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Libri. “La fine della sovranità” di Alain de Benoist e la dittatura del denaro

Pubblicato il 20 agosto 2014 da Luca Gallesi
Categorie : Cultura Libri

la-fine-della-sovranita-libro-71692Nel commentare le ricorrenti crisi economiche che, in realtà, sono soprattutto crisi finanziarie, gli analisti di qualsiasi scuola e di ogni credo politico offrono soluzioni differenti ma simili, giacché tutte intendono migliorare i conti dello Stato riducendo la spesa pubblica, perché “non ci sono soldi”.

Nessuno, invece, sembra porsi il problema dalla prospettiva opposta, chiedendosi da dove viene il denaro, e perché sia costantemente anzi, costituzionalmente, insufficiente a soddisfare i bisogni dell’economia reale, ossia delle esigenze dei cittadini, che uno Stato dovrebbe soddisfare, garantendo le migliori prospettive di vita possibili.  Proprio da questo punto di vista, invece, prende le mosse La fine della sovranità, l’ultimo saggio di Alain de Benoist tradotto in italiano (Arianna Editrice, pagg. 128, € 9,80), dove il filosofo francese sviluppa la sua critica radicale al capitalismo, denunciando lo scippo della sovranità politica, monetaria, e persino militare, compiuto, da parte di soggetti privati, ai danni della sfera pubblica. Senza indulgere minimamente alla tentazione del “complottismo”, de Benoist offre una lucida analisi delle ragioni ultime della crisi che, dal crollo della bolla immobiliare statunitense del 2007/2009, ha travolto, con un effetto valanga, tutte le economie delle nazioni occidentali.

Alain de BenoistPer una cinica ironia della sorte, poi, le stesse banche salvate dall’intervento massiccio statale, sono diventate spietate creditrici dei propri salvatori, elargendo denaro in cambio di titoli di stato che diventano fiches da giocare sul mercato speculativo internazionale, dimora privilegiata del potere reale, da cui i governi nazionali vengono ormai esclusi. Sono, infatti, i rappresentanti dei fondi speculativi e gli amministratori delegati di società internazionali a dettare ai governi le politiche da attuare, nel quadro di un’economia globalizzata, esclusivamente finalizzata al profitto e spogliata di qualsiasi legittimazione democratica, oltre che priva di ogni scrupolo. E’ in via di approvazione, tanto per fare un esempio, il Trattato transatlantico di libero scambio, che, nello stabilire un’area di libero scambio tra UE e USA, permetterà alle multinazionali di portare davanti al Giudice i governi che dovessero, magari con leggi a tutela dei lavoratori, ostacolare la loro attività. Per capirci: se i nostri dipendenti di una nota catena internazionale di fast food, grazie alla legislazione italiana sul lavoro, avessero maggiori diritti dei loro colleghi statunitensi, il nostro governo potrebbe essere citato in giudizio, e, se condannato, costretto a modificare le proprie leggi, contro ogni logica e in spregio a qualsiasi considerazione storica o politica.

L’unica libertà intoccabile rimane quella di acquistare, e il solo diritto intangibile è quello del singolo individuo, davvero assoluto, ossia sciolto da qualsiasi legame di appartenenza o di identità che non sia quella, inalienabile, di consumatore.

@barbadilloit

Di Luca Gallesi

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