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La lettera. Almirante e il progetto dell’Eurodestra

Pubblicato il 5 luglio 2014 da Giorgio Mari
Categorie : Parola ai lettori Scritti

giorgio almiranteSono passati cento anni da quel 27 giugno 1914, data della nascita di Giorgio Almirante, un Uomo. Il più grande segretario che la destra abbia mai avuto. Era il 26 Dicembre 1946. Almirante, insieme all’inseparabile amico Pino Romualdi, partecipa alla fondazione del Movimento Sociale Italiano di cui ne diviene segretario nel 1947. Erano anni difficili quelli del primo dopo guerra. Anni di muro ideologico, anni in cui per gli esponenti missini era anche difficile tenere un semplice comizio. Non vi fu una sola manifestazione pubblica del Movimento Sociale che non fosse soggetta a disordini dovuti alle violenze fisiche degli avversari politici. Uno su tutti l’episodio di Piazza Colonna a Roma più volte interrotto dai continui scontri che si susseguirono.

Nonostante il clima avvelenato, Almirante riuscì a farsi eleggere alle consultazioni del 1948 per la Camera dei deputati.

Nel 1950 gli succede alla segreteria Augusto de Marsanich ed in seguito Arturo Michelini: iniziò la fase degli scontri interni ai congressi del partito. Michelini filo borghese e atlantista, Almirante socializzatore e critico verso il patto atlantico. Due visioni del mondo diverse e contrastanti, l’una rappresentate di una destra borghese e più vicina al centro politico, l’altra rappresentante di una destra antiborghese o se vogliamo della cosiddetta sinistra missina più nazional rivoluzionaria e vicina alla destra movimentista.

Nel 1969 Michelini venne a mancare e Almirante tornò alla segreteria del partito. Nell’occasione rientrarono anche i dissidenti rautiani del Centro Studi Ordine Nuovo, fuoriusciti perché in contrasto con le politiche delle segreterie Michelini.

Sono gli anni del rilancio del partito. Gli anni del 16% alle elezioni regionali in Sicilia. Gli anni della lungimiranza. Fine stratega politico, Almirante aprì nel 1972 al Partito Democratico di Unità Monarchica il quale decise di confluire nel partito missino. Il primo embrione di un’alleanza sociale e anticomunista era così creato. L’MSI mutò il suo nome in Movimento sociale Italiano/Destra Nazionale. Ed è boom: la segreteria Almirante fa ottenere al partito l’8,7% alla Camera e il 9,2% al Senato. Un risultato a dir poco storico.

L’intuizione dell’Eurodestra

Almirante, di un acume politico formidabile, capisce che per sfondare il muro ideologico cattocomunista imperante in Italia, si doveva guardare “oltre”, al di là dei confini nazionali. Fu così che fonda l’eurodestra insieme agli spagnoli di Fuerza Nueva, ai greci dell’EPEN e ai francesi del Parti des Forces Nouvelles. Grazie a questa intuizione da fuoriclasse, la destra bucava la cortina di ferro del pensiero unico italiano ed aveva ora una voce in Europa.

Il processo di inserimento nella vita pubblica e istituzionale del Movimento Sociale andò sempre più concretizzandosi fino a quel 1983 in cui Craxi, allora presidente del consiglio, ricevette in via ufficiale un esponente della destra: Almirante. Fu la fine della politica dell’arco costituzionale e della ghettizzazione di un intero mondo. Il più grande segretario missino riuscì nella sua missione.

La vita di Almirante fu la vita stessa del Movimento Sociale Italiano, un politico che seppe guardare lontano, anticipando sempre l’evoluzione degli eventi. Un uomo che non rinnegò mai le sue idee politiche, contestualizzandole in un regime democratico, aprendosi al nuovo sapendo però conservare le proprie radici ideali. Un uomo che parlava di socializzazione, di nazione, di popolo, di tradizione. Un uomo che infiammava le piazze con i suoi discorsi, con la sua umanità e passione civile, con un’arte oratoria che non ha eguali. Un uomo soprattutto onesto di cui la destra deve andar fiera.

Corridonia (MC)

Di Giorgio Mari

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