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Il caso. Se la lista Tsipras può cavarsela in Europa grazie all’elogio del culo (di Brass)

Pubblicato il 6 maggio 2014 da Nuccio Bovalino*
Categorie : Corsivi Cronache Politica
culo

Il lato B di Claudia Koll, musa di Tinto Brass, e quello di Paola Bacchiddu della Lista Tsipras

Imbarazza ammettere che il primo pensiero alla vista della foto di Paola Bacchiddu in bikini, la Responsabile per la comunicazione della lista Tsipras, con bene in vista il sedere, è stato per un trasgressivo ma elegante libretto pubblicato anni fa da Tinto Brass. Elogio del culo il titolo.

Il maestro, nel suo peregrinare fra i meandri dell’immaginario erotico degli italiani, darebbe di certo una interpretazione più realistica della polemica nata intorno alla foto. Brass da buon interprete dello Spirito del tempo, già molti anni fa confidò in una intervista per la Stampa di aver presentato un’idea ad un autore televisivo: “Mi sono proposto come culologo alla televisione, invece della mano avrei letto i culi. Hanno rifiutato. Eppure stiamo parlando della sintesi conica del linguaggio del desiderio”. In queste sue parole vi era un attacco ai media generalisti, incapaci di legittimare platealmente ciò che ormai rappresenta una legge manifesta della comunicazione: il corpo è il messaggio.

Alcuni sostenitori della lista Tsipras, hanno accusato la responsabile di essersi piegata alle leggi comunicative del berlusconismo. Quel sedere sublimato a messaggio politico rappresenta una resa per chi ha elevato a manifesto esistenziale-politico le teorie della Zanardo sullo sfruttamento del corpo delle donne da parte dei media. Generiche accuse di chi si ostina a credere ancora che il berlusconismo rappresenti una ideologia politica, un medium capace di formare negli anni tutto il male valoriale italiano. Non si vuol ancora prendere atto di come il berlusconismo incarni invece lo spirito dei tempi, essendo esso solo una delle innumerevoli forme che ha assunto quel flusso composito di desiderio, edonismo, volontà di sedurre che costituisce un magma da sempre presente nelle viscere della società e che nel tempo trova di volta in volta nuove figure per esplicitarsi in superficie.

 

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Paola Bacchiddu, la responsabile comunicazione della lista Tsipras la cui foto in bikini ha creato un dibattito serrato a sinistra

Il filosofo Mario Perniola in un suo pamphlet ha già ben spiegato come Berlusconi rappresenti una eterogenesi dei fini delle istanze portate avanti dai movimenti del ’68. Il Cavaliere è la rappresentazione concreta di un misto creativo che comprende tendenze libertarie, anti-intellettualismo, avversione per codici, leggi e burocrazie, esaltazione di un soggettivismo etico (come scrive il sociologo De Rita), derisione di ogni regola. Tutte inclinazioni che trovano nelle rivendicazioni e nelle intenzioni dei sessantottini le proprie radici. Una utopia di ribellione trasformatasi agli occhi di alcuni intellettuali progressisti in distopia.

Il massmediologo Nello Barile, docente di sociologia della comunicazione della Iulm di Milano, chiarisce che il tormentone socialmediatico causato dalla foto del sedere della Responsabile comunicazione della Lista Tsipras ripropone una contrapposizione tra punti di vista che attraversano trasversalmente destra e sinistra. Come precisa meglio, “al di là del contenuto esplicito di questo atto comunicativo, la questione centrale è il modo in cui una rappresentante della sinistra radicale si appropri di una modalità comunicativa tipica della sua controparte per comunicare un posizionamento alternativo. È dunque la traduzione comunicativa della cosiddetta triangolazione, che da Blair a Renzi induce le sinistre postideologiche a campionare pezzi di programma delle destre per raggiungere il loro elettorato”. In questo caso si compie un ulteriore ed estremo salto comunicativo, come Barile afferma, poiché “questa volta invece a essere campionato non è il programma ma una posa che sottolinea enfaticamente una certa parte del corpo femminile. Tutto ciò conferma ancora una volta l’ipotesi del neotot (ossia un neototalitarismo in versione pop) secondo cui nessuna parte politica, nemmeno la più intransigente, può resistere alla penetrazione capillare della cultura dell’immagine, delle logiche pubblicitarie e di consumo”.

brassUn ultimo pensiero come comunità di Barbadillo va al maestro Brass, che nella intervista citata precedentemente raccontava un aneddoto: “I bei culi sono ipnotici. Una volta ne ho seguito uno da Milano fino a Mosca”. Può essere di buon auspicio per la Lista Tsipras, magari in questo caso lo seguiranno fino a Bruxelles.

*sociologo

@barbadilloit

Di Nuccio Bovalino*

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