0

Media. Agon Channel la tv delocalizzata: produce in Albania ma parla italiano

Pubblicato il 15 luglio 2014 da Paul Gascoigne
Categorie : Cronache Televisionando

agonUna tv albanese che parla italiano. Si chiama Agon Channel e si candida a essere la prima esperienza di televisione delocalizzata. La sede operativa, infatti, si trova nella capitale albanese Tirana. Ed è da lì che in autunno partiranno le programmazioni dell’emittente che si propone come tv generalista e di informazione per gli italiani.

Ad occuparsi del settore news sarà Alessio Vinci, uno dei giornalisti italiani più “global” in circolazione. Vinci, non a caso, sposa senza mezzi termini la politica liberista della nuova televisione: «Saremo la Ryanair della tv italiana» ha spiegato al Corriere della Sera. «Quando la compagnia aerea low cost è arrivata facendo viaggiare a poco prezzo, le grandi concorrenti l’hanno quasi derisa. Ora, dopo pochi anni, il risultato è questo: sono le grandi concorrenti che si sono adattate ai prezzi di Ryanair».

E anche la ricerca del personale è tutta indirizzata all’ottimizzazione dei costi e non solo. Vinci cerca cronisti «che sanno, da soli, realizzare un servizio video: dalle riprese al montaggio». Ovviamente dalla sua è tutto un tuonare contro il sistema italiano: «Non c’è più spazio per le grandi redazioni con decine di colleghi che fanno al massimo un servizio al giorno», ha continuato. Per l’ex conduttore di Matrix «sono finiti i tempi delle spese folli per realizzare i programmi. In Albania abbiamo investito sulla tecnologia più avanzata, abbiamo realizzato studi di ultima generazione e il personale costa molto meno. Alla fine si riesce a produrre una trasmissione di qualità, ma a un decimo del costo».

Non c’è che dire: con tutte le differenze del caso, sembrano le stesse parole di tanti imprenditori – anche quelli che hanno ricevuto tanto dallo Stato – che da parte loro decidono di chiudere per andare a produrre all’estero per tornare a vendere qui a prezzi italiani. Con la differenza, però, che bisognerà capire quali saranno le retribuzioni per i professionisti che lavoreranno dall’Italia: il rischio dei “prezzi Ryanair” potrebbero rappresentare un precedente per un ulteriore gara al ribasso in termini di diritti, di salario e di qualità dell’informazione.

Come se non bastasse la prima tv delocalizzata arriva proprio nei giorni in cui le brutte notizie per il mondo dell’editoria abbondano: dalle polemiche legate al contratto giornalistico e all’equo compenso, alla crisi dei giornali on-line (Linkiesta) e cartacei (l’Unità ed Europa) fino al quadro a tinte fosche illustrato dall’Agcom che registra una crisi di indotto pubblicitario e di vendite.

@barbadilloit

Di Paul Gascoigne

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>