Categorie : Politica

manifesto_renzi“Non avere opposizioni cui rendere conto o con le quali fare i conti è il sogno segreto di tutti i capi politici, ma è l’incubo reale di ogni democrazia che aspiri ad una minima normalità”: Alessandro Campi, politologo dell’Università di Perugia, con un editoriale su Il Messaggero, ha evidenziato come l’Italia viva l’anomalia di un esecutivo guidato da Matteo Renzi che non è contrastato da una vera opposizione parlamentare e sociale.

Il rischio paventato da Campi è quello di un crescente disinteresse del popolo per la politica unito alla parcellizzazione delle rivendicazioni di opposizioni dalla proposta mono o bitematica: “Il pericolo qual è, se questo è lo scenario? Mancando un’opposizione in senso politico-parlamentare, perché finta e di facciata o perché radicale e assoluta, tale da non configurare, in ogni caso, un’alternativa plausibile o auspicabile, i cittadini o si alienano definitivamente dalla politica (divenendo, per così dire, oppositori esistenziali dello Stato e delle sue istituzioni) o danno vita a proprie forme di opposizione e dissenso, che per il fatto di essere frammentate e disperse, monotematiche e parziali, non possono che contribuire ancora di più alla frammentazione del tessuto sociale e istituzionale, oltre a risultare anch’esse improduttive a livello generale”.

Dura e radicale – scrive Campi – è invece l’opposizione dei grillini. Ma a tal punto da risultare quasi inutile. (…) Grillo e i suoi hanno deciso di ripresentarsi come una forza antisistema a tutto tondo.  (…) Lega e Fratelli d’Italia sono la destra radicale che si sta riorganizzando su basi nuove, dopo che è fallito ogni tentativo di costruirne una moderata e liberale. Ha una leadership giovane (Salvini, Meloni), ma idee e tic ideologici vecchi: la xenofobia, il nazionalismo (padano o italiano poco importa), l’uso strumentale di valori religiosi, la battaglia del sangue contro l’oro, ecc. Quanto basta per sopravvivere e magari guadagnare consensi in un’epoca di grandi paure sociali, quando basta, al tempo stesso, per condannarsi ad una perpetua marginalità. E dire che questa stessa destra è stata al governo del Paese per alcuni anni!”.

L’analisi di Campi è, però, troppo tranchant nei confronti delle opposizioni parlamentari al renzismo, catalogate con l’aggettivo “radicali”, definizione che connota forze spesso tendenti all’extraparlamentarismo. Non è il caso di Fratelli d’Italia e della Lega: il primo movimento è guidato da due ex ministri della Repubblica, Meloni e La Russa, mentre il secondo ha tra le proprie fila, oltre a tanti ex ministri, gli attuali governatori di regioni del Nord (Zaia e Maroni).

Incasellare Lega e Fdi in un generico radicalismo (dimenticando che in Europa i movimenti di destra populista differiscono da territorio a territorio) – pur con tante e troppe forzature sui temi legati all’immigrazione – relega alla marginalità forze politiche reali, presenti nel paese, che invece potrebbero predisporre una proposta organica di governo in un eventuale fronte o cartello elettorale anti-sinistra. 

@barbadilloit

Di Gerardo Adami

Una risposta a Governo. Il politologo Campi: “Renzi senza opposizione. Destre e M5S forze radicali”

  1. Si vede che Campi viene da quella nuova destra che ha de-fascistizzato antropoligicamente l’ambiente aprendo , la strada al famoso concetto che non esiste oggi nessuna identita’ politica e culturale da difendrere , ma semplicemente delle identita’ variabili , temporanee e plurali…. Insomma una dottrina antropologica dell’antifascismo, molto peggio quindi della dottrina ideologica …
    Dire che i movimenti radicali di massa sono sempre marginali significa non riconoscere ne’ l’800 ne’ il 900′ …. Ma d’ altra parte chi da deciso da destra di abbracciare una variabile riformista della liberal-democrazia
    cosa ti aspetti ?

    D’ altra parte lui attendeva di ‘ fare futuro ‘ con modelli di servile neoconservatorismo all’ italiana a meta’ tra lebteoria di domenico fisichella fondatore ideologico di an e le splendide intuizioni di karl popper e dellevsue societa’ open …

    Ovviamente Campi viene sistematicamente smentito da i movimenti populusti europei di massa, che abbracciano, sovranismo, nazionalismo, anticapitalismo cioe’ organizzano la Resistenza proprio al modello apolide universalistico popperiano, di cui Campi e’ un portavoce ,,,,

    Volgare trasformista del pensiero debole , che la nuova destra italiana ha generato ., insieme all’ aborto di fiuggi

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