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Libri. “E così vuoi lavorare nell’editoria”: ritratto di una editor firmato dalla Selmi

Pubblicato il 9 maggio 2014 da Roberto Alfatti Appetiti
Categorie : Libri

editing_wordle-600x370Il libro: non si diventa editor per sbaglio. Non è la prospettiva di facili guadagni a far sì che ci si imbarchi nel tempestoso mare dell’editoria. Occorre spirito d’avventura, tenacia, precisione chirurgica e disponibilità illimitata, perché, checché ne dica la gente, non è un hobby, è un lavoro, anche se per alcuni rimarrai comunque lo sfaccendato che passa tanto tempo – troppo, per i loro gusti – davanti al computer. È una professione non facile da spiegare, quella che Alessandra Selmi racconta senza trascurare di riferirne gli aspetti tragicomici in un libro originale, divertente e intelligente al tempo stesso: E così vuoi lavorare nell’editoria. I dolori di un giovane editor. Dentro c’è tutto: dalla lettura e selezione dei libri da pubblicare, una vera e propria persecuzione da manoscritto – mi pubblichi? ma quando mi pubblichi – alla meno affascinante e quotidiana lotta contro il refuso, la madre di tutte le battaglie per un editor. Sistemare la sintassi ed evitare l’imbarazzante strafalcione che può compromettervi la carriera, marchio d’infamia che azzera in un sol istante il più meticoloso dei lavori di ricerca. Tenere a bada gli autori ipercompetitivi in guerra tra loro. Presenziare alle presentazioni. Ci vuole un fisico bestiale, se non si vuole compromettere la salute.

selsiPatologie: se doveste decidere di fare l’editor, sappiate che i vostri occhi soffriranno a leggere fino a sei ore filate al giorno e l’ernia del disco, ovviamente da postura, non ve la toglie nessuno, neanche il chirurgo. Per tacere i crampi alle spalle, il formicolio ai piedi e le orecchie bollite. Sì, avete capito bene.

Abitudini: mai bere abbondantemente prima di una riunione telefonica, perché può capitare di passare più di due ore al telefono con un autore per rivedere un intero saggio. Un’enormità. Basti pensare che con lo stesso tempo ci si può spostare da Milano a Londra in aereo o vedere un bel film al cinema.

Chi deve leggerlo: consigliato per chi vorrebbe lavorare nell’editoria, ma anche a chi aspira a diventare scrittore, se non altro per evitare gli errori più grossolani, di scrittura e soprattutto di approccio con chi sarà chiamato a sottrarvi all’anonimato. Volete sapere come agganciare e sedurre un editor? Questo libro vi eviterà molti passi falsi: braccarli nelle presentazioni, nelle fiere e su facebook può aiutare, purché non si passi il limite.

Chi non deve leggerlo: gli esordienti troppo esuberanti e gli scrittori tecnologicamente impreparati, saccenti, invadenti, maleducati, quelli che, per intenderci, telefonano all’editor nei giorni di festa con la pretesa di dettare modifiche delle modifiche delle modifiche del testo.

L’esergo: “Con i libri si è felici solo se li si ama e li si accarezza”. Così parlò Anatole France ne La vié littéraire. Una raccomandazione che Alessandra Selmi ha ben presente, anche se nel duro mestiere di editor nove volte su dieci vi toccherà leggere e curare con amorevoli attenzioni libri che non vi piaceranno. Per quanto lettori entusiasti, onnivori e famelici possiate essere stati, continuare ad amare la lettura nel tempo libero sarà una vera impresa.

L’autrice: Fino a sei anni fa aveva un impiego, udite udite, a tempo indeterminato in una solida azienda a pochi passi da casa. Solo un amore sconsiderato per i libri poteva determinarla a intraprendere la strada dell’incertezza – si scrive free lance ma è mero precariato intellettuale – e improvvisarsi didascalista di moda, per poi, con buona dose di faccia tosta e notevoli capacità, affermarsi come editor di qualità per prestigiose case editrici. Come faccio a saperlo? Quasi dimenticavo, è la “mia” editor, è stata lei a seguire passo passo, refuso dopo refuso, la gravidanza di Tutti dicono che sono un bastardo. Vita di Charles Bukowski (Bietti). Un libro che è anche un po’ suo, per quanto gli autori, il più delle volte, facciano fatica a riconoscerlo. E no, non sono l’autore ideale tratteggiato nel libro perché l’autore ideale non manda più di tre mail al giorno e io ho sforato spesso. Vero Alessandra?

*E così vuoi lavorare nell’editoria. I dolori di un giovane editor (Editrice Bibliografica, collana i libri di Wuz, pp. 125 € 9,90)

Di Roberto Alfatti Appetiti

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